Aldilà a Runeterra

Aldilà Neanche i cacciatori eterni sanno dove finiscono le loro prede. A Valoran sono molti i culti che propongono una loro versione dell'oltretomba. Per i demaciani, come per i noxiani, si crede che la morte in battaglia garantisca l'accesso ai cancelli del Regno Santo, terra dei guerieri più valorosi. I malati, i codardi e, a Demacia, i maghi non meritano tale destinazione. Nella Città Bianca anche ai reietti viene data la possibilità di redimersi, basta solo iscriversi alla leva e combattere per la patria. Tra i cancelli di Noxus invece i criminali vengono mandati nell'arena a dilettare il popolo. Coloro che muoiono al suo interno passeranno l'eternità nell'umiliazione, mentre i vincitori, oltre alla libertà, guadagnano anche il diritto di morire serenamente, con il proprio nome inciso sulle pareti della fossa. A Ionia si ritiene che lo spirito si dissolva per unirsi all'energia naturale. Il flusso di quest'ultima avvolgerebbe e ricoprirebbe il mondo e si concentri particolarmente nella regione. Gli abitanti cercano di trascorrere la propria vita tranquillamente e nel rispetto della natura. I templi, centri di questa corrente vengono visitati mensilmente e mantenuti con la massima cura. Nel Freljord ogni tribù ha una propria versione dell'aldilà e ben pochi forestieri hanno provato a scoprirli. Si ritiene che la maggior parte delle tribù morire per il bene della tribù sia il massimo onore del singolo, sia per la caccia che per le razzie. Diverso è morire durante un duello: chi perde viene screditato davanti all'gruppo, o ucciso o bandito. Piltover e Zaun hanno una visione della morte fondalmentalmente atea. La prima predilige un ateismo scentifico, la seconda spera che la morte sia la fine delle sofferenze. I morti vengono trattati comunque con estrema attenzione: in entrambe le città è usanza circondare la bara con oggetti della vita quotidiana, dagli attrezzi al liquore preferito, e mettere sulla tomba un ingranaggio simbolo dell'appartenenza e della stima della società. A Bilgewater i pirati hanno una fede personale, spesso incentrata sul proprio ruolo nella ciurma e che considera il capitano come guida spirituale. In alternativa si crede in Nagakabouros, il dio abissale. Dopo la morte in mare si passa l'eternità a nevigare in acque calme su una piccola barca a vela. A Shurima si pensa che gli spiriti degli ascesi, riuniti in consiglio, giudichino le anime dei morti per il loro operato in vita. Dipendentemente dal giudizio il disco solare mostrerà una delle sue facce. Se si vive rettamente si verrà reincarnati in una posizione sociale più altolocata, altrimenti l'anima viene assorbita dal disco e scompare per sempre. Dai piedi alla cima del Monte Targon è credenza che una volta morti, il proprio spirito si unisca alla danza dell'aurora boreale, dove passerebbe l'eternità a volteggiare attorno alla cima della montagna. È usanza portare i cadaveri il più in alto possibile e lasciarli con gli occhi aperti per un'intera notte, così da far vedere all'anima la strada da percorrere. A Bundle City il trapasso viene considerato un cambio generazionale, dove gli anziani sono lieti di lasciare spazio ai giovani. Si celebra l'evento con una grande festa in piazza, dove i cari si dilettano con danze e canti, ovviamente corniciate da tante storielle divertenti sui trapassati. Nelle isole ombra non si contempla l'idea della fine. Le ricerche riguardo questo argomento sono ancora in corso e non mi fermerò finché il mio studio non sarà completo, come sempre. Julius Costantin, ricercatore zelante
Condividi
Segnala come:
Offensivo Spam Molestie Forum errato
cancella