Proposta dettagliata campione Jack-Hit + Storia del campione + Abilità nel dettaglio+proposta evento

Jack-Hit “La speranza di Runeterra” Note: per cominciare, direi che è inutile dire a chi è ispirato il campione (penso sarà subito chiaro non appena avrete letto la prima abilità: Q), spero che la spiegazione del personaggio e delle abilità sia comprensibile e che possiate apprezzare la storia, eventualmente (cioè nel caso venga presa in considerazione) riadattabile dai Rioter. Probabilmente le abilità (o alcune di esse), potranno sembrarvi troppo forti o troppo “ricche” di sfumature, tuttavia ho pensato, in questa sede di offrire / proporre agli eventuali Rioter che dovessero leggere, tutte le idee (o quasi) e tutte le dinamiche che ho pensato per Jack-Hit, sperando che in qualche modo potesse essere valutato e ribilanciato secondo le loro “misure”, anche se, nel caso (mi rendo conto remoto) decidessero di programmarlo, non vorrei essere nei panni dei programmatori che potrebbero presentare le dimissioni (XD). Ho inserito in alcuni punti la dicitura “Da valutare” nelle abilità o parti dell’abilità sulle quali ero indeciso, visto che a mio avviso rischiavano di sbilanciare il campione o in altri casi di risultare superflue (consiglio di non considerare e non leggere quelle parti ad una prima lettura). Infine notifico che le statistiche, i danni, le aree e le varie percentuali, sono state ovviamente “simulate mentalmente” e inserite per dare un puro valore referenziale e indicativo, sperando di aver espresso valori tutto sommato bilanciati, in modo che con qualche bilanciamento e qualche “nerf” il campione possa divenire giocabile nel contesto della Landa. Sarei lieto di ricevere da eventuali lettori opinioni, valutazioni, o se ce ne sono, eventuali domande. Nel caso qualcuno volesse disegnare un bozzetto del personaggio e del Martello, secondo la descrizione che troverete nella storia (rispettivamente al cap. 3 e al cap. 3-fine e 4), sarà certamente gradita (dato che io nel disegno sono piuttosto negato)… nel frattempo, mi scuso in anticipo per gli eventuali errori (di battitura, ortografici, punteggiatura ecc…) che potrei essermi perso, e grazie per l’attenzione. P.S.: Nel caso doveste arrivare a fine lettura e pensare che questa sia opera di un folle… non saprei davvero come darvi torto :-D . Tempo indicativo totale stimato, arrotondato per eccesso, per una lettura accurata: 150 minuti. Di cui: parete storia = 100 min / parte abilità = 50 min Storia del personaggio (Jack-Hit) Parte 1: Un esperimento di successo In un tempo molto lontano, prima ancora che la Guerra Darkin divenisse storia e che le principali città di Valoran sorgessero e si espandessero, un ricco, egocentrico e folle scienziato di nome Skavindbaghe, pioniere della manipolazione genetica e della chimica, sognava di unire in un unico essere razze tra loro incompatibili, con la speranza di ottenere un organismo forte, intelligente, coraggioso, ambizioso, operoso e risoluto, immune ai segni del tempo, ma soprattutto, capace di manipolare e usare a suo vantaggio la magia. L’intento di Skavindbaghe era quello di riuscire a formarne almeno uno, per poi poterne replicare i caratteri all’infinito e plasmare così, un esercito inarrestabile di “figli” che l’avrebbero aiutato a dominare su Valoran o addirittura su tutta Runeterra. Dopo numerosi e svariati tentativi, Skavindbaghe aiutato dal suo fedele allievo e assistente Kromanbergh, orfano in gioventù, al quale aveva salvato la vita durante una delle tante guerre, curandolo dall’esposizione tossica ad un materiale intinto in qualcosa di sconosciuto e oscuro che lentamente aggrediva le sue membra, riuscì a capire, tramite campioni genetici, che la razza più indicata per un ibridazione doppia o multipla era certamente quella degli yordle, all’epoca popolo in prevalenza nomade e non molto conosciuto del continente. Skavindbaghe decise che era giunto il momento di ingaggiare una squadra di cacciatori per poter catturare viva una femmina di yordle da poter sfruttare per i sui perfidi scopi. Dopo mesi di interminabile attesa, il folle scienziato, fu finalmente esaudito e non molto lontano dal suo accampamento, situato a nord-est di Valoran, una giovane yordle, esploratrice temeraria e solitaria, di nome Breya fu catturata con l’inganno, sedata e portata all’interno del tetro laboratorio di Skavindbaghe. Al suo risveglio Breya, legata e imbavagliata, guardandosi attorno, si rese conto di non essere in una prigione ma all’interno di una sala chirurgica. L’incredulità per l’accaduto, ben presto lasciò spazio all’angoscia e alla paura, che spinsero la giovane yordle ad un momento di isteria, nel quale tentò con tutte le sue forze di divincolarsi e di chiedere aiuto, pur sapendo, di essere sola. Nei giorni seguenti l’euforia e l’impazienza di Skavindbaghe erano alle stelle, tanto che Kromanbergh e un manipolo di altri giovani adepti, si mostravano ormai stremati e sopraffatti dal lavoro. Nonostante ciò, la ricerca e lo studio condotto sulla loro vittima inerme fu completata in poco tempo e ben presto il folle scienziato decise che era il momento di tentare una fecondazione artificiale. Breya, ormai prigioniera da giorni, aveva capito il subdolo piano di Skavindbaghe e nonostante fosse tenuta in uno stato di semi incoscienza, più e più volte, aveva tentato di liberarsi usando quella poca e debole magia che conosceva, ma senza successo. Così il facoltoso luminare della genetica, non esitò ad estrarre dalla giovane yordle la cellula uovo di cui aveva bisogno, e dopo averla fecondata con la preziosa matassa genetica frutto di anni di studi, la innestò nuovamente nell’utero di Breya, dove sarebbe cresciuta e rimasta, per un periodo di gestazione impossibile da definire. Breya, ormai rassegnata a quella triste realtà e tormentata all’idea di poter dare vita ad un’aberrazione, poté perlomeno trascorrere il periodo di maternità con maggiore libertà, in una stanza costantemente sorvegliata, ma con tutti i confort necessari ad evitare possibili danni per il nascituro. Trascorsi 11 mesi Breya era ormai stremata dalla gravidanza e l’odio verso Skavindbaghe era divenuto insormontabile, tanto che promise a se stessa che se mai fosse uscita viva da quella situazione, non avrebbe esitato a porre fine alla vita del suo oppressore, e mente in collera, rimuginava sul suo infausto destino, ebbe inizio il travaglio e dopo ben 12 ore, venne alla luce con un potente vagito, un piccolo bambino, tutt’altro che un’aberrazione. Le sue dimensioni e le sue fattezze, erano molto simili a quelle di un neonato di razza umana: aveva occhi e capelli scuri, la pelle vellutata e chiara, e lungo le avanbraccia una soffice pelliccia castana, che terminava sul dorso delle mani. Ben presto la madre si affezionò al piccolo e tremava all’idea di come sarebbe potuto crescere sotto l’influenza di Skavindbaghe, ma per il momento, non poteva fare altro che godersi una leggera brezza di serenità, ritrovata prendendosi cura dal nuovo arrivato, nella speranza che un giorno sarebbe riuscita a fuggire. Nel frattempo Skavindbaghe e Kromanbergh erano compiaciuti degli ottimi risultati raggiunti dall’esperimento, il cui esito, secondo gli esami, era andato persino oltre le loro aspettative, e mentre la smania di veder crescere quel piccolo bambino e di appropriarsene liberandosi della madre si faceva strada nelle loro menti, accadde qualcosa di inaspettato. Al crepuscolo, una potente esplosione fece crollare buona parte del laboratorio di Skavindbaghe. Per ragioni sconosciute o semplicemente per avidità, dei barbari provenienti dal Freljord avevano sfondato e fatto irruzione all’interno della proprietà dello scienziato usando una rudimentale macchina d’assedio, razziando ogni cosa utile o di valore; subito le guardie a difesa della tenuta, si diressero all’esterno per tentare di respingerli, ma con scarso successo. Breya un po’ frastornata e preoccupata ma vigile, capì che era il momento di tentare la fuga e riuscì a sgattaiolare fuori dalla sua cella, grazie ad una spaccatura formatasi in una parete in seguito all’esplosione. Sul suo cammino, fu felice di trovare il corpo esanime di Kromanbergh, schiacciato da una lastra di cemento e recuperata una pistola, perduta da una guardia, si diresse nella sala adiacente dove sapeva essere il tenero neonato, tenuto in osservazione durante il sonno. Al suo interno trovò Skavindbaghe , leggermente ferito e intento a rapire, prima di darsi alla fuga, il prezioso prodotto dei suoi esperimenti. Lo sguardo di Breya si fece minaccioso, puntò la pistola conto il perfido scienziato, e guardandolo con disprezzo sparò, colpendolo in pieno volto, il corpo di Skavindbaghe cadde a terra con un tonfo, Breya lo squadrò un ultima volta con disgusto e dopo aver preso con sé il figlioletto, scoppiato in lacrime per via del trambusto, fuggì rapidamente dalla tenuta. Parte 2: Il miracolo Finalmente Breya, dopo mesi di reclusione, poté respirare all’aria aperta, tuttavia sentendosi braccata non ebbe li tempo di godersi la ritrovata libertà e con il cuore in gola continuava a correre a perdifiato, tenendo fra le braccia il piccolo fagottino indifeso ignaro del pericolo. Nessuno la stava inseguendo, ma in lontananza continuava a sentire le urla e gli spari della guerriglia che si era lasciata alle spalle, così, nonostante la scarsa visibilità causata dalla nebbia e dalla notte che ormai incombeva, Breya procedeva lanciata a tutta velocità e all’improvviso inciampò bruscamente su una piccola roccia e… accadde il peggio, il piccolo fagottino volò via violentemente dalle sue braccia e iniziò a rotolare lungo una discesa che terminava con un ripido crepaccio, inevitabilmente cadde nel vuoto. La madre in preda alla disperazione si precipitò alla ricerca del neonato, incurante delle ferite procuratasi nel percorrere così rapidamente l’impervio pendio e solo grazie al tenue bagliore di un sottile coso d’acqua fluorescente, che ivi lì scorreva, riuscì ad individuare il povero neonato. Giaceva immobile, silenzioso, ricoperto di lividi e ferite su tutto il corpo… Breya piangeva a dirotto e lo scuoteva delicatamente sperando di rianimarlo, ma niente da fare, così presa dallo sconforto cominciò ad agitarsi e a battere i pugni al suolo pregando, tra i singhiozzi, che una qualunque entità venisse in suo aiuto… Fu un attimo… un bagliore di luce passò rapidamente tra la volta celeste e squarciò le tenebre, Breya riuscì in una frazione di secondo a scorgere tra la nebbia una sagoma nascosta dalla sua stessa luce prima che un potente fulmine bluastro adornato d’oro tagliasse l’aria e colpisse in pieno il corpo esanime del bimbo… Si udì un potente vagito, l’onda d’urto provocata dalla saetta, travolse la giovane yordle che fiaccata nel corpo e nello spirito cadde a terra priva di sensi. Il giorno seguente, alle prime luci dell’alba un raggio di sole accarezzò Breya in volto, che si svegliò di soprassalto pensando per un attimo di aver vissuto solo un brutto sogno, ma tornata pienamente alla lucidità, guardò più avanti, vide il suo bambino e subito si affrettò a raggiungerlo. Era vivo e cercava, sorridente, di afferrare con la manina una farfalla che gli girava attorno… Breya era sbigottita, esaminò attentamente il corpicino del neonato e non trovò in lui alcuna traccia di lesioni o ferite, eccetto un’evidente cicatrice a forma di J sul bicipite destro, probabilmente lasciata dal fulmine. Sembrava in perfetta salute, ma qualcosa in lui era cambiato: i sui occhi si erano tinti di un colore blu vivace, quasi innaturale; i capelli e la soffice pelliccia castana che rivestiva gli avambracci erano divenuti di colore bianco intenso, almeno quanto il gesso. La giovane madre, non perse tempo e decise di fare rotta verso un posto sicuro assieme al suo docile fagottino che aveva accuratamente ricollocato tra le sue braccia, così, nonostante la fame e la stanchezza, s’incamminò verso sud-est dove sapeva essere un portale comunicante con la città degli yordle: Bandel City. Durante il cammino Breya ebbe la fortuna di incontrare altri della sua specie, che l’aiutarono a recuperare completamente le forze. Finalmente trovò il tempo di dare un nome al suo genito e ispirata dalla cicatrice del figlio a forma di J, decise di chiamarlo Jack, nome allora poco comune sia tra gli umani che tra gli yordle, e di aggiungere la sigla “Hit” alla parte finale del nome, per via del fatto che quelle stesse lettere, dal significato sconosciuto, si trovavano incise sulla piccola medaglietta che Skavindbaghe aveva lasciato al collo del piccolo. Dopo più di cento giorni di cammino, Solfà e Toobalin due aiutanti yordle che si erano offerti di scortare Breya, individuarono finalmente un portale d’accesso per Bandel City, al di là del quale, oltrepassato su di un ponte di pregevole fattura un piccolo rigagnolo, si trovarono difronte alla città degli yordle. Breya si stabilì nella periferia di Bandel, dove aprì una bottega in cui produceva e vendeva unguenti, erbe medicinali, pozioni e cianfrusaglie di vario tipo; questo le permise di reintegrarsi bene nell’ambiente e di sostentare e crescere il piccolo Jack-Hit. Parte 3: Tra “sorpresa” e verità Eccetto alcuni momenti in cui sentiva la mancanza di un padre, l’infanzia di Jack fu spensierata, giocosa e felice, nonostante le sue diversità rispetto agli yordle era ben accetto da tutti, anche se a volte, qualcuno ne temeva la potenza, come quando all’età di soli 6 anni capitò che per gioco Millor, un piccolo yordle divenuto suo amico, gli chiese di lanciarlo sul tetto di una casetta, tuttavia Jack, non controllando bene la sua forza, lo scaraventò in cima ad una sequoia, cosicché dovette intervenire la protezione civile di Bandel per il salvataggio; o quando durante una corsa a “Chi arriva primo vince!”, accelerò troppo e non riuscendo a fermarsi in tempo, sfondò il muro del museo storico della città appena inaugurato… arrivando comunque primo. Inoltre era l’unico in grado di