[Fanfic] When Heroes Meet Champions

{{summoner:4}} **Capitolo 1: Dispersi.** {{summoner:4}} Nei pressi di una pianura nelle vicinanze di Summoner's Rift ... Non sta accadendo niente. La fauna locale sembra tranquilla, segno inequivocabile che lì, da abbastanza tempo, non ci sono conflitti. All'improvviso ogni bestia di qualsiasi tipo alza la testa verso un punto fermo, per poi cominciare a scappare e a nascondersi. Dopo un paio di secondi da quel punto si apre un portale blu, molto piccolo, da cui inizialmente esce solo nebbia di un colore azzurro pallido da cui, all'interno, si possono notare due piccoli occhi rossi, ma poi BAM, facendo tremare la terra e il cielo, nonché irare le creature circostanti, escono dal portale, scannandosi ed azzuffandosi (nonché rovinando buona parte della vegetazione circostante) a vicenda, due individui. Il primo è un gigantesco toro, blu, armato di una lanterna. Gli occhi rossi lucenti fanno risalto nel blu e nel nero che è il suo corpo, ricoperto da pezzi di armatura. I suoi capelli, che fluttuano nell'aria come fossero fiamme libere, hanno lo stesso colore della nebbia del portale. Sembra stia avendo la peggio contro l'altro eroe; alto un metro e settanta probabilmente, ha la pelle arancione, ricoperte di vene pulsanti. La sua "armatura" non è altro che un kimono strappato, due parabracci, una maschera bianca d'avorio e la pelle di un qualche animale dolcemente appoggiata sulle sue spalle; ha una katana, ma la impugna al contrario, come fosse un pugnale, e con essa infilza ripetutamente il corpo del toro blu, che non sembra importarsene più di tanto. I loro nomi sono Barathrum, il Distruttore dello Spirito, e Yurnero, il Juggernaut. Una testata del primo fa volare il secondo a qualche metro di distanza, ed in quel momento i due esalano un respiro affannato, e se ne accorgono ... Che posto è quello? Non ricordava a nessuno dei due un luogo familiare. Faceva troppo caldo per essere il Blueheart, era troppo luminoso per essere il Labirinto di Razor, le creature erano troppo deboli per essere l'Isola di Jidi, e se fossero nella pianura di Yama Raskav, di certo qualche creatura enorme li avrebbe già aggrediti da un pezzo. Yurnero sapeva bene che la guerra conosciuta ai più come Difesa degli Antichi distruggeva, senza alcuna pietà, tutto ciò che incontrava, e quel posto trasudava pace, magia e purezza da tutti i pori; fece 1 + 1. "Dove mi hai portato, lurido planeswalker?!" gridò, puntando il dito contro Barathrum; quest'ultimo era una bestia molto fiera e orgogliosa, ma se c'era una cosa che sapeva fare era ammettere di aver sbagliato; dopotutto lui cammina da un piano all'altro dell'esistenza con una facilità estrema, è ovvio che prima o poi sbagli i calcoli e arrivi in un luogo a caso. "Non lo so, questo piano non l'ho mai visitato." rispose sinceramente, senza però abbassare la guardia. "Menzogne. Voi creature elementali siete sporche e traditrici, questo non è altro che un tuo piano!" Yurnero non si fidava delle creature mistiche che erano gli elementali dai tempi in cui si scontrava all'ultimo sangue contro Faceless. "Smettila con questa messinscena, spadaccin-" Barathrum non riesce a terminare la frase che, all'improvviso, si sente in un attimo libero da un peso. Guarda il Juggernaut; non sente più l'odio che provava per lui, e anche Yurnero sembra essersi riappacificato. Se l'influsso motivatore degli Antichi non fa più effetto su di loro ... Devono essere DAVVERO ben lontani da casa. I due strinsero una pace, alle condizioni che sarebbe durata fintanto che i due fossero rilegati in quella dimensione, e che sarebbe immediatamente finita una volta trovato il modo di tornare indietro. Dopo un paio d'ore di camminata, fianco a fianco, finalmente Yurnero lancia uno sguardo verso il compagno di sventura. "Come facciamo a tornare indietro?" chiese. Egli non aveva una casa a cui tornare, ma sentiva la mancanza dei suoi compagni di battaglia. Sven, Rylai e, per quanto li odiasse, in quella situazione sentiva addirittura la