Duello a lunga gittata - racconto originale (9, giorno 8)

Erano rimasti solo loro due a combattere. Da un lato il cecchino di Piltover, dall'altro il virtuoso. Stare fermi voleva dire essere annientati e questo incideva fortemente sulla precisione dei colpi. I muri non davano riparo dalla furia esplosiva degli spari. La tensione si sentiva come un oceano sopra la testa dei due sfidanti. Jhin era innaturalmente calmo, quasi divertito. Sapeva che era questione di tempo prima che Caitlyn cadesse su una delle sue mine e lo stesso valeva per lui. Così tra scatti, corse e spari si venne a creare una danza distruttiva. Il fucile della ragazza non poteva competere in potenza con quello del rivale, ma non aveva avversari in quanto a precisione e gittata. Le bastava fare qualche passo indietro, uscire dal suo raggio d'azione e sparare il colpo decisivo. Appena fuori dalla portata del nemico lo sceriffo cadde in una delle trappole di loto dello ioniano. Pochi istanti, un esplosione e infine silenzio. Jhin era soddisfatto del suo concerto e con fare sbeffeggiante si volto verso la sua base per fare un bell'inchino. In quel momento dal fumo diradato uscì la figura di Caitlyn, ferita ma tenace, con il fucile puntato. Era stata una lunga battaglia, ma la giovane ce l'aveva fatta. Facendo attenzione a non pestare altri esplosivi si diresse verso la sua squadra, che l'accolse esultando. Mi sono divertito a scrivere questo racconto, nonostante i 35 minuti a disposizione… Sono molto soddisfatto del risultato.
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