catturare senza l’uso di trappole e quindi a mani nude, le piccole, fastidiose Mosche-lampo, simili a lucciole ma decisamente più veloci e carnivore, che di tanto in tanto dalla campagna si spingevano verso la città; infine in un paio di occasioni riuscì a salvare, pur rimanendo illeso, due persone che sarebbero altrimenti rimaste folgorate da un fulmine, subendolo al posto loro. Infatti Jack-Hit aveva la straordinaria capacità di prevedere l’esatta posizione in cui si sarebbe manifestata una saetta pochi attimi prima della sua caduta e come talvolta aveva notato sua madre, l’elettricità proveniente da qualche oggetto cercava di raggiungerlo, come se ne fosse attratta. Il tempo passò in fretta e Jack-Hit, ormai soprannominato dagli amici Jackhy, pur restando nel carattere mite, affabile, sincero, empatico, coraggioso, amante della sfida, privo di malizia, talvolta esuberante nel suo fare e pensieroso; cresceva sempre più in potenza, velocità, resistenza ed intelligenza. All’età di 25 anni era alto più di qualsiasi yordle, come un umano di statura media, il corpo di somatotipo mesomorfo era un fascio di muscoli, il viso dai tratti ben marcati, con sopracciglia argentate, compatte ed angolate, le avanbraccia ricoperte di un soffice e fitto manto bianco che risaltava alla luce del sole; i capelli lunghi, morbidi, folti e lisci splendevano in un bianco perlaceo e lo stesso per la barba medio-lunga a terminare sul mento con un piccolo e acuto pizzetto; mentre gli occhi sfavillavano in un blu tremendamente intenso e innaturale. Le attività da lui preferite in gioventù erano: la caccia, in quanto nessuna preda poteva sfuggire alla sua velocità; la pesca, amava infatti nuotare con potenza al pari dei pesci e catturarli a mani nude; la raccolta di legna, dove si dilettava ad abbattere interi alberi con un unico pugno dato con precisione; e manifestazioni sportive per raccolte di beneficenza, dove primeggiava con facilità. Tuttavia, nonostante la quotidianità di Jackhy gli permettesse di consumare e mettere alla prova le sue forze, sentiva ormai quasi costantemente, la presenza di una forte energia latente insita in lui, desiderosa di risvegliarsi. Breya infatti non aveva ancora rivelato al figlio la sua intera storia, e per il momento era a conoscenza solo della sua ibridazione genetica, ma ben presto le cose sarebbero cambiate. All’alba di quella che avrebbe dovuto esse una normale giornata a Bandel City, un forte boato scosse la città, schiere di invasori con tanto di macchine da guerra ne pervasero le strade, sparando, gridando e intimando ai cittadini di uscire dalle loro abitazioni. Qualcuno, ovviamente ostile, aveva trovato uno dei portali d’accesso, obbligando un paio di sfortunati yordle ad aprire la via per la città, e quel qualcuno, fu riconosciuto dallo sguardo incredulo di Breya, che aveva appena aperto il suo emporio, come Skavindbaghe, il quale, sfigurato e furibondo, aveva passato gli ultimi 25 anni a ripristinare il suo potere formando una nuova armata per poter finalmente trovare e catturare, il frutto dei suoi esperimenti, nonché ciò che riteneva sua creatura. Molti yordle si ribellarono, alcuni furono feriti, altri uccisi e ben presto dilagò il caos in tutta Bandel. Le forze di pubblica sicurezza della città, che allora disponeva soltanto di piccolo esercito provvisorio e non ufficiale, tentarono di intervenire lanciandosi in uno scontro impari e sanguinolento, mentre lo sprezzante Skavindbaghe , in sella ad una bruttissima belva a due teste, sbraitava ripetutamente: ”Consegnateci il mezzo yordle! O sarà la vostra fine!”. Facendo cenno ai suoi scagnozzi dall’aspetto visibilmente alterato, cosa che lasciava intendere fossero stati mutati da qualche sostanza ignota, di accerchiare la città assicurandosi che nessuno potesse fuggire. Jackhy era appena rientrato in città dopo una battuta di pesca, quando si accorse dell’acceso trambusto, subito si mosse verso il centro e saltando su uno dei tetti più alti della zona, localizzò velocemente il fulcro della battaglia riuscendo anche ad individuare sua madre, verso la quale si lanciò precipitosamente. “Jackhy! Per l’amor del cielo, sei qui!” Esclamò Breya, abbracciandolo e guardandolo dal basso verso l’alto. “Cos’è successo, stai bene?” Chiese Jack-Hit con una leggera preoccupazione nel tono di voce. “Sì sì, io sto bene ma… Skavindbaghe… Skavindbaghe, non so come… è ancora vivo, ha attaccato la città ma è venuto per te! Vuole sicuramente catturarti!” Rispose la madre imbracciando un vecchio fucile. “Non preoccuparti mamma, non ci riuscirà… ma adesso devo correre ad aiutare il popolo di Bandel infondo se Skavindbaghe è qui, è in parte per colpa mia…” Disse con tono amareggiato. Breya tentò di ribattere, ma Jack schizzò via in lampo verso la battaglia. Giunto sul posto Jackhy trovò Toobalin, il miglior falegname della città in una pozza di sangue, fortunatamente era ancora vivo e qualcuno si stava già prendendo cura dei feriti, così anche se con rammarico passò oltre, ritrovandosi faccia a faccia con l’esercito di Skavindbaghe, il quale riconobbe istantaneamente Jack-Hit, dato che fra tutti quegli yordle impegnati nella battaglia, spiccava come una margherita in mezzo ad un campo di rossi papaveri, e subito, il folle scienziato gridò: “Prendetelo è lui! Usate tutti i mezzi necessari, sono sicuro che ci darà del filo da torcere! ”. Jack-Hit non si scompose e si preparò allo scontro, i nemici gli saltarono addosso, con ferocia e con gli occhi iniettati di sangue, ma vennero abbattuti o scaraventati via con violenza, senza quasi riuscire a ferirlo. La situazione cambiò quando tutte le truppe nemiche, comprese alcune bestie feroci simili a cani-lucertola a due teste, probabilmente generate dagli esperimenti del folle scienziato, accerchiarono Jack che continuava a battersi con tutte le su forze, incurante delle ferite, costantemente intente a rigenerarsi ma non abbastanza velocemente da consentirgli un completo recupero. Dopo più di un ora di combattimento, Jack-Hit era ormai allo stremo delle forze e cadde in ginocchio, tuttavia iniziò a sentire più forte che mai quell’energia latente, già spesse volte avvertita ma mai liberatasi, che si espandeva nel suo petto, mentre la cicatrice sul braccio destro simile ad una J, emanava un debole bagliore azzurrognolo… fu allora che si udì un flebile sibilo provenire dal cielo e quasi nello stesso momento… “Sbham!” Un glorioso Martello cadde dall’alto, schiacciando fragorosamente una delle feroci bestie di Skavindbaghe, spappolandola all’istante. Jack rivolse lo sguardo alla lucente arma appena piovuta dal cielo, sentendo verso di essa un irrefrenabile attrazione, guidata da quella forza interiore, che ora lo spingeva ad impugnarlo, così raccolse le forze, spiccò un balzo verso il Martello e lo afferrò con decisione, un lampo seguito da un onda di energia carica di elettricità annientò gli avversari rimasti, le sue ferite iniziarono a rimarginarsi molto rapidamente e finalmente sentii di aver raggiunto il suo pieno potenziale. Si guardò intorno, vide Skavindbaghe poco più in là, che lo fissava sbigottito, quindi incapace di comprendere l’accaduto, e preso dalla disperazione ordinò alle poche ma possenti macchine da guerra, di sparare su Jack utilizzando i cannoni. Una palla di cannone lo colpì in pieno petto, il Martello gli cadde di mano e fu bruscamente sbalzato dentro le mura di una casetta… “Jackhy! No!” Gridò l’amico d’infanzia Millor, che inerme aveva assistito alla scena, eppure, con grande sorpresa per i presenti, Jack-Hit uscì dal polviscolo indenne e desideroso di impugnare nuovamente la sua nuova arma, che volò furiosamente verso la sua mano. Nemmeno Jack riusciva a spigarsi l’accaduto, ma da quel momento capì che tra lui e il Martello si era formato un legame indissolubile, così decise di sfruttarne la potenza, lanciandolo contro ciò che rimaneva dell’esercito di Skavindbaghe il quale, vile com’era, cercava di darsi alla fuga tenendo in ostaggio Millor ma proprio in quel momento, fu definitivamente freddato dal colpo di fucile più preciso che Breya avesse mai sparato in vita sua. Nei giorni e nelle settimane seguenti la città venne ripulita, i feriti curati, i caduti sepolti, si diede inizio alla ristrutturazione della città e fu istituita una potente guardia d’élite ufficiale composta dai migliori volontari, per proteggere la città ed evitare invasioni future. Nel frattempo, il giovane Jackhy venne a sapere dalla madre di come una probabile entità divina sconosciuta, l’avesse riportato in vita quando ancora era in fasce, e così, iniziò a farsi molte domande, prima fra tutte: “Da dove arriva questo straordinario Martello? ”. I pochi scienziati e tecnomaturgi di Bandel con l’aiuto di Jack-Hit, analizzarono scrupolosamente l’incredibile oggetto, sottoponendolo a tutti i test di resistenza possibili, senza però riuscire né a scalfirlo né a surriscaldarlo né tantomeno a fonderlo e alla fine ipotizzarono fosse composto da pura energia solidificata ed indomabile, cosa, a detta loro, impossibile da realizzare per qualunque mortale. La testa era formata da un massiccio parallelepipedo rettangolare, di colore azzurro-grigio a emanare in trasparenza una debole luce biancastra proveniente dal suo nucleo; leggermente incavato sulla superficie superiore ed inferiore; gli angoli leggermente arrotondati; intarsiato da nove bellissime pietre preziose di vario colore, una sulla parte superiore e le altre, disposte in modo romboidale, sui due lati rettangolari; decorato da incisioni runiche più volte reiterate, che traslitterate assumevano il significato di “Exkirantos”. L’elsa argentea e dorata, innestata al Martello come un solido fascio di radici intrecciate, terminava con un asola accuratamente intagliata, anch’essa dorata, alla quale era agganciata una breve catena color platino, a cui a sua volta, era allacciato un piccolo anello, che consentiva di portare l’arma con un solo dito. Il professor Hermstone, direttore del piccolo e spesso sottovalutato centro di ricerca e sviluppo tecnomaturgico, fece altri test per capire come mai l’unico a poter usare e sollevare Exkirantos fosse Jack-Hit, così scoprì che l’arma, oltre ad avere una densità molecolare cinque volte inferiore a quella di una stella nana bianca, emanava una particolare onda d’energia al momento impossibile da replicare, uguale a quella emessa da Jackhy e che quindi, per risonanza energetica, esso rispondeva soltanto a lui. Parte 4: Un lungo viaggio Nei mesi successivi Jack prese confidenza con il suo nuovo potenziale nonché con il suo fedele Martello e nel frattempo, iniziò a maturare nella sua mene, l’idea che da qualche parte su Runeterra, dovesse nascondersi colui che aveva forgiato Exkirantos, colui che un tempo, gli aveva ridonato la vita e che iniziava a considerare come Padre-divino. Congedatosi da amici, conoscenti e dalla madre, Breya, che salutò affettuosamente, decise quindi di lasciare Bandel City e di dare inizio alle sue ricerche, pronto a setacciare tutto il mondo. L’impresa fu più difficile di quanto si aspettasse, dopo aver vagato per Runeterra per più di cento anni, aiutando molte persone in difficoltà, combattendo battaglie in nome dei popoli più deboli, senza mai alimentare la sua fama; e dopo aver cercato informazioni in lungo e in largo, non riuscì comunque a scoprire molto, né su Exkirantos né sul suo costruttore. Tuttavia un giorno, mentre si trovava vicino ai confini del Freljord, intento a rifocillarsi in una taverna, udì una storia, raccontata da un uomo che sosteneva di essere uno degli ultimi discendenti del clan Tingard, dove narrava di un potente dio della fucina, ormai introvabile, in grado di forgiare, dalle caverne laviche di un vulcano morente, armi di qualunque tipo, potenti, affidabili e dal valore inestimabile. Raccolte altre informazioni Jackhy iniziò a perlustrare il Freljord, finché un giorno decise di passare alle maniere forti, iniziando a sfondare, con il suo Martello, le pareti di ogni plausibile caverna lavica, fino a quando… “Chi sei tu? E come osi danneggiare la mia casa, la mia fucina?!” Gridò una figura imponente, incandescente e armata di incudine e martello. “Io sono Jack-Hit di Bandel, Jackhy per gli amici e… chiedo scusa per la mia irruenza, ma ti cercavo ormai da molto tempo quindi…” Rispose Jack con fare sicuro e quasi per nulla turbato. “Tu devi essere un semi-dio! Nessun mortale resiste a lungo a queste temperature ma… non ti conosco…” Mugugnò la sagoma incandescente interrompendo Jack-Hit, totalmente a suo agio e privo di gocce di sudore. “Tu invece chi sei? Qual è il tuo nome? E… sei forse tu che hai forgiato Exkirantos? Disse Jack guardando il suo interlocutore dal basso e alzando il suo Martello sopra la testa. “Io sono Ornn, il fuoco della montagna e… no… non ricordo di aver mai forgiato nulla di simile…” Replicò Ornn con aria visibilmente incuriosita. “Ma se vuoi posso dargli un’occhiata…” Si affrettò ad aggiungere. “Certamente.” Confermò Jack-Hit annuendo. “Ma se non sei stato tu… chi è stato?” Proseguì perplesso. Subito Ornn si rese conto, con un leggero imbarazzo, di non essere in grado di sollevare il Martello, oggetto del suo studio, ma con l’aiuto di Jack, che nel frattempo gli raccontò la sua storia, poté facilmente disporlo alla portata dei suoi strumenti da lavoro e dopo una lunga e attenta analisi, asserì con tono altisonante: “Per la prima volta in vita mia posso dirmi onorato e lito di apprendere dell’esistenza di un’arma così potente e pregiata, formata con metodi e tecniche superiori persino alle mie capacità… esso è stato plasmato con pura energia, poi solidificata e resa indomabile, al suo interno vi è un particolare diamante nascosto, il nucleo, che consente a Exkirantos di non disperdere la sua energia e di assorbirne da fonti esterne, inoltre ho ragione di credere che tale nucleo sia responsabile del diretto, indissolubile e risonante legame tra l’arma ed il suo portatore. Le restanti nove pietre incastonate sulla superficie del Martello, sono quasi certamente capaci della stessa potenza della pietra-nucleo, tuttavia sono attualmente inerti e potrebbero rivelarsi atte a scopi sconosciuti. A questo punto credo esista una sola entità capace di realizzare manufatti di tale potenza e finezza, un essere leggendario, vestito di luce da tempo dimenticato ma rispettato, temuto e soprattutto ignoto persino a noi divinità. Colui che è al disopra di tutto, colui che è al disopra di tutti, molti dubitano della sua esistenza eppure Exkirantos potrebbe rappresentarne la prova oggettiva… alcuni dicono che compaia nei sogni degli uomini per ispirarne opere di grandezza e carità, altri affermano di aver udito la sua voce, in momenti di totale disperazione ed essere stati, illuminarli e condotti lungo la via della redenzione… costoro lo chiamavano Jesse Perring… tuttavia nessuno l’ha mai visto.” “Jesse Perring! È così che si chiama allora! Com’è possibile che nessuno l’abbia mai visto? Dovrà pur esserci un modo per rintracciarlo!” Esclamò Jack-Hit incurante degli zampilli di lava, camminando su e giù per la fucina incandescente di Ornn. “Non ho detto che il suo nome è Jesse Perring, ho detto che alcuni umani lo chiamavano così… rintracciarlo…? Forse potrei azzardare una teoria ma non garantisco nulla…” Affermò Ornn che dopo millenni di silenzio, iniziava a prendere una tenue confidenza con il suo interlocutore, tanto da inarcare leggermente le sopracciglia. “Forza dimmi!” Ribatté Jack che ormai non stava più nella pelle. “Molto bene allora… penso si trovi nel luogo più inesplorato, pericoloso, infido ed impervio di tutta Runeterra: Il Vuoto. Il motivo? Ho ragione di credere che la maligna potenza corrosiva, emersa dalle rovine di Icathia e nascosta tra i meandri del Vuoto, sia rallentata da qualcosa, o da qualcuno, l’unico la cui luce inattaccabile potrebbe essere abbastanza forte da compensarne la negatività, che altrimenti si sarebbe espansa molto più rapidamente… o almeno credo.” Proseguì Ornn con un sottile fare saccente. Jack-Hit era già sulla soglia della breccia che aveva sfondato per entrare nella caverna, pronto a salutare il fuoco della montagna e a partire alla volta delle rovine di Icathia, quando Ornn tuonò: “Dove credi di andare conciato in quel modo! Le tue vesti cadono a pezzi… vorresti affrontare il Vuoto in quello stato?! Senza indossare nemmeno un armatura? …Se è quello che vuoi va! In ogni caso ti avverto… nessuno ha mai fatto ritorno da quel luogo e chi è tornato non è mai più stato lo stesso di prima…” Jack-Hit si voltò verso Ornn, dette una rapida occhiata alle sue condizioni e si rese conto che a parte i vestiti, logori e ricoperti di squarci, aveva addirittura le dita dei piedi che fuoriuscivano dagli stivali, quindi senza pensarci troppo, disse con tono umile: “Il fatto è che… non ho nulla con cui pagarti, a parte qualche cianfrusaglia di scarso valore ma… se tu avessi qualcosa per me lo accetterei volentieri…” Finì sorridendo. Ornn rispose prontamente: “Non preoccuparti per il pagamento, l’oro è l’ultimo dei miei problemi, inoltre aver osservato Exkirantos di persona è già una ricompensa sufficiente per un mastro d’armi da sempre alla ricerca della perfezione… però, se proprio ci tieni a sdebitarti… quel piccolo pugnale elettrostatico che ti sbuca dalla tasca, andrà benissimo, con un po’ di lavoro potrei ricavarne qualcosa di buono. Ciò nonostante sappi che mi ci vorranno almeno tre di giorni per realizzare un’armatura degna dell’arma che porti, non potrei tollerare che la mia opera venga scambiata per un accozzaglia di lamiere difronte… sempre che tu riesca a trovarlo… all’essere più potente mai esistito... ammesso che esista. Proprio per questo ho in mente qualcosa di speciale e la tua collaborazione mi sarà indispensabile, vedi dunque di fare quel che ti dico senza fiatare.” Concluse autorevolmente l’enorme divinità. “D’accordo, affare fatto, sono a tua completa disposizione!” Ribatté prontamente Jack mentre ancora fissava il suo alluce destro sbucare dallo stivale. Dopo aver chiesto a Jack-Hit qualche goccia del suo sangue e una ciocca dei suoi capelli, nei tre giorni successivi Ornn lavorò duramente e riuscì con un bizzarro procedimento ad estrarre un piccola parte di energia da Exkirantos e ad imbrigliarla nel sangue e nei capelli prelevati da Jack, per poi effonderli in una sfavillante armatura dalla resistenza impareggiabile, capace di “guarire” attingendo alla stessa energia del suo portatore e del Martello. L’armatura si presentava, in certe parti, più simile ad una tuta, la cui base era composta da un intreccio di microscopici anelli bluastri di un minerale sconosciuto ai mortali dalla consistenza leggermente elastica, tale da facilitare i movimenti senza rinunciare a robustezza ed integrità; rinforzata ed adornata con preziosi e resistenti metalli, dorati, come gli spallacci o argentati, come i calzari e per finire, un soffice scialle bianco con sfumature rosso fuoco per avvolgere petto e collo che terminava nella parte pendente al vento, con il dipinto della testa d’ariete, finemente ripetuto in un effigie sul pettorale sinistro della corazza, a testimoniare la valente firma di Ornn. Jack-Hit durante l’attesa, non poté fare a meno di raccontare ad Ornn le sue avventure: di quando aveva scalato il Monte Targon, senza però ottenere udienza alcuna; di quando da solo aveva sconfitto un Drago del fuoco, e ancora, di quando esplorò una mistica isola che un giorno sarebbe stata conosciuta come Ionia, senza mai ottenere una valida pista su Perring, dato che non aveva mai pensato al Vuoto come possibile meta esplorativa. Infatti secondo quanto gli era stato raccontato fino ad allora, non era altro che un luogo sterile, maligno, buio, consumato dalla guerra, deserto ed evitato da tutti. Parte 5: All’ombra della Luce e Luce nell’oscurità “La chiamerò Ornamantos!” Si pronunciò Ornn con fierezza, mentre Jack ormai ansioso per la partenza, indossava la lucente armatura, ritrovandosi vestito di tutto punto, regale come non era mai stato, stupito da tanta magnificenza e soprattutto grato per l’oggetto ricevuto. Così, come promesso, consegnò ad Ornn il suo piccolo pugnale elettrostatico, che aveva trovato per caso durante i suoi viaggi e dopo aver preso con sé acqua e qualche vivanda, si congedò da lui con un abbraccio, al quale, l’enorme divinità, reagì con un leggero disappunto dicendo: “Forza ora vattene, hai tutto ciò che ti serve, non hai più motivo di starmi tra i piedi… ” “Sì ehm… ancora molte grazie! E prometto che un giorno tornerò a farti visita per raccontarti la mia avventura… ” Disse Jack sorridente. “D’accordo ma la prossima volta vedi di non sfondarmi una parete della caverna! Comunque, se ne uscirai vivo, sarò lieto di ascoltare la tua storia… tuttavia come ho già detto, il Vuoto non è esattamente un luogo di villeggiatura e anche se ora porti un’armatura degna di Exkirantos, ciò non significa che addentrartici sarà una passeggiata!” Asserì con sguardo cupo il Fuoco della montagna. “Non preoccuparti per me… saprò cavarmela e con un po’ di fortuna, riuscirò a trovare colui che nessuno ha mai trovato! …Quindi arrivederci!” Ribatté Jack-Hit ottimista mentre riponeva il suo Martello sulla schiena, agganciandolo ad un comodo fermaglio che il suo costruttore aveva sapientemente implementato su Ornamantos, la nuova armatura. Ornn si mostrava impassibile nel volto, eppure già sentiva dentro di sé una leggera nostalgia di quel piccoletto tanto loquace quanto amichevole, che in quel momento stava volando a tutta velocità, aggrappato al suo Martello verso Icathia, città caduta da tempo, speranzoso che Jackhy riuscisse nella sua impresa. Nel frattempo Jack-Hit macinava chilometri correndo, saltando e volando senza badare a niente e a nessuno, così, in breve tempo, giunse sulla soglia del Vuoto, certo del fatto che per trovare suo padre avrebbe dovuto setacciarne le profondità come nessuno aveva mai fatto. Si preparò ad oltrepassare la barriera di contenimento che rallentava quell’oscura dimensione, lanciando Exkirantos in avanscoperta, per poi farlo tornare indietro, e dopo averlo osservato, non notando nulla di strano, disse a se stesso saltellando come per scaldarsi: “Ora tocca a me!”. Prese la rincorsa e si gettò oltre il confine. Il paesaggio cambiò di colpo, difronte a lui si estendeva una terra desolata, pervasa da una luce afflitta da qualcosa di sconosciuto: bluastra ed intinta in un fetido viola. Qua e là il terreno oscillava e zampillava in orribili pozze che schiumeggiavano spore venefiche, riflettendo debolmente quella luce corrotta che tutto avvolgeva. Nell’aria un fetido odore nauseabondo misto a cenere e putrefazione, dal pungente e sabbioso sapore di uova e latte avariati. La materia gemeva instabile, come anche la gravità, sintomo che la stessa struttura della realtà era compromessa. Subito Jackhy si rese conto della presenza di altre piccole, alterate creature nelle vicinanze, sentiva che quel luogo reclamava la sua energia e che quindi, doveva fare presto. Lanciandosi di corsa alla ricerca della spaccatura più profonda, evitò ogni essere ostile, guidato dalla bianca luce del suo Martello che nell’opporsi a tanta atrocità brillava in tutta la sua pienezza. La spaccatura era profonda, molto profonda, ma non era tempo di esitare, lasciò cadere Exkirantos e lo seguì senza paura. Saltava e volava, discendendo con potenza in quella voragine, quando un grappolo di solidi, viscidi tentacoli di una creatura, lo agguantarono costringendolo in una morsa alla quale nessun mortale sarebbe uscito inerme, i viticci fuoriusciti da quelle membra abnormi cercarono di inoculare sostanze sconosciute sulla sua pelle, ma in quel istante, scaturì dal corpo di Jack-Hit una potente luce dorata, avvolta in un azzurro fascio di fulmini, che folgorarono e sbalzarono via l’immonda creatura riportando Jack alla libertà. Come risposta, si udì un rabbioso rantolo nel buio, segno che, se il Vuoto non poteva corromperlo, di certo avrebbe cercato in ogni modo di toglierlo di mezzo. Continuò a correre rapido fra tralci nauseabondi respingendo o evitando affamate orde di pallide e fibrose bestie di varie forme e dimensioni, tutte equamente squallide, quando… un enorme codata di una creatura gigantesca, sbucata dal nulla, per poco non gli staccò la testa. Jack volse lo sguardo al suo nemico ed iniziò l’inevitabile scontro: l’enorme mostruosità ricoperta da un robusto carapace, percuoteva il terreno cercando di colpire il suo bersaglio con la lunga coda dall’estremità tagliente come una scure, fendendo l’aria con lunghe corna spinate e sputando getti di un liquido acido e tremendamente viscoso, capace di solidificare parzialmente in pochi secondi. Il gigante del Vuoto dopo aver subito violenti colpi dal Martello di Jack-Hit e aver tentato a più riprese di intrappolarlo con la sua speciale bava ma senza successo, riuscì finalmente a colpire l’arma, nel frattempo rimasta a terra. Forte di questo fatto la bestia abbassò la guardia, scagliandosi in avanti e prontamente Jackhy ordinò ad Exkirantos di tornare a lui, il Martello si liberò con violenza dalla sua costrizione e colpì alla nuca il nemico, che rimasto leggermente disorientato, fu annientato da un possente fulmine prontamente scagliato. La bestia cadde fragorosamente all’indietro, l’impatto fu tale che il terreno sotto di loro sbriciolò e franò in una rapida discesa al cui termine li accolse una pericolosa, ignota voragine. Durante la caduta Jack, sommerso da terra, massi e marciume già si preparava all’impatto, ma con sorpresa, riaperti gli occhi, constatò di trovarsi a mezz'aria: l’abominio ormai inerme giaceva diversi metri al di sotto di lui e rocce e blocchi di terreno si muovevano levitando lentamente in una sorta di spirale montante, lo scenario a vista d’occhio pareva sconfinato, mentre sotto di lui e più avanti si alzavano enormi colonne di un contorto magma iridescente che in alcuni punti, restava in volo a solidificarsi ed in altri veniva come reclamato, risucchiato con forza dagli abissi di magma sottostante, in cui si originavano strani vortici nei quali era quasi possibile specchiarsi, e a fare da sfondo, il dominio di un immenso calore a rendere il luogo rovente quanto la fucina di Ornn. A quel punto il giovane eroe, indeciso sul da farsi, accortosi che le sue energie continuavano a consumarsi lentamente e consapevole del fatto di non aver possibilità di ritorno, rimuginava su come tirarsi furi da quella situazione e mentre fissava passivamente l’orizzonte cercando di farsi coraggio… con al coda dell’occhio vide una sfera di luce bianco opaco spostarsi a tutta velocità. Il Martello vibrò leggermente. In preda all’istinto, Jack-Hit lo roteò con forza e lanciandolo in avanti si lasciò trascinare da esso, doveva raggiungere quella luce ma non era abbastanza veloce, così si aggrappò ad una roccia fluttuante, spiccò un balzo portentoso e mentre si spostava rapidamente tra una roccia e l’altra, eludendo pericolose colonne di magma, seguitava a lasciarsi trasportare dal fidato Exkirantos, tuttavia nonostante il terreno guadagnato, sembrava non riuscire nell’intento, quindi, stanco di rincorrere quella sfera opalescente gridò, e preso da un impeto d’ira, scagliò con tutte le sue forze il Martello verso quel irraggiungibile bagliore e… La luce si fermò di colpo e lì, fermo a mezz'aria, rimase Exkirantos incapace di procedere la sua corsa. Jack rimase di stucco, nulla aveva mai fermato l’avanzare del suo Martello. Aveva forse trovato chi cercava? Non ebbe il tempo di pensare ad una risposta che l’ignota sfera si avvicinò ad un indicibile velocità… tutto fu avvolto da una fitta nebbia opaca al centro della quale si ergeva una figura umana adombrata dalla sua stessa luce, terribilmente intensa, essa reggeva Exkirantos con la stessa leggerezza di cui era capace solo il suo legittimo proprietario. Abbagliato da tanta luminosità Jackhy osò chiedere con fare leggermente titubante: “Chi sei tu? Sei forse Jesse Perring? Colui che è al di sopra di tutto? Tu hai creato la mia arma? E sei stato tu, un tempo, a ridarmi la vita e… se è così… perché? ” “Umm… ” L’intera nebbia vibrò. “Sì, lo sono… ma quello è solo uno dei tanti nomi con cui l’universo si atteggia a ricordarmi. Io ho creato Exkirantos dalla pura energia e sì… sempre io ti ho ridato la vita con una particella di pura luce, strappata dal mio corpo e gloriosamente infusa nella tua anima attraverso quella complessa forma di energia che manifesta la costante tensione ad uno stato di equilibrio irraggiungibile, ossia il fulmine, donandoti in esso un’inezia della mia potenza. Perché, mi chiedi...? Semplicemente per tre motivi… per prima cosa, la richiesta di tua madre, Breya, era disperata ma tremendamente sincera e questo mi impietosì, inoltre cercavo da tempo qualcuno dal cuore puro, in grado di ospitare una frazione della mia potenza che poi sarebbe cresciuta con lui nel tempo… e chi meglio di un bambino con un tale potenziale genetico! In ultimo beh… diciamo che passavo di lì”. La voce decisamente fuori dal comune, vibrò grave nell’aria, espandendosi dall’esterno della nube verso l’interno e viceversa, come se provenisse da ovunque attorno al suo ascoltatore. Jack, che nel frattempo si era reso conto che l’odore fetido e nauseabondo del Vuoto aveva lasciato spazio a ad un aroma neutro e tutto intorno a lui regnava la tranquillità, tentennò, e anche se avrebbe voluto dire molte cose, in quel momento gli mancavano le parole, tuttavia fu l’entità a colmare quegli attimi di silenzio. “Ornn ha fatto un buon lavoro vedo… quell’armatura è certamente degna di Exkirantos”. Disse riferendosi ad Ornamantos. “Oh! Sì certo, glielo farò sapere… tu lo conosci? E dimmi… se ciò che mi hai raccontato è vero, che cosa sono io per te, cosa rappresento?” Domandò il semidio alla figura celata all’ombra della propria luce. “Ornn fu uno dei primi ad abitare Runeterra, ma lui non può certo ricordarsi di me… ma questa è un'altra storia. Tornando a te, sappi che una parte di me vive in te e che vedo attraverso i tuoi occhi, quindi non ti biasimerò se vorrai chiamarmi padre… ma infondo, io sono il padre di tutte le cose, detentore di tutta la gloria, di tutta la conoscenza e di tutta la volontà!” “Ma per quale ragione rimani qui nel Vuoto? Ornn ha forse ragione? Ne stai rallentando l’espansione… padre?” “Sì è così, rimango qui per disorientarlo, vedi… gli albori di questo luogo che voi chiamate Vuoto, hanno origine da un energia primordiale, antica quanto me, essa si cela oltre il velo dell’entropia, non è né benevola né malefica essa riflette solo la parte nascosta di ciò che vede, di ciò che tocca, e che trova, così accade che gli esseri viventi, incapaci di somma virtù, purezza, forza di volontà ed inclini nel profondo alla paura, al desiderio di dominio e alla morte, non siano in grado di incanalare una tale potenza in modo positivo, essa prende il sopravvento sulle loro menti e a quel punto si innesca un vizioso processo che si autoalimenta, tremendamente difficile da arrestare. L’energia primordiale, si trasforma nella peggior versione della realtà, contaminando l’ambiente circostante e formando una pseudo coscienza comune con tutto ciò su cui attecchisce, ricercando espansione, conoscenza e ordine, ma in modo indiscutibilmente malato, folle e malefico. Io rappresento, nel bene e nel male ciò a cui il Vuoto aspira, ma a cui non potrà mai arrivare, per questo lo disoriento muovendomi costantemente all’interno delle sue cavità, dandovi il tempo… cosa che a me non manca, di prepararvi alla battaglia contro di esso”. Asserì Perring che ancora teneva in mano il Martello di Jack. “Battaglia? …Quale battaglia?” Disse Jack-Hit incuriosito e stupito. “Non vi sarà una sola battaglia ma tante… tuttavia soltanto l’ultima sarà decisiva e porrà fine alla guerra portando un nuovo inizio a Runeterra… un grave pericolo incombe ora, un violento conflitto sta per avere inizio e coinvolgerà soldati, maghi vastaya e targoniani, poiché la malvagità viziosa del Vuoto ha oramai condotto i Darkin alla follia più totale ma… guarda tu stesso…” Jack-Hit non ebbe il tempo di ribattere. Una piccola, opaca sfera verde acqua lo colpì in fronte e… Il frastuono di una battaglia, colpi di energia e magia che vagavano da una parte all’altra, pezzi di carne dispersi assieme a flora e fauna abbattuti da quel devastante tumulto in una terra desolata, priva di speranza, quasi quanto il Vuoto. Si ergevano terribili dei-guerrieri accompagnati dalle loro armate, che si scontravano brutalmente conto chiunque si ponesse sul loro cammino e solo in pochi sapevano tener loro testa. …D’un tratto il tutto cessò e comparvero alla sua vista altri conflitti, tuttavia la visione era poco chiara e frastagliata, fino a quando non gli apparve il viso di una donna… una bellezza incomparabile, gli occhi blu, capelli scuri più della notte e un paio di graziose orecchie alte e appuntite avvolte da un morbido manto sfumato di bianco, sopra alle quali, una lucente aureola pulsava debolmente e nel suo petto spiccava ben piantata una particolare gemma che sembrava infonderle energia a tutto il corpo. Allo stesso modo vide un uomo, anch’esso con una gemma piantata nel petto, un aureola gli ornava il capo ed era sostenuto da ali gloriose, l’aspetto impavido, vigoroso, capelli scuri, lineamenti che parevano scolpiti nel granito e l’armatura brillante, poderosa quanto Ornamantos, poi un’ultima sagoma, con caratteristiche simili alle due persone precedenti ma molto più grande, ricoperta da un folto manto fumante identico a quello di Ornn, affiancata da un ariete alato… Infine vide creature enormi e corazzate, potenti, evolute, capaci di tattica, intelletto, guidate da una fame insaziabile di conquista ed espansione, al comando di ciò che restava del popolo di Runeterra ormai caduto, sopito o convertito al Vuoto. Jack tornò alla realtà e subito sbotto: “Ma cosa!? …Cosa significa?” “Ciò che hai visto è il futuro… a suo tempo, tutto ti sarà più chiaro. L’imminente guerra Darkin segnerà l’inizio di una velata ma continua battaglia conto il Vuoto, che alla fine sfocerà in un apocalisse globale. Allora, tra migliaia di anni, sarai tu, insieme a nove guerrieri redenti, uno per ogni gemma che vedi sulla superfice del tuo Martello a guidare e scacciare le forze del Vuoto fino ad estirparlo completamente, così che possa rinascere un nuovo mondo. I nove che combatteranno al tuo fianco, saranno saggiamente scelti da Exkirantos tra i più valorosi e saggi combattenti della storia, redenti, riportati alla vita come Angeli Guerrieri, immuni alla paura, alla corruzione e alla bramosia di potere. Per questo tu rappresenti la speranza di Runeterra l’unico capace di una Virtù incrollabile, che alla paura risponderà sempre con coraggio poiché conosci il tuo destino, conosci tuo padre, poiché pronto a dare la vita in qualsiasi momento per una giusta causa e a custodire la creazione!” Jack-Hit, che aveva ascoltato quasi impietrito quelle parole, sapeva che era così, e anche se in quel momento dubitava delle sue forze, guardandosi dentro non trovò altro che il desiderio di avviarsi verso una nuova sfida, pronto a lottare contro qualunque cosa avesse potuto mettere a repentaglio il suo mondo, giacché divenuto consapevole di ciò che era. “Wow… dici che questa guerra Darkin è imminente e se è così devo assolutamente aiutare i popoli innocenti di Runeterra… ma quanto imminente?” “Fra due giorni scoppierà uno dei conflitti più sanguinosi e disastrosi che il mondo abbia mai conosciuto e siccome al mio cospetto il tempo scorre più lentamente mentre all’esterno più velocemente, è ora che tu vada, così com’è ora che io riprenda ad illudere il Vuoto. Exkirantos ti guiderà sul posto, sono certo che da lì in avanti, saprai intuire cosa fare, prendi questo frutto, ti rifocillerà completamente preparandoti allo scontro. Che l’equilibrio sia con te e… addio Jackhy!” Riecheggiò un ultima volta la voce di quell’incredibile entità. Parte 6: La guerra Darkin Jack si ritrovò con il frutto in mano, avvolto da una specie di campo di forza trasparente dai riflessi dorati, avrebbe voluto aggiungere altro, eppure in quell’istante fu colpito da un’energia potentissima, come se un calcio di portata monumentale l’avesse sparato via da quel luogo. La forza cinetica fu tale che si ritrovò spiaccicato contro la parete frontale della barriera. Viaggiava a folle velocità, cercava di scorgere il paesaggio intorno a lui nel tentativo di orientarsi, tuttavia la cosa gli fu impossibile, almeno fino a quando non si sfracellò al suolo lasciando un solco lungo centinaia di metri. Lo scudo che lo aveva protetto, evitandogli di ridursi in poltiglia, si dissolse e nello stesso momento il suo Martello giunto da molto lontano, gli sfiorò la testa conficcandosi più il là nel terreno emettendo il tipico boato. Si guardò attorno, il sole stava tramontando, a prima vista il paesaggio pareva spoglio, disabitato, dalla scarsa vegetazione, situato in prossimità delle montagne che si ergevano non molto lontano. In seguito, cercò inutilmente di chiamare a sé Exkirantos, provò ancora, sentiva di essere ancora legato a lui, eppure il collegamento non era in perfetta sincronia, fu quindi Jack-Hit a muoversi verso di esso. Giunto in prossimità dell’arma, iniziò a sentire quell’irrefrenabile richiamo, come avvenne per la prima volta, molti anni prima e appena l’ebbe impugnata, ne sentì la forza scorrergli nelle vene, così il legame fu perfettamente ristabilito. Nel frattempo Jack, si rese conto che, incredibilmente, quella specie di pesca che ancora teneva in mano non si era spappolata, così affamato e stanco non esitò a cibarsene. Subito si sentì rinvigorito e dopo essersi scolato una fiaschetta d’acqua, decise che una bella dormita di certo non avrebbe guastato, quindi, si coricò ripensando alle parole di Perring. Il mattino seguente ricordò di aver rimasto nelle tasche un po’ di frutta secca; ne approfittò per fare una misera colazione, dopodiché lasciandosi condurre da Exkirantos per trovare la giusta direzione, si mise in marcia verso la destinazione ignota che l’avrebbe portato alla battaglia. Dopo un giorno di rapido cammino, il Martello cessò di dare indicazioni, segno che probabilmente si trovava nel posto giusto. Il sole era ormai al crepuscolo, guardando in giro si accorse che il paesaggio non era mutato granché dal suo arrivo in quella terra, eccetto per la presenza di un villaggio a lui sconosciuto, distrutto, abbandonato e parzialmente circondato dalla montagna. Non avendo percepito alcun pericolo, si poggiò su un vecchio tronco d’albero, secco, consumato in parte dalle fiamme e dopo un paio d’ore d’attesa, cadde vittima del sonno. Un tremore si diffondeva costantemente a terra, chiocchi di corazze, armi e qualche grido in lontananza. Inizialmente pensò che i rumori venissero da un sogno, poi si svegliò. Guardò a avanti, un enorme plotone avanzava a valle, tra le montagne, illuminando la strada con fiaccole e luce incantata, in mezzo a quella temibile folla emergevano otto titaniche figure, quasi tutte dalle sembianze animali: gli dei-guerrieri. Jack-Hit scrutò il cielo, la luna rischiarava ancora quella notte, tuttavia il suo istinto sapeva per certo che un temporale incombeva su quella terra, vantaggio che non avrebbe mancato di sfruttare in caso di necessità. Le divinità avanzarono con il loro seguito calpestando ciò che restava di quell’antico villaggio fino a quando… “Fermi, non vi è consentito andare oltre!” Intimò Jack a voce alta. L’esercito prima rallentò, poi si fermò dietro le imponenti figure. “E tu chi saresti…? Spostati sgorbio o ti schiaccerò sotto il mio stivale!” Disse con una smorfia uno degli otto giganti. “Io sono Jack-Hit di Bandel, da quello che so voi siete Darkin e sono qui per fermarvi!” “Ahahah! Davvero? E come mi fermerai? Schiacciandomi sotto il tuo martello? ” “Beh sì, suppongo finirà così…” “Tu devi essere completamente pazzo… miserabile mortale, ora sarà la mia armata ad insegnarti le buone maniere!” Ribatté iracondo quell’essere rinchiuso dentro alla sua oscura corazza. “Aspetta!” Si affrettò ad aggiungere Jack. “Per evitare inutili spargimenti di sangue vorrei proporti uno sconto leale tra me e il più forte tra voi dei-guerrieri… se vinco io dovrete arrendervi…” “Ahahah! Tu vorresti sfidare me, Moltmorth, il soffio della morte? No… non vale la pena di sporcare la punta del mio stivale con il tuo sangue, ma se proprio ci tieni, potrai vedertela con il guerriero più forte tra i miei ranghi… e se vinci tu… beh allora te la vedrai con me!” Rispose quasi divertita la divinità . “A me sta bene… cominciamo? ” “Forza Soltaz fatti avanti e metti a tacere per sempre questo stupido nanetto! E ricorda che se fallirai sarai tu a tacere per sempre…” Venne avanti dalle file nemiche Soltaz il più valoroso tra i mortali: era alto più di due metri, ben corazzato, armato di ascia e mazza chiodata e scrutava il suo nemico con un occhio solo, pronto a farsi valere. Jack-Hit lo squadrò e capì che era valoroso, ma contro di lui non sarebbe durato cinque minuti, decise quindi di non perdere tempo, roteò un paio di volte su sé stessa l’elsa del suo Martello tenendo il pugno semichiuso, prese bene la mira e di scatto, lanciò la sua arma in avanti, in linea retta, colpendo il suo avversario in pieno petto, il quale, colto alla sprovvista e incapace di evitare un colpo così rapido, volò per qualche centinaio di metri all’indietro, travolgendo i suoi compagni e, schiantatosi conto una roccia, stramazzò al suolo, dove rimase senza più rialzarsi. Sbigottiti uomini e dei-guerrieri osservarono la scena mormorando, mentre lo stato d’ira di Moltmorth cresceva infinitamente. “Questo non significa niente! Soltaz al mio confronto non è che un inetto! Uomini, fateci spazio! Perché adesso, come promesso, te la vedrai con me, e sarà una sfida all’ultimo sangue…” Sì pronunciò rabbioso Moltmorth. “Bene… diamo inizio alle danze!” Rispose sicuro di sé Jack. Moltmorth estrasse le armi, una spada di grosse dimensioni, dalla guardia infuocata e chiodata sullo sguscio, e una scure dalla particolare impugnatura. Si lanciò contro il suo avversario quando… spam! Cadde fragorosamente battendo la schiena a terra, schiacciando alcuni della sua armata. Jack aveva infatti richiamato a sé Exkirantos, nel frattempo rimasto accanto al corpo inerme di Soltaz, che nel procedere lungo la traiettoria aveva picchiato violentemente sul polpaccio del dio-guerriero facendogli perdere l’equilibrio. Gli eserciti mormorarono, ma subito Moltmorth si rialzò più furioso che mai e afferrata nuovamente la spada, tirò un fendente di incredibile potenza, parato con prontezza dal valoroso Jack-Hit. “Cosa!? No… tu non sei un mortale!” Gridò Moltmorth “Nessun mortale può resistere ad un mio fendente!” “Beh… non ho mai detto di esserlo…” Rispose Jack scattando verso il suo nemico e colpendolo alla caviglia destra provocando un evidente ammaccatura sullo schiniere e generando un crepitio di scariche elettriche. Lo scontro durò qualche ora, tra armi lanciate, colpi schivati e parati da ambe le parti, ma mentre Jack anche grazie ad Ornamantos, riusciva a riprendersi e ad ogni attacco subito sembrava più resistente di prima, Moltmorth era ormai ridotto ad cumulo di ammaccature, slogature, ferite, fratture e soprattutto bruciature, dovute ai lampi emessi ad ogni colpo di Exkirantos alle quali, il gigante rifiutava di arrendersi. Così mentre ormai il temporale infuriava su di loro, un devastante fulmine cadde sul Martello, rimasto momentaneamente in disparte, caricandolo a piena potenza, Jack istantaneamente ne approfittò deviando quella portentosa energia sul suo nemico, il quale, colpito al fianco, rovinò a terra assieme alle sue armi, privo di forze. Jack-Hit si avvicinò all’enorme figura sconfitta per accertarsi della vittoria quando Moltmorth, mormorò con voce roca ma decisa: “Finiscimi!” “No, non è necessario, ormai ti ho sconfitto… sei sopravvissuto ad un colpo tremendo, ma con buone cure e un po’ di tempo, portai tornare ad una vita decente…” Rispose Jack pacatamente. “No… No! Io sono Moltmorth, il soffio della morte, io sono un dio-guerriero… vivo per la guerra, non accetterò di sopravvivere nel disonore… Finiscimi!!” Gridò con le poche energie rimaste. “Mi spiace, non posso farlo, non uccido né per la gloria né per l’onore e come ho già detto ormai non rappresenti più una minaccia…” Disse con tono amareggiato Jack. Moltmorth non sprecò altro fiato, ferito nell’orgoglio, raccolse le forze e trascinandosi fino alla sua scure con l’unico braccio rimasto funzionante, la impugno per un’ultima volta, la rivolse al suo petto, e lì la conficcò con tutta l’energia che gli restava, gridando: “Fratelli… fate in modo che costui muoia in modo orrendo!” La legioni di Moltmorth tra mormorii e schiamazzi, si sfaldarono, alcuni furono presi dalla paura, altri dalla speranza di poter un giorno tornare liberi alle loro terre senza più dover combattere ed altri ancora, i guerrieri favoriti e più vicini a Moltmorth traboccavano d’ira, pronti ad attaccare. Allo stesso tempo gli altri Darkin, che solo per una questione d’onore non erano intervenuti, osservavano sbigottiti. “Basta! Uomini, rientrate nei ranghi! L’armata di Moltmorth ora risponderà a me!” Gridò una dea-guerriera dagli occhi smeraldo e dalle sembianze di falco, lanciando una pioggia di lame su coloro che tentavano di disertare. I restanti dei-guerrieri annuirono in segno di consenso e in quello stesso momento Jack-Hit intervenne dicendo: “Ho vinto, rientrati nei ranghi o meno, secondo quanto pattuito dovete lasciare questa terra…” “Ahahah davvero? Dobbiamo lasciare questa terra? Beh… te lo puoi scordare! La sfida era all’ultimo sangue e tu, ti sei rifiutato di finire Moltmorth, ciò significa che sei reo di aver provato pietà… e la tua ora è giunta!”. Rispose la dea-falco sogghignando e fissando il suo nemico con uno sguardo gelido. “Vi prego di ripensarci, arrendetevi! Lasciate questo luogo… non mi va di spargere altro sangue, e comunque dea… non conosco il tuo nome…” “Io sono Gerakay, le ali del fato… no… non ho nessuna intenzione di ripensarci e lo stesso vale per i miei fratelli! Esercito Darkin! Soverchiate quel miserabile, fatelo a brandelli!” L’intera armata Darkin si gettò furente su Jack, in pochi secondi fu accerchiato e colpito da centinaia di colpi, ma Ornamantos sembrava impenetrabile, i guerrieri erano così tanti che inevitabilmente si colpivano tra di loro, per Jack era semplice sconfiggerli, eppure quella moltitudine sembrava interminabile e a complicare le cose ci pensavano i Darkin contribuendo ad attaccarlo a distanza con frecce, raggi magici, lame e palle di fuoco. Durante lo scontro, Jack rilasciò la sua energia, avvolgendosi in un denso e crepitante scudo di luce, il quale gli permetteva di respingere gran parte dei colpi nemici; Exkirantos martoriava al solo tocco qualunque mortale ne fosse ferito, tuttavia, soverchiato, stanco e ormai ferito in diversi punti del corpo, soprattutto al volto e alle braccia, faticava a rigenerarsi. Paziente, attese il momento giusto e, percepito un fulmine in arrivo, se ne lasciò colpire assorbendone tutta l’energia. Non fu semplice gestire una tale forza, eppure ne uscì rinvigorito annientando un enorme quantità di uomini. Continuava a combattere, ormai si contavano migliaia di morti, non poteva andare avanti così, doveva assolutamente fare qualcosa per farli desistere. Tra un lancio di Martello e l’altro, cercava di pensare ad una soluzione… era necessaria un azione di forza, qualcosa che avrebbe scoraggiato anche il più folle dei guerrieri, optò quindi per un colpo ancora mai provato e che forse, avrebbe posto fine alla battaglia. Guardò avanti, prese di mira un punto favorevole del campo di battaglia, infilò l’indice della mano destra nell’apposito anello, posto alla pendice della pregiata catena allacciata ad Exkirantos, si concentrò, condensò tutta l’energia che poteva ed iniziò a farlo turbinare al suo fianco, dal basso verso l’alto. La rotazione e l’energia richiamata da Jack furono tali da generare un potente vento carico d’elettricità, sufficiente ad impedire l’avanzata nemica. Di colpo, lasciò andare il Martello che schizzò verso il cielo penetrando le nubi e trascinandosi dietro decine di fulmini, l’arma fu subito seguita da Jack-Hit grazie ad uno slancio poderoso, tanto che il terreno s’incrinò sotto i sui piedi. Molti dell’esercito nemico pensarono che la loro nemesi si stesse dando alla fuga, ma Jack, giunto tra i nembi tempestosi, si lasciò attrarre dal suo Martello, lo afferrò con decisione e si precipitò fatalmente verso terra. La caduta fu rapidissima, un battito di ciglia, durante il quale uno dei Darkin tentò inutilmente di fermarlo emettendo un raggio dal suo scettro, subito deviato dall’immane turbinare d’energia che in quel momento avvolgeva il suo bersaglio. L’impatto fu tremendo, lo stesso Jack non ne rimase indenne, appena Exkirantos picchiò il suolo, l’energia in esso contenuta detonò con infinita potenza, il boato, seguito dall’onda d’urto, sì udì a chilometri di distanza, il terreno sprofondò in un cratere, blocchi di terra e roccia librarono per centinaia di metri, fasci di fulmini tagliarono ed incendiarono l’aria senza lasciar scampo, detriti e polviscolo ricoprirono l’intera vallata. Il colpo fu seguito da un forte terremoto, accompagnato dall’emersione di rilievi pietrosi, e data la compressione del terreno, zampillarono dalle fenditure colonne di lava bollente. Le forze ostili furono decimate. In conseguenza all’onda d’urto, la spada di Moltmorth, fino a quel momento rimasta inerme vicino al suo cadavere, si piantò nel fianco di uno dei suoi fratelli lasciandolo in fin di vita, un altro dio-guerriero fu risucchiato da una spaccatura e inghiottito dal magma, mentre il Darkin più vicino all’impatto perì sopraffatto da una ferita alla giugulare che non gli lasciò scampo. L’aria sapeva di terra, polvere, sangue, carne bruciata e pioggia che qua e là si mescolava alle pericolose pozze di magma. Gerakay, che era riuscita a mettersi quasi del tutto in salvo grazie alle sue ali, osservava dall’alto l’accaduto, incredula, amareggiata e soprattutto furibonda. Jack-Hit si rialzò, a malapena riusciva a camminare, le gambe gli tremavano, una vibrazione martellante gli scuoteva il cervello, Ornamantos presentava evidenti ammaccature, nella spalla sinistra un piccone da guerra ben conficcato gli provocò non poco dolore mentre se ne sbarazzava, ma nonostante tutto, il suo fisico, come al solito, stava reagendo bene. Analizzò il nuovo scenario e presto si rese conto di aver esagerato, solo i mortali più fortunati erano rimasti in vita, l’intero paesaggio ne era uscito martoriato, devastato da quel colpo fuori misura, lo stesso volto di Gerakay pareva mostrare, mescolato all’ira, segni di preoccupazione. Il sisma dovuto al colpo aveva destabilizzato persino le montagne circostanti e presto si udì il crollo di una fiancata delle alture nelle vicinanze, il fragore, fu subito seguito da grida di disperazione e richiesta di soccorsi che giunte flebilmente alle sensibili orecchie di Jack-Hit, lo portarono a precipitarsi in aiuto dei malcapitati, volando aggrappato al Martello. Arrivato sul posto trovò davanti a sé due militari che portavano sul petto uno stemma a lui sconosciuto, uno disse di chiamarsi Wandar l’altro, probabilmente muto, tacque. “Sono… sono tutti morti… non hanno fatto in tempo a mettersi in salvo… noi siamo stati fortunati ma…” “Mi dispiace, maledizione! È soltanto colpa mia, avrei dovuto fare più attenzione! Ora vi porto in salvo, ma chi siete? E perché vi siete stanziati su questa ripida montagna?” Domandò Jack profondamente scosso. “La nostra Regina attende notizie… un veggente del nostro popolo aveva previsto che presto tutti i popoli di Runeterra sarebbero caduti in rovina per mano dei Darkin, il nostro reggimento era qui in avanscoperta per vigilare la zona e… per tutto questo tempo ti abbiamo osservato combattere contro il loro esercito… nel monocolo filtrava a malapena la luce a sufficienza grazie ai lampi che illuminavano la notte. Dobbiamo tornare dalla nostra regina ed avvisarla… quello che è successo qui è di vitale importanza!” Rispose Wandar, quasi senza respirare. “D’accordo… d’accordo, mantieni la calma, ora vi porto via di qua…” “A… a… aiuto… aiuto… qualcuno mi… mi sente, mi sentite?” Pronunciò una voce stanca e sconosciuta. “È Randal ne sono sicuro… è sopravvissuto dobbiamo aiutarlo!” Intervenne Wandar “No restate qui, è troppo pericoloso, vado io… vedo se riesco a liberarlo”. Jack si infilò tra i piloni di roccia frastagliata e presto trovò Randal, schiacciato da un macigno, e mezzo sepolto dalla terra. “Adesso ti libero, tieni duro!” Puntò bene i piedi nel terreno e sollevato il masso, lo scaraventò a valle, ma proprio in quel momento… “Muori mortale!” Gridò Gerakay. “Noooo!” Urlò Jack-Hit. Jack risalì rapidamente la piccola parte di altura su cui si trovava Wandar, ma trovò solamente il suo amico, affetto da mutismo, esanime e con una lama piantata nel petto, cercò di localizzare la perfida Gerakay, una saetta illuminò meglio il cielo, ed eccola volare verso ciò che rimaneva del suo esercito intento a ricompattarsi. “Se ci tieni vienitelo a prendere!” Echeggiò in tono di sfida la voce di Gerakay mentre mostrava nel suo pugno Wandar, teso a contorcersi goffamente nel folle tentativo di liberarsi ad alta quota. Jack non perse tempo, tornò da Randal , lo aiutò in fretta e furia a fasciarsi e a steccarsi la gamba schiacciata e ferita. “Grazie per avermi salvato… purtroppo non posso aiutarti a salvare Wandar in queste condizioni ma… se riesco ad arrivare dall’altro lato della montagna e a raggiungere il mio destriero, portò correre ad avvisare la regina… e allora ci prepareremo alla battaglia… anche se credo dovremmo vedercela con molti più Darkn rispetto ai presenti… ma forse riusciremo a farcela grazie al tuo intervento”. Disse Randal speranzoso. “Bene… però sta attento, la tua ferita è grave ma… ora devo proprio andare…”. Detto questo Jack-Hit si lanciò all’inseguimento di Gerakay, la quale aveva intravisto in quei soldati sconosciuti e feriti l’unica possibilità di ottenere un vantaggio su Jack, data l’importanza che esso dava a quegli umani indifesi. Jack tornò nella vallata completamente devastata e ridotta in uno stato pietoso, vide Gerakay ridurre magicamente le proprie dimensioni, intenta a rifugiarsi insieme ai suoi combattenti e all’ostaggio che portava con sé, in un’enorme, profonda caverna incavata nella montagna più grande e poco prima che Jack potesse raggiungerla, disse ai suoi tre pari ancora in vita: “Fratelli penserò io a lui, farò in modo che muoia in modo orrendo, così come richiesto da Moltmorth… voi andatevene, proseguite verso la meta prestabilita, portate qualche servitore con voi ed unitevi ad Aatrox e ai suoi… non appena avrò finito con questo lurido insetto vi raggiungerò!“ “D’accordo… abbiamo sbagliato a sottovalutarlo… ma Gerakay! Non avrai intenzione di usare…” Disse uno dei tre Darkin. “È l’unico modo temo… ma ora andate, presto! Jack-Hit non oserà fermarvi, visto che tengo in pugno un prezioso ostaggio…” I tre non discussero e se ne andarono velocemente verso est, evitando la zona ancora afflitta dal cataclisma. Dopo poco Jack-Hit giunse all’entrata della grotta, illuminata al suo interno dalle poche centinaia di guerrieri sopravvissuti, alcuni dei quali, portavano una fiaccola e altri, bastoni magici luminescenti. “Fatti avanti Jack, questa volta conoscerai la fine!” Si pronunciò con fermezza Gerakay parlando dal fondo della grotta mentre Jack gli correva incontro. “Libera Wandar, subito!” “Quante storie per un misero mortale… comunque, devo ammettere che sei un abile combattente… la tattica che hai usato per sterminare i nostro esercito è stata folle ma efficace… ti abbiamo sottovalutato, tuttavia, non ricapiterà!” Sentenziò velenosamente la voce della dea-guerriera lanciando l’ostaggio contro la parete della grotta, facendolo cadere a terra privo di sensi. Jack piroettava fra le dita l’elsa di Exkirantos osservando le dimensioni di Gerakay che si erano notevolmente ridotte, almeno di due terzi. Per un po’ nessuno dei due si mosse e per qualche secondo il silenzio regnò sovrano, poi Gerakay, afferrò la cintura che portava a tracolla sul petto e ne trascinò la parte posteriore sul davanti, rivelando un piccolo scrigno all’apparenza innocuo. Lo aprì, immediatamente spuntò fuori un sorta di serpe dalle aggressive movenze e dall’aria spettrale… Jack guardò meglio, non era una serpe ma una catena, aleggiava nell’aria, come in cerca di qualcosa, scattando nervosamente da un lato all’altro come se ancora qualcosa la trattenesse. A quella visione, i volti dei soldati nemici raggelarono. “Vuoi lanciarmi addosso una catena?” Disse Jack-Hit spezzando il silenzio. “Non una catena, ma La Catena! …Guerrieri! All’attacco! ” Comandò la dea-guerrira. Jack si ritrovò nuovamente assediato dai nemici, moti dei quali già ridotti in pessime condizioni; quasi non se ne accorse, ma Gerakay, nello stesso momento, aveva liberato La Catena, pronunciando un apposita formula in lingua antica. In breve tempo, l’intera cava si trasformò in un groviglio di catene, la stessa armata di Gerakay ne fu avvolta e gli effetti furono aberranti, essa ne deviava le menti, logorava le loro carni e si nutriva della loro anima assorbendone tutte le forze. Cresceva velocemente allungandosi a dismisura, anelli tintinnanti si moltiplicavano in affamati tentacoli di metallo, pronti a stringere nella loro morsa quante più vittime riuscivano a trovare. La stessa Gerakay tenendo in mano una delle estremità de La Catena nel tentativo di comandarla, pareva visibilmente provata. Wandar e quasi tutti i combattenti dell’armata Darkin erano morti, macinati e ridotti letteralmente in polvere da La Catena, ma Jack continuava a resistere lanciando il suo Martello conto le pareti e il soffitto della caverna, tentando di causarne il crollo, così da poter intrappolare e bloccare quella fredda serpe metallica, in quel momento intenta a stritolarlo. “Perché non muori! …Maledizione! Nessuno sopravvive a La Catena! Essa si nutre di paura, odio, ira, disperazione, sofferenza! Corrode e corrompe qualsiasi natura fino a ridurne in cenere i corpi! …Dannazione muori!” Sbraitò in modo dissennato e sofferente Gerakay. “Di tutto ciò che dici, in me non troveri nulla se non la sofferenza… non conosco odio, ira, né paura, né tantomeno disperazione, poiché io sono Jack-Hit, la Speranza di Runeterra! E nonostante i tuoi sforzi, non si può uccidere la speranza, la si può soltanto sopire!” Proclamò Jack, districandosi da La Catena e sferrando un colpo così potente al suolo da far tremare l’intera grotta. Sopire… quella parola risuonò nella mente di Gerakay che per un attimo tornò con la mente a quando ancora non era stata posta al cospetto del Disco solare. Si ricordò di una donna un po’anziana, coperta nel volto da un velo, che con voce cristallina le insegnava un incantesimo al quanto difficile, ma che in poco tempo aveva imparato. Tornò alla realtà, davanti a lei il suo nemico scuoteva le fondamenta di quella caverna come fosse un albero mosso dal vento, presto sarebbe finita travolta dalle macerie… doveva agire subito, pensando tra sé e sé ricordò la formula, gli serviva più energia, così attinse a caro prezzo da La Catena. Ora era una dea-guerriera e quell’incantesimo sarebbe stato centinaia di migliaia di volte più potente rispetto a quando era una comune mortale, doveva solo riuscire a colpirlo. Ordinò ai cinque uomini rimasti di bloccare Jack, mosse La Catena per stringerlo in una morsa soffocante e nel frattempo si preparò a lanciare il sortilegio. Gerakay era allo stremo delle forze, gli occhi color smeraldo, si fecero vitrei, lacrimosi e sporgenti dalle orbite, il viso smunto, pallido e raggrinzito, mentre il piumaggio sbiadiva e cadeva tacitamente tra i ciottoli di roccia pioventi dal soffitto; segno che La Catena ne stava corrompendo l’essenza. Jack scalpitava nel vano tentativo di svincolarsi dalla solida presa dei cinque combattenti e de La Catena. Il colpo fu inevitabile… un fascio di luce e d’energia rossastra, gli attraversò il corpo, per un attimo si sentì svuotato, poi confuso e travolto da uno strano torpore, liberò un onda elettrica che finì gli ultimi soldati rimasti, l’energia del fulmine, scorrendo lungo gli anelli della sua prigione, giunse fino a Gerakay, la quale cadde in ginocchio. Doveva far crollare quella caverna; i suoni si fecero ovattati e confusi, il torpore si diffondeva agli arti, la vista lo stava abbandonando e anche lui, cadde in ginocchio. Lanciò Exkirantos verso l’alto, la cava gemette, richiamò a sé l’arma, la vista lo abbandonò definitivamente, il Martello si fece pesante, con un ultimo sforzo raccolse tutta l’energia che gli restava e picchiò con violenza il suolo mentre La Catena sferzava colpi sul suo volto. Si udì un rumore secco… la grotta crollò. A malapena Jack, intorpidito com’era, avvertì la roccia frantumarsi sul suo corpo, quindi, cadde riverso a terra e poco prima di addormentarsi, fiaccato dall’astuto sortilegio che l’aveva abbattuto, senti riecheggiare come in lontananza le urla di Gerakay, anch’essa schiacciata dai macigni. Parte 7: Fulmine a ciel sereno. Passarono i giorni, gli anni, i secoli ed infine i millenni, per un tempo interminabile Jack-Hit rimase in letargo, sopito, nascosto dalla coltre di roccia e terra che l’aveva sepolto, fino quando, in un limpido giorno d’estate una saetta potente come non se ne erano mai viste, squarciò la roccia fino a raggiungere il suo corpo dormiente. Jack aprì gli occhi, il luogo era quasi totalmente buio, se non per la piccola apertura provocata dal fulmine. Capì di essere sdraiato a terra, incastrato quasi totalmente sotto i macigni, si sentiva stanco, affamato ed assetato, gradualmente iniziò a ricordare… Gerakay, i Darkin, J. Perring, Ornn, Skavindbaghe e Breya, sua madre. Non aveva idea di quanto avesse dormito, comunque doveva uscire di lì. Alzò il braccio libero verso la fessura da cui filtrava la luce del cielo, desiderò di poter vedere il sole, di respirare aria pulita e di poter tornare in forze, attese speranzoso, attese un nuovo fulmine… ed esso arrivò con la stessa potenza del primo. Non appena sfiorò le sue dita, Jack emerse dalla terra risucchiato verso l’alto come se quella saetta l’avesse preso per mano e strappato da quel luogo buio e umido che per troppo tempo l’aveva tenuto prigioniero. Si alzò in piedi, dei sui nemici e de La Catena nessuna traccia. Il sole segnava le prime ore del mattino, l’armatura era sporca di sangue e incrostazioni di fango, ma in buono stato, osservò la zona circostante, il paesaggio era profondamente cambiato e non c’erano più montagne ma colline, segno che il tempo aveva fatto il suo corso, richiamò Exkirantos che riemerse con fragore dal sottosuolo, il luogo era ancora disabitato. Doveva muoversi, tuttavia stanco com’era, decise di non lasciarsi portare in volo dal Martello, come faceva di solito, ma d’incamminarsi senza fretta verso il bosco verdeggiante che si scorgeva da lontano, alla ricerca di acqua e cibo. Durante il tragitto rigirava lentamente l’impugnatura di Exkirantos fra le dita, come abitualmente faceva quando era pensieroso. Rimuginava sulle migliaia di vittime causate in seguito al colpo che aveva sferrato in caduta libera dal cielo, soprattutto quelle innocenti, di Wandar e del suo reggimento, perciò promise a se steso che mai più avrebbe sfoderato una tale potenza senza salvaguardare al meglio il territorio e garantire l’incolumità di persone estranee alle sue battaglie. Arrivato in prossimità della foresta, tese le orecchie, sentì il rumore dell’acqua portato dal vento e ne seguì la provenienza sperando di trovare perlomeno un ruscello o di incappare, prima o poi, in qualche preda da cuocere alla brace. Sentì un rumore vicino. “Forse un cinghiale” Pensò; si mosse in quella direzione, oltrepassò qualche salice piangente e qualche rovo che gli impediva la vista e… Il Martello gli cadde di mano per lo stupore, davanti a lui una donna era intenta a saziarsi con un frutto tropicale, la ragazza si voltò rivelando nella sua pienezza l’incantevole aspetto: i capelli neri quanto il buio, da cui spuntavano un paio di graziose orecchie avvolte da un morbido manto dello stesso colore, le armoniche forme a testimoniare la sensualità della sua natura e… sette, no, nove bianchissime code aleggiavano soavemente attorno a lei, mentre i vispi occhi sfumati d’arancio già lo fissavano con discreta diffidenza. …Era lei, un po’ diversa ma era lei, la stessa ragazza apparsa nella profezia mostratagli da suo padre migliaia di anni prima, non un’umana dunque, ma una giovane Vastaya. Jack fece qualche passo avanti, tese la mano verso di lei, e avvicinandola disse: “Buongiorno… io sono Jack-Hit, lieto di conoscerti, qual è il tuo nome?” La giovane non ricambiò il gesto, continuava a scrutarlo attentamente agitando leggermente le code, quasi come se stesse guardando oltre lui, poi dopo qualche secondo, disse incuriosita: “Mi chiamo Ahri …come mai sei ridotto in quello stato Jack-Hit?” “Oh beh… è per via della guerra contro i Darkin… comunque se ti va, puoi chiamarmi Jackhy…” “La guerra Darkin? Ma… si è conclusa decine di migliaia di anni fa… com’è possibile, Jackhy?” Domandò sempre più incuriosita Ahri, che iniziava a fiutare qualcosa di straordinario nell’essenza del suo interlocutore. “Decine di migliaia di anni è? Beh… per me è stata solo una lunga nottata, e… sai com’è andata a finire?” “I Darkin sono stati sconfitti, tuttavia si dice che cinque di loro vivano ancora, imprigionati da un potente incantesimo all’interno delle loro stesse armi, divenute pericolosissime per chi le impugna…”. Ahri fece qualche passo avanti per sondare Jack più da vicino, si rese conto che non era né un umano né un Vastaya, inevitabilmente ne fiutò la particolare essenza, potente e misteriosa… all'improvviso fu travolta dal desiderio di assaporarne un pezzetto: “Solo un assaggio…” pensò, “Solo un respiro, saprò controllarmi…” Jack farfugliò qualcosa, percepì il pericolo, ma non si difese, Ahri aveva smesso di ascoltarlo, continuava ad avvicinarsi mossa dall’istinto, i suoi occhi si tinsero di porpora e arrivata a qualche centimetro dal viso di Jack, inspirò profondamente, abbandonandosi ai suoi sogni, ai sui ricordi, alle sue emozioni, attingendo alla forza insita della sua anima, appropriandosi di stralci di vita rubati alla sua preda… Un potente incantesimo lo costringeva ad un sonno profondo… vide la guerra, Jack precipitava dal cielo, avvolto da un energia pazzesca devastando il campo di battaglia, migliaia di uomini sconfitti riempivano la vallata, sentì il rammarico per i caduti ma non senso di colpa… l’odore nauseabondo del Vuoto le provocò una smorfia, un gigantesco orrore del Vuoto, per poco non staccava la testa a Jack… il suo nemico rovinò, finito dalla potenza di un fulmine… un chiarore tra la violacea oscurità correva nell’orizzonte, un essere vestito di luce apparve a Jack. Il sapore della pace le riempì la bocca. Doveva fermarsi, era ora di fermarsi, ma quel sapore era incredibile, chiuse gli occhi, quindi continuò… L’entità, avvolta nella nebbia lanciava una sfera verdastra nella fronte di Jack, vide sé stessa, o qualcuno che le somigliava terribilmente, avvolta da un’energia divina; un cavaliere brillava dello stesso splendore con l’emblema di Demacia sagomato sul petto… continuò ancora, un tepore le scaldò il corpo; un enorme figura immersa nel magma forgiava una splendida armatura, “La chiamerò Ornamantos”, proclamava una voce profonda. Ora doveva fermarsi, voleva fermarsi, prima che fosse troppo tardi, ma quell’energia era stupenda, superba, le riempiva ogni cellula del corpo, risvegliava ogni suo senso, i pensieri erano cristallini, fluidi, il sapore di pace e di speranza insito in Jack condiva il tutto, placandole mente ed anima, avvolgendola in uno stato idilliaco, poi… Un fascio di luce, accompagnato da un insieme di scariche crepitanti, fuoriuscì dal volto, non del tutto perso nel vuoto di Jack-Hit. Ahri fu sbalzata indietro, i capelli le si arruffarono, gonfiandosi vistosamente. Jack poggiò il ginocchio sinistro al suolo, mentre con il braccio destro richiamò il Martello giusto in tempo per puntellarlo a terra, così da evitargli la caduta. Sentì la paura spandersi nel petto di Ahri, già pronta a darsi alla fuga, quindi, nonostante la debolezza e l’intontimento, si affrettò a parlare: “Ferma! Non temere, non ti farò del male…” “Jack… mi dispiace… mi dispiace… ma… ma com’è possibile che…?” Rispose Ahri preoccupata, scioccata ed imbarazzata allo stesso tempo. Jack alzò il capo, la guardò negli occhi e abbozzando un sorriso disse: “Non si può uccidere la speranza, la si po’ soltanto sopire… e si da il caso che recentemente abbia dormito abbastanza per una vita intera…” “I tuoi ricordi… riesci a ricordare?” Continuò la Vastaya sia angosciata che sbigottita. “I miei ricordi… se intendi ciò che hai visto… sì, li ricordo perfettamente, ma mentre tu eri intenta a fare… quella cosa… dev’essersi creato un contatto e… ho visto nella tua mente… beh che dire… direi che è stato breve ma intenso…” Disse sorridendo Jack-Hit ancora appoggiato a terra sul ginocchio. Ahri era confusa, il disagio le affannava il respiro, poi aggiunse quasi sussurrando “Allora sai… sai che sono un mostro…” “No… non direi, c’è del buono in te e da quel che ho visto fra i tuoi ricordi, hai fatto molti progressi nel controllare i tuoi istinti… sei soltanto una Vastaya in cerca delle sue origini, che ha passato momenti difficili, che è cresciuta e sopravvissuta soltanto grazie al suo istinto… no, non sei affatto un mostro, diciamo che… devi solo avvicinarti un po’ di più al punto d’equilibrio…” Rispose Jack incrociando ancora i suoi occhi, con sguardo privo di giudizio. Ahri si sentì capita e un barlume di gioia balenò nei suoi occhi. “Grazie…” disse Jack. “Per cosa? …Per averti aggredito??” Domandò perplessa Ahri. “No… è solo che, era da tanto che non vedevo gioia negli occhi di qualcuno…” Ahri annuì timidamente, poi divenne pensierosa. “Tu sei il primo… il primo a non morire, a non perdere i sensi, a non soffrire e a non essere stato derubato dei ricordi che gli appartengono a causa del mio potere… quella figura lucente che ho visto nei tuoi pensieri… l’hai chiamato padre… e… la tua forza è… è incredibile… questo significa che tu… tu sei un dio… giusto?” “Sì… direi che si può dire di sì… un dio che in questo momento ha molta, molta fame e molta sete… e a dire il vero, anche un bel bagno caldo non guasterebbe…” Rispose quasi scherzosamente Jack, ancora appoggiato ad Exkirantos. Ahri lo aiutò a rialzarsi, lo fece accomodare seduto, con la schiena appoggiata ad un rigoglioso albero da frutto e gli diede tutta l’acqua che aveva con sé, Jack la bevve tutta d’un sorso, dopodiché inizio a trangugiare frutti fino a sazietà. “Avrei preferito una bella bistecca, ma a quanto pare, per il momento dovrò accontentarmi…” Farfugliò un po’ sconsolato il semi-dio ancora intento a masticare. “Il bosco e tutta la zona sono ricche di selvaggina, qui abbondano soprattutto le piccole tigri-istrice, non ti ci vorrà molto a trovare una preda…” Commentò Ahri, in quel momento seduta al suo fianco. “Mi chiedevo… nella tua visione, ho visto me stessa o qualcuno che mi somigliava davvero tanto… poi c’era un cavaliere, portava il vessillo di Demacia… puoi dirmi cosa significa?” “Demacia? È una bistecca? …Scusa, scusa, stavo scherzando… è che davvero… tu non sai quanto mi andrebbe una gustosa fetta di carne ben cotta… comunque sì, sono sicuro che la ragazza apparsa nel presagio sia tu. Vedi, mio padre mi ha spiegato che tra moltissimo tempo nove guerrieri, più il sottoscritto, scelti tra i più degni e valorosi di tutti i tempi, affronteranno una tremenda battaglia conto le forze del Vuoto per la salvezza di Runeterra… tu sarai una di loro, rinascerai, redenta come Angelo Guerriero e combatterai al mio fianco…” Ahri fissava il terreno attonita e un po’ incredula pensando: “Io… una guerriera degna… redenta… salvare l’intera Runeterra… com’è possibile?” Ma i sui pensieri furono presto interrotti da Jack-Hit. “Allora? Che cos’è questa Demacia?” “È un vasto e potente regno di Valoran, conosciuto in tutto il mondo come la città dagli ideali incrollabili: coraggio, giustizia, onore, fratellanza e senso del dovere ne rappresentano le fondamenta.” Rispose prontamente Ahri. “Mi piace questa Demacia… devo assolutamente visitarla!” Asserì Jack-Hit sorridente. I due continuarono a parlare per tutto il pomeriggio, Jack raccontò di come la sua nascita fosse stata frutto di un esperimento; della sua morte prematura, e di come per anni fosse andato in giro per il mondo in cerca delle sue origini per trovare colui che gli aveva ridato la vita, cambiandolo per sempre. Ahri, anch’essa in cerca delle sue origini, raccontò a sua volta tutto ciò che era riuscita a scoprire sul suo passato a Jack-Hit che, entusiasmato ed interessato dalla sua storia, si propose di aiutarla nella ricerca. “Molto bene… avevo promesso ad Ornn che sarei passato a trovarlo se fossi sopravvissuto al Vuoto, ormai mi avrà sicuramente dato per morto e sepolto… sepolto, lo sono stato in effetti… sono sicuro che, anche se di carattere è un po’ burbero, sarà felice di rivedermi… poi beh… chissà che fine avrà fatto mia madre, Breya, anche lei avrà pensato al peggio suppongo. Comunque sia, ti prometto che non appena li avrò incontrati, tornerò da te e ti aiuterò a scoprire di più sul tuo passato… d’accordo?”. Propose Jack-Hit facendo un cenno col capo. “Certo, ma… come farai a trovarmi?” “È semplice, chiederò in giro… una bellissima Vastaya con nove code di volpe, non passa certo inosservata… ehm… dunque, il Nord è da quella parte giusto?” Disse Jack puntando la direzione con il Martello. Ahri annuì, Jack-Hit ora rinvigorito e pronto alla partenza, la salutò con un baciamano da manuale; tuttavia prima che potesse andarsene, Ahri lo abbracciò, travolgendolo con l’inconfondibile fragranza fruttata che sempre l’accompagnava, poi sciolse un nastro dorato dalle sue vesti e lo legò ai lunghi capelli bianchi di Jack dicendo: “Ecco… così non ti dimenticherai mai di me… Jackhy” “Credimi, non mi dimenticherò di te… ci vediamo presto Ahri! ” Rispose Jack-Hit roteando il Martello, pronto a lanciarsi nel cielo in direzione Freljord. E mentre Jackhy si allontanava, diventando un piccolo puntino all’orizzonte, Ahri guardava al futuro con rinnovata speranza, felice di aver finalmente trovato qualcuno a cui non poteva far del male neppure volendo, consapevole di poter riuscire, un giorno, a ritrovare quella pace nel cuore che l’avrebbe resa, degna del titolo di Angelo Guerriero. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Ruolo, capacità e caratteristiche generali del campione: Il campione dovrebbe rivestire principalmente i ruoli di combattente-tank, occupando principalmente le linee top e jungla, non sono tuttavia da escludere perentoriamente le linee support e mid. Jack-Hit è un campione i cui principali punti di forza sono rappresentati da una spiccata versatilità di utilizzo (a seconda del fatto che Jack-Hit sia armato o disarmato, riceverà bonus differenti e in base a ciò, vi sarà una variazione della maggior parte delle sue abilità); da una medio-alta resistenza in linea, data dalla passiva principale, dal fatto che non consuma mana e dalla medio-alta mobilità di cui è capace, oltre alla forte componente tattica e decisionale che il giocatore potrà adottare durante tutte le fasi di gioco (early / mid / late game). Nello specifico Jack-Hit è un campione che presenta un elevata interconnessione tra le abilità e destinato a crescere nel tempo (diverse abilità scalano in HP) pur mantenendo un buon livello di potenza ad inizio partita (entro il lv. 3) grazie alla passiva della E (Tuono bruciante) che gli permette di tramutare ed infliggere una percentuale dei suoi danni fisici in danni magici raggiungendo buona parte del suo potenziale a partire dal livello 6, cioè appena sarà disponibile la passiva della ultimate “Aura divina”, con la quale infliggerà una piccola percentuale di danni magici come danni puri. Inoltre grazie alla passiva principale (Respiro della Speranza), che assicura resistenza e rigenerazione salute, alle attive della E (Mi fa volare! - Spezza guardia) e alla passiva della W (Legame indissolubile), che garantiscono una bona motilità, “gankare” e ripulire i campi della jungla sarà tutto sommato abbastanza semplice. Infine l’invalicabilità del Martello quando al suolo, (quindi, se usato alla perfezione, la possibilità di bloccare eventuali scatti nemici), la sua capacità di conferire visione e l’opportunità di infliggere una buona quantità di danni a distanza, lo renderanno un utile strumento in fase di eventuale supporto all’ADC nella linea inferiore. Proprio in questo caso non è da sottovalutare nemmeno l’attiva della W (Riverbero della Speranza) che come effetto sugli alleati sarà in grado di conferire uno scudo situazionale per proteggere il primo alleato di turno che subirà un effetto di controllo entro un certo periodo di tempo, mentre la E consentirà di tenere a bada i nemici applicando effetti di controllo. Per quanto riguarda la ultimate, le possibilità sono molteplici (forse troppe, ben 3), ma la più interessante è senza dubbio rappresentata da Calamità fulminante (R da “armato”), che se usata al meglio, e se si è scelto un percorso Tank, potrebbe essere in grado di ribaltare le sorti di uno scontro 5 vs 5. Infine, vi chiederete, perché abbia pensato Jack-Hit come campione che non usa mana, i motivi sono i seguenti: 1) È pensato come semi-dio e personalmente, non ho mai amato il fatto che tanti dei e semi-dei di LOL usino mana, a mio parere è un po’ come se un pesce si immergesse con le bombole… passi l’energia, passi la furia o il consumo di salute ma proprio il mana sugli dei non ce lo vedo. 2) Avendo previsto tempi di ricarica diversi per le abilità “doppie” (come Q e E) sarebbe stato giusto, a mio avviso, dare anche un diverso costo in mana, tuttavia mi sembrava di complicare ulteriormente le cose. 3) È pensato per resistere a lungo in linea o in jungla, dove potrà tranquillamente concedere il “Blue Buff” ai Mid laner, spesso assetati di mana. 4) In fin dei conti non usa una vera e propria forma di magia, dato che attinge ad un potere innato donatogli sia dalla genetica che dal “padre”; 5) Infine, la presenza degli effetti collaterali, presenti primariamente nella passiva principale e nella ultimate, compensano almeno in parte l’assenza di mana. Abilità: PASSIVA ) Respiro della Speranza: Respiro della Speranza: Jack-Hit rigenera il ___% (+ 0.2% salute bonus) della salute mancante (a seconda del livello) in ___ secondi (tempo indicativo 4 sec.) ogni volta che viene colpito da un Campione nemico, da un mostro epico della jungla, da un super minion; e quando uccide mostri grandi, mostri epici della jungla o quando mette a segno un uccisione o un assist. L’effetto si accumula fino a ___ volte (indicativamente 4). Inoltre Jack-Hit ottiene ___ armatura (indicativamente 0,5 / 1 / 1,5 a seconda del lv. 6 / 11 / 16) per ogni 100 salute mancante, fino a un massimo di 55. Effetto collaterale: Incompatibilità vampirica: gli effetti derivanti da eventuali oggetti che conferiscono rubavita sono ridotti del 100%. Q ) (Passiva) A due mani / (Attive) Lancio del Martello: “Andata e… Ritorno” - Schegge fulminanti: Costo: nessun costo --> (Tempo di ricarica indicativo: Basso e Medio-basso; lv.5 abilità: Q1 4.5 sec. – Q2 5.6 sec.) A due mani (passiva): Quando Jack è “Disarmato” ottiene ___% (indicativamente 10 / 20 / 25 / 30 / 35%) velocità d’attacco (in base al livello della Q) e attaccherà i bersagli usando i pugni. Effetto collaterale: Mani nude: Gli attacchi base infliggeranno il 10% del danno in meno (a tutti i lv.) mente eventuali colpi critici infliggeranno ___% del danno in meno (indicativamente 20% a tutti i livelli). Lancio del Martello (attiva): Andata: Jack-Hit lancia il suo Martello (resterà quindi disarmato) nella posizione bersaglio, (può attraversare i muri) infliggendo ___ (+ ___% salute massima; indicativamente a lv. 5 abilità: 9%) danni fisici a tutti i nemici che attraversa (respinge leggermente i minion). Il Martello rimane nella posizione bersaglio (rimane visibile a tutti, a meno che non sia nell’erba alta; non conferisce visione ai nemici) ed è indistruttibile, inamovibile, invalicabile per i nemici (quando a terra, si comporta come un piccolo muro, invalicabile) e conferisce visione agli alleati in una piccola area (la visibilità può essere disattivata dal lume di controllo), fino a quando non si decide di riattivare l’abilità. (Gittata indicativa 1000; entrerà in ricarica solo dopo aver lanciato Ritorno). Ritorno: Riattivare l’abilità fa tornare il Martello da Jack dovunque esso si trovi (portata global) e infligge danni fisici ridotti a seconda della distanza percorsa, più sarà lontano dal Martello (oltre 2000 unità), minore sarà il danno (indicativamente massimo 20% / minimo 10% del danno di “Andata”) a tutti i bersagli che attraversa; applicherà una carica di Tuono bruciante (vedi E) a tutti i nemici colpiti. Colpo di precisione: il primo bersaglio colpito da Andata (primo lancio Q), subirà il ___% del danno in più (indicativamente 10% a tutti i livelli). Ritorno istantaneo: l’abilità può anche essere riattivata prima che il Martello raggiunga la posizione desiderata o comunque prima che tocchi il suolo; in questo caso infliggerà sempre il danno minimo (indicativamente 10% di “Andata”). Arresto di “Ritorno” (NB: Da valutare): Mentre il Martello è in fase di ritorno, e non ha ancora raggiunto una distanza minima di 100 unità da Jack-Hit, riattivare l’abilità fermerà il Martello che, proseguirà in linea retta per 300 unità, rallentando rapidamente, dopodiché cadrà scivolando leggermente sul terreno per altre 150 unità (in questo caso il Martello potrà quindi superare la posizione di Jack-Hit). “Ritorno” entrerà in ricarica per ___ secondi (indicativamente 2.5 secondi a tutti i livelli). Eventuali danni inflitti dalla seconda riattivazione di “Ritorno” in poi, infliggeranno sempre il minimo del danno (10% di “Andata”); non è possibile danneggiare nuovamente le stesse unità colpite arrestando ritorno, per almeno 4.5 secondi. Non è possibile arrestare “Ritorno” se è stato usato “Ritorno istantaneo”, “Ritorno del fulmine” o “Fast and furious” (Q durante R, vedi sotto). Coerenza: Finché Jack-Hit non potenzierà la Q almeno a lv. 1 resterà senza Martello e attaccherà eventuali bersagli usando i pugni (la passiva “A due mani” resterà comunque disattivata, perché non ancora sbloccata). Sbloccando la Q il Martello entrerà in gioco da una posizione casuale della mappa o da furi di essa, giungendo rapidamente (in questo caso senza infliggere danni) fino a Jack-Hit, rendendosi pronto all’uso. L’effetto è quindi puramente grafico. ”Dettagli di preparazione” (NB: Da valutare): quando Jack-Hit è fuori dai combattimenti, sarà possibile passare da “armato” a “disarmato” cliccano sull’immagine rappresentativa di Jack-Hit (es.: come per la trasformazione di Kayn). Così facendo, riporrà il suo Martello dietro la schiena (necessiterà un evidenziazione grafica per gli avversari) e si attiverà la passiva “A due mani”. Lanciare Q in questa modalità (ovviamente se non in ricarica), attiverà normalmente “Andata” o in alternativa “Schegge fulminanti”, comportandosi quindi come se fosse “Armato” dal punto di vista dell’abilità; mentre per tutte le altre abilità si comporterà come se fosse effettivamente “Disarmato” (per esempio la Ultimate attiverebbe “L’ultimo dei fulmini” piuttosto che “Calamità fulminante” --> vedi sotto, abilità R). ”Attenzione sto arrivando!”: Se il Martello viene lasciato inerte al suolo per più di 6 secondi, all’avvicinamento di Jack-Hit (indicativamente raggio: 1.500 unità) lampeggerà elettrificandosi vistosamente per i nemici vicini. Ovviamente perché questo si verifichi Jack-Hit deve essersi allontanato in precedenza a più di 1.500 unità dal Martello. Forza d’inerzia: Se il Martello è in mano a Jack, alla sua morte, cade a terra e rimane in quella posizione; ~~se invece il Martello è stato lanciato, giunge comunque a destinazione anche se il campione muore durante il lancio; se Jack muore mentre il Martello sta tornando a lui, rallenterà e cadrà strisciando sul terreno, fermandosi in un punto intermedio~~; infine mentre Jack si sta rianimando, il Martello cesserà di fornire visione (indicativamente 1,5 secondi dopo la sua morte). Accelerazione gravitazionale: Più il Martello sarà lontano da Jack più alta sarà la velocità con cui torna alla sua mano: tempo massimo per il ritorno del Martello fissato a __ secondi (indicativamente non più di 4). Anti-stasi: Il Martello è immune agli effetti di Clessidra di Zhonya o simili (es.: ultimate Bard). Nel caso in cui Jack-Hit entri in fase di stasi durante Lancio del Martello (Q “Andata e Ritorno”), il Martello mentre transita da o verso Jack-Hit, si comporterà secondo Forza d’inerzia (vedi sopra parte sottolineata). Legame subconscio (NB: Da valutare): È possibile lanciare “Ritorno” (Q) anche quando Jack-Hit è stato colpito o si trova sotto effetti di controllo. Se il Martello (durante “Ritorno”) dovesse giungere a Jack mentre il richiamo base è ancora attivo, il conto alla rovescia non sarà interrotto. Schegge fulminanti: (Solo da “armato”) Attivando l’abilità su sé stessi (Q) o in alternativa tenendo premuto Q per 0.35 secondi, Jack-Hit punterà la sua arma verso la direzione in cui si sta muovendo o attaccando (con la testa del Martello rivolta all’orizzonte), lo ruoterà di 360° ad altissima velocità, generando una sorta di turbine, che rilascerà schegge del fulmine, danneggiando i nemici in un area a cono (gittata indicativa 330) davanti e dietro di lui, infliggendo ___ danni magici (+___% potere magico + ___% attacco fisico) al secondo per ___ (indicativamente 3) secondi, tuttavia infligge solo il 60% dei danni dietro di lui (esempio: 60% >< 100%). Colpire un nemico con l’abilità per almeno 2 secondi, (solo in avanti) applicherà 2 cariche di tuono bruciante, altrimenti ne applicherà 1. Per la durata Jack-Hit resterà rivolto nella direzione in cui stava guardando al momento del lancio dell’abilità, cercherà di avvicinarsi il più possibile al nemico designato e non potrà usare gli attacchi base, ma potrà muoversi liberamente ed usare Spezza guardia (E; vedi effetti abilità sotto), la gittata dello scatto però avrà una gittata ridotta del 50%, e non consentirà di muoversi attraverso le unità dopo il suo utilizzo; l’attacco potenziato sarà messo in coda fino al termine di Schegge fulminanti. Riattivare l’abilità (Q) farà cessare l’effetto e restituirà una parte di ricarica pari alla durata rimasta. Colpo di precisione: Schegge fulminanti infligge il 15% dei danni in più a minion e mostri, lo stesso bonus, viene applicato mentre colpisce un solo campione nemico. Una ricarica tutta sua: Schegge fulminanti entra in ricarica solo alla fine del suo effetto e ha un tempo di ricarica leggermente maggiore (indicativamente +25%) rispetto a Lancio del martello (Andata e… ritorno); ciò significa che se usata completamente, aumenterà il tempo di ricarica di Andata (Q) per la differenza. Ogniqualvolta Jack-Hit alza in aria almeno un campione nemico la ricarica di Q si riduce di __ secondi (indicativamente 1 a tutti i lv. vedi abilità E sotto) W ) (Passiva) Legame indissolubile / (Attiva) Riverbero della Speranza: Costo: nessun costo --> Tempo di ricarica indicativo: Medio-Alto (lv. 5 abilità 9 secondi) Legame indissolubile (passiva): Da “disarmato”: quando Jack-Hit si muove o è rivolto in direzione del suo Martello ottiene ___% velocità di movimento in base al suo livello (indicativamente tra il 5% al lv. 1 e il 35% al lv. 16); più Jack-Hit è lontano dal Martello più alta sarà la velocità di movimento ottenuta mentre si muove verso di esso, decresce gradualmente all’avvicinamento. La velocità minima (in prossimità del Martello) è pari al 25% della velocità massima ottenuta a grande distanza dal Martello (2500 unità in poi), in base al lv. attuale. Portata global. Da “armato”: quando o mentre Jack-Hit impugna il Martello ottiene passivamente il 5% di tenacia + ___% per ogni nemico nelle vicinanze (a seconda del livello; indicativamente max 5% per un tot. di 30% ; raggio 1200 unità) e resistenza magica pari a 0 + ___% (indicativamente tra il 10 e il 25% a seconda del lv. 1-16 di Jack-Hit) attacco fisico bonus. Il bonus si annulla / azzera 0.5 secondi dopo essersi separati dal Martello. Riverbero della Speranza (attiva): Effetti su Jack: attivare l’abilità libera Jack dai rallentamenti, che sarà avvolto da uno scudo che aumenta gli effetti di rigenerazione su se stesso del ___% (max 30%) e che assorbe il ___% dei danni (indicativamente 15/15/20/25/25% a seconda del livello dell’abilità) per ___ secondi (indicativamente 3 / 3 / 4 / 5 / 6,5 secondi a seconda del livello dell’abilità); trascorso il 50% del tempo massimo della durata attuale dell’abilità (quindi dopo, indicativamente 1.5 / 1.5 / 2 / 2.5 / 3.25 secondi), lo scudo crescerà di potenza (cambierà colore come segnalazione ai nemici) e da quel momento inizierà a riflettere, per il tempo residuo, il 40% dei danni parati, rispettivamente sui nemici attaccanti (indicativamente massimo danno riflesso al lv. 5 della W = 10% danno schermato) come danni magici nel tempo in ___ secondi (indicativamente 4). Non applica cariche di Tuono briciante. Effetti sugli alleati: Una volta raggiunto il suo culmine (indicativamente dopo 3 / 3 / 4 / 5 / 6,5 secondi), lo scudo esploderà, coinvolgendo un area di 550 unità, rilasciando una sfera protettiva (presumibilmente bianca) sugli alleati presenti nell’area che permane per 3.5 secondi. La sfera protettiva conferisce ___% tenacia (indicativamente max 20% ) e per la sua durata è pronta a diventare uno scudo che assorbe danni pari a ___ % dell’armatura e della resistenza magica attuale di Jack-Hit (decade entro 2 secondi se non completamente utilizzato) solo sul primo alleato che subisce uno stordimento (simili: provocazioni, paure, silenzi, metamorfosi o sonno), a quel punto, tutte le altre sfere protettive poste su gli altri alleati, scompaiono senza attivare effetti; nel caso di contemporaneità di effetti di controllo, riceverà lo scudo l’alleato con la % di salute attuale più bassa. Multitasking: Riverbero della Speranza può essere lanciata in contemporanea con tutte le altre abilità (es.: in volo o durante canalizzazioni o utilizzo di oggetti ma non se si è subito uno stordimento o simili). E ) (Passiva) Tuono bruciante / (attive) Mi fa volare! - Spezza guardia Costo: nessun costo --> Tempi di ricarica indicativi 1) Medio-Alto / 2) Medio-basso (lv. 5 abilità: E1 8 sec. - E2 6 sec.) Tuono bruciante (passiva): Una percentuale dei danni fisici che Jack-Hit infligge ai nemici (tramite attacchi base, abilità ed oggetti attivabili) sarà tramutata in danni magici; questa percentuale aumenterà in base alle cariche applicate al nemico: Infliggere danni ai nemici con un abilità, un oggetto attivabile o con un attacco base applicherà cariche di “Tuono bruciante”, che decadono in ___ secondi (indicativamente 7 secondi, applica 2 cariche per i colpi dati impugnando il Martello e 1 per le abilità, gli oggetti attivabili e per gli attacchi base da “disarmato”) fino al raggiungimento massimo di 8 cariche. Per ogni carica, fino al raggiungimento della settima, Jack-Hit infliggerà (sia tramite attacchi base sia dalle abilità) il 2/3/4/6/8/10/11% (indicativamente, a seconda del livello 1-16 di Jack-Hit; massimo alla settima carica a lv. 16: 55%) dei danni fisici in danni magici. Applicando l’ottava e ultima carica al bersaglio, Jack-Hit farà aumentare il danno magico subito dal bersaglio del ____% (indicativamente 5/10/15% a seconda del livello 1-16 di Jack-Hit) e gli infliggerà ___% (indicativamente tra il 3 e il 10% lv. 1-16) della salute bonus di Jack come danno magico aggiuntivo sul colpo. E1) Mi fa volare!: (durante il primo lancio della Q “andata” o da “disarmato”) Attivare l’abilità cliccando sul Martello, se entro la portata della E, farà si che Jack-Hit si lanci con forza verso di esso (può attraversare i muri) respingendo leggermente tutti i nemici che attraversa; al suo arrivo, colpisce con forza l’area del terreno in cui si trova (raggio indicativo 280), infliggendo ____ danni fisici (+___% attacco fisico bonus + ___% salute totale dei bersagli a seconda del lv. E) ai nemici, alzandoli in aria per ____ secondi. Onda elettro-sismica: inoltre propaga un onda dal punto d’impatto che rallenta leggermente (ma non danneggia) i nemici circostanti (in un area indicativa di 600 unità) del ___% (indicativamente max 20%) per ____ secondi (a seconda del lv. E), i nemici alzati in aria (da “Mi fa volare!” o già alzati in aria dagli alleati) non vengono rallentati. Il Martello rimarrà al suolo. (Gittata indicativa massima di “Mi fa volare!” 860) Combo: È possibile lanciare immediatamente l’abilità (E) in concomitanza al lancio della Q “andata”(prima che il Martello cada al suolo e se ancora entro la gittata massima di E), in questo modo Jack salterà e si aggrapperà al Martello e ne sarà trascinato, verranno quindi applicati i danni e gli effetti di Q+E ma la gittata massima applicata sarà comunque quella della E. Normalmente, Il Martello proseguirà oltre (fino alla sua gittata massima: 1000) e cadrà/rimarrà a terra ameno ché, “ritorno” (Q) non sia riattivato prima della fine della combo, consentendo di mantenere il Martello in mano (“ritorno”, in questo caso non infliggerà alcun danno). Ecco la mia fermata (NB: da valutare): Riattivare l’abilità (E) durante il volo farà atterrare Jack-Hit prima che raggiunga la gittata massima della E (applicando l’effetto dell’abilità nel punto d’arrivo); non funziona con “Preso al volo”(vedi sotto). Il Martello proseguirà oltre e cadrà/rimarrà a terra. Preso al volo: È possibile lanciare la E sul Martello, anche durante “Ritorno” (secondo lancio Q, mentre il Martello è in volo); in questo caso, Jack spiccherà un balzo verso il Martello e si incontrerà con esso a metà strada, andando l’uno incontro all’altro (questo ridurrà presumibilmente la gittata massima di “Mi fa volare!” almeno del 20%, portandola indicativamente a 690 e il Martello resterà in mano a Jack). In questo caso “Onda elettro-sismica” non sarà attivata, ciò significa che all’atterraggio di Jack-Hit, i nemici colpiti (entro 280 unità) saranno danneggiati e alzati in aria ma non vi sarà nessun effetto di rallentamento per eventuali nemici che si trovano nelle successive 340 unità. Mentre Jack-Hit è “disarmato”, la portata/punto di arrivo di “Preso al volo” potrebbe essere indicata con un cerchio in trasparenza (attorno a Jack) che si espande e si contrae a seconda della distanza di Jack-Hit dal Martello (non è escluderei l’eventualità che possano vederlo anche i nemici). Per comodità: lanciare l’abilità su se stessi (E) dopo il lancio della Q (“andata” o “ritorno”): attiverà automaticamente e rispettivamente “combo” o “preso al volo”. Ricarica rapida: se Jack-Hit alza in aria almeno 1 campione nemico, il tempo di ricarica per il prossimo lancio della Q (“Andata” o “Schegge fulminanti”) sarà ridotto di ___ secondi (indicativamente 1 a tutti i lv.); e se entro ___ secondi (indicativamente 4 secondi) dal lancio di “Mi fa volare!” (E da disarmato) viene ucciso un campione nemico danneggiato da Jack, la ricarica della E (“Mi fa volare! - Spezza guardia”) sarà ridotta di ___ secondi (indicativamente 2 a tutti i lv.). E2) Spezza guardia: (da “armato” o “disarmato”) Jack-Hit impregna di energia i suoi arti inferiori, prepara un attacco base potenziato, aumentando la portata d’attacco di ____ (indicativamente 50 e applicherà quindi gli eventuali effetti sul colpo) e carica in avanti con un potente scatto, con il quale si muoverà attraverso le unità (non attraversa i muri ma se sono piccoli, li aggira come se stesse correndo, se la loro lunghezza è pari o inferiore alla lunghezza dello scatto effettuato); nei successivi ___ secondi (indicativamente 2), se si sta muovendo verso un campione nemico, potrà continuare a muoversi attraverso le unità, e se lo colpisce, lo silenzia per ___ secondi (indicativamente 1.5), infliggendo ___ danni fisici (+___% attacco fisico), rallentandolo del ___% (indicativamente 15% a tutti i lv.) +5% per ogni carica di “Tuono bruciante” applicata al bersaglio, per___ secondi (indicativamente 0.75; il rallentamento decade gradualmente; rallentamento massimo 55%). Se entro 4.5 secondi dal lancio dell’abilità non viene colpito alcun bersaglio, l’abilità entra in ricarica. Meglio non esagerare: Usare “Spezza guardia” mentre gli effetti di “Schegge fulminanti” (Q su se stessi o tenendo premuto) sono attivi, ridurrà la gittata dello scatto del 50%, e non consentirà a Jack di muoversi attraverso le unità dopo il suo utilizzo; l’attacco potenziato sarà messo in coda fino al termine di Schegge fulminanti. Doppia carica: L’abilità applica sia da “armato” sia da “disarmato” 2 cariche di “Tuono bruciante” Raggio moderato: Il raggio d’azione (gittata indicativa 430) e il tempo di ricarica di “Spezza guardia” sarà inferiore, rispetto a “Mi fa volare!” e lanciare quest’ultima metterà in ricarica l’altra e viceversa. Corri Forrest corri! (NB: da valutare): La velocità di spostamento (o velocità proiettile) di “Mi fa volare!” e “Spezza guardia” aumentano con la velocità di movimento bonus ottenuta da Jack-Hit. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ R) (Passiva) Aura divina / (attive) L’ultimo dei Tuoni - Assimilazione