mancanza dei Techies. "La maschera t'è troppo stretta, spadaccino? Ti da alla testa?" grugnisce di scherno Barathrum, in risposta. "Il mana che fluttua nell'aria di questo mondo è diversa da quella del tuo, quindi non so se e quando potrò riusare il viaggio tra i mondi, ma sai bene che in ambedue le nostre fazioni ci sono altri planeswalker, e molti di loro non sono bestie con un dono, come me, ma sono maghi che sanno quello che stanno facendo. Se non troviamo una soluzione, la troveranno loro." A quelle parole, Yurnero borbottò, e Barathrum, sentendolo, rise fragorosamente, per poi dire "Eheh, lo so che l'idea di venire salvato da Faceless ti fa irare non poco, ma ora come ora dobbiamo accettare qualsiasi tipo di aiuto ... A proposito, mi chiedo se qui ci sia gent-" il gran toro blu si ferma, annusa l'aria e rizza in alto le orecchie. Prima ancora che Yurnero possa chiedersi cosa stesse facendo, il Distruttore di Spirito alza la sua lanterna verso il cielo, intercettando e fermando una gigantesca lama. Dai cespugli esce fuori un losco figuro; capelli rizzati verso l'alto, baffi lunghi, un diadema sulla punta della testa. "Chi sei tu?!" grida Yurnero; l'uomo ride, facendo ruotare la lama attaccata al braccio destro, uguale a quella che ora Barathrum tiene tra gli artigli. "Dovete aver vissuto sottoterra fino a questo momento per non conoscermi! Io sono il grande Boia, l'amato dalle folle ... Io sono ... Draaaaaaaaaaaven. Allora, chi devo uccidere per primo?" Il Juggernaut lanciò uno sguardo al compagno. "Tu va, dobbiamo trovare un modo per tornare a casa. Ci penso io a lui." e così Barathrum si allontanò, mentre Yurnero puntava la sua lama contro quelle di Draven. "Odio gli sbruffoni." {{summoner:12}} **Capitolo 2: La fata, il cieco e il vecchio.** {{summoner:12}} Erano rimasti solo loro due, da soli, uno contro l'altro. Draven contro Yurnero; il Glorioso Carnefice contro l'Agile Juggernaut. "Ti onorerò con una morte rapida e dolorosa." disse quest'ultimo. "Dire queste cose è da imbecilli; sappiamo entrambi che sarà Draven a sepellire te." rispose Draven, cominciando a far ruotare le sue letali lame. Yurnero fece la prima mossa, lanciandosi a tutta velocità contro il temibile nemico, che nel mentre tentava di colpirlo a distanza, ma il Juggernaut era troppo veloce per venire colpito mentre si trovava in movimento. Con un ultimo scatto Juggernaut arrivò a sfiorare la gola del nemico con la punta della spada, ma questo, facendo ruotare una delle due lame davanti a sé, lo sbalzò via. Juggernaut a quel punto scomparve, e al suo posto apparirono dodici spade di luce, gialle come l'oro e grandi quando lo stesso Yurnero, che trafissero, una alla volta, il corpo di Draven; si trattava di Onnisquarcio, la leggendaria tecnica usata sull'Isola dei Mascherati. Quando tornò alla sua forma umana, Juggernaut venne però ferito gravemente da una delle lame di Draven che, scavando il terreno si era fatta strada fino al suo corpo, l'aveva attraversato, e poi era tornata indietro, colpendolo ancora. I due erano sul punto di soccombere; la vittoria sarebbe andata a chi fosse stato in grado di eseguire l'ultimo colpo prima del nemico. Juggernaut stava per provare, quando sentì un ruggito far tremare la terra. Di colpo apparve, dal nulla, Barathrum, che incornò il Carnefice, scagliandolo lontano, tra i cespugli. "Grazie." disse Yurnero, rivolgendosi al compagno. Fece poi per andare verso il corpo svenuto di Draven, per dargli un colpo di grazia, ma venne fermato da Barathrum, che gli bloccò la strada con una zampa. "Non c'è tempo." "Che intendi dire?" "Ho tentato di chiedere aiuto ad alcuni umani ... Pessima idea. Dobbiamo scappare." detto questo, fece strada al compagno spadaccino verso un possibile nascondiglio, mentre sul posto arrivavano due persone ... Il primo era grosso, in un armatura possente ed era armato di un'ascia. La seconda, alta donna sinuosa, vestita da un corsetto nero tra il macabro e l'erotico, teneva tra le mani uno scettro. I loro nomi erano Darius e LeBlanc. I due noxiani aiutarono il compagno ferito a rialzarsi, mentre questo giurava, sul nome del fratello (che nel mentre ringraziava) che si sarebbe vendicato dello spadaccino. Nel mentre, al centro perfetto del Summoner's Rift, una piccola creaturina pelosa, armata di funghi e canna di bambù, sta preparando un'imboscata ad un qualche malcapitato. "Una bomba lì, un'altra là, un paio lassù e bam, il primo che passa ci perde una gamba!" se la ride, poco prima di acciucciarsi su un lato del sentiero e diventare invisibile. Passano un paio di minuti, e finalmente vede passare una bambina vestita di rosso con un orsacchiotto tra le braccia; ha trovato il suo bersaglio. Attende silenzioso il suo passaggio, quando all'improvviso sente una voce. Una voce acuta, carina, non fastidiosa o altezzosa; anzi, piena di dolcezza. "Scusa, debole creatura, potresti darmi un paio di informazioni?" il giovane Teemo si girò verso la fonte del suono, noncurante del fatto che ormai Annie, la ragazza con l'orsacchiotto, era scappata via, e quando vide la creatura che aveva parlato, gridò per il terrore. L'essere era blu, piccolo, con numerosi arte e altrettante ali attaccate al suo corpo. Gli occhi, arancioni e penetranti, fissavano lo Scout dritto nei suoi, di occhi. "Scusa ... Sai ... Sai parlare? Capisci cosa sto dicendo? ...?" la creatura continuava ad attendere una qualche risposta. Fu in quel momento che Teemo cadde nel panico; infilò una freccetta nella sua canna e la sparò contro la creatura volante. Essa, senza scomporsi, scomparve nel nulla per un secondo, giusto il tempo di schivare l'attacco, per poi riapparire. "Cos'è, vuoi giocare?" detto questo, la creatura blu creò dal nulla una sfera di energia, bianca come il latte e lucente come un diamante, che attraversò Teemo. Questo, a quel punto, s'accasciò a terra, senza vita. "Sei stanco? Non vuoi più giocare? Non fa nulla, è stato divertente finché è durato, arrivederci!" e detto questo sparì nel nulla, lasciando il cadavere del piccolo Scout in pasto ai vermi. Quando Yurnero vide la scena non poté fare a meno di lanciare un'esclamazione di gioia. "Ahah, guarda Barathrum, c'è Puck!" "Chi?" "Puck, c'è Puck! Il drago fatato!" Il Distruttore strinse gli occhi e vide la bestia svolazzare allegramente da un cespuglio all'altro, salutando qualsiasi essere vivente. "Oh noooo." fece, "Odio a morte Puck; non prende mai le cose sul serio. Non credo ci sarà d'aiuto." In effetti Puck, malgrado esistesse ormai da millenni, essendo un membro della stirpe dei draghi fatati, esseri supremi che vivono per eoni, per la sua razza non era che un bambino, incapace di comprendere concetti come la sofferenza, il conflitto, la guerra. Lo spadaccino, seguito dal Distruttore, si diressero verso il draghetto, che li accolse con un "Ehi, ci siete anche voi qui! Qual buon vento? Cosa ci fate qui?" chiese, ridendo. "Piuttosto, cosa ci fai TU qui." rispose burbero il Distruttore. "Quando sono stanco vengo qui, ogni tanto. Insomma, è un posto così calmo ... E le creature al loro interno amano giocare! Non fanno altro!" Yurnero sapeva bene che Puck confonde "giocare" con "combattere" spesso e volentieri, e quindi cominciò a porsi dei dubbi sulla terra su cui stava camminando, che fino a quel momento gli era parsa come piuttosto calma. Si rivolse al drago fatato. "Io e Barathrum vogliamo tornare a casa." "Non posso aiutarvi." rispose questo. "Per quanto mi dispiaccia, non so come far viaggiare la gente fra i mondi. So solo trasportare me. Ma, se volete, vi terrò un po' di compagnia!" "NO." rispose secco Barathrum, ma malgrado ciò il draghetto blu cominciò a seguire i due. "Oh, mi sono ricordato di una cosa!" aggiunse, ad un certo punto. "Ci sono altri eroi qui! Ehm ... Chi erano ... Ah sì! Erano Faceless" - e in quel momento Yurnero si coprì il volto tra le mani per la rabbia - "e Nerif!" - e in quel momento anche Barathrum si coprì il volto con gli artigli; non sopportava quel dannato Oracolo.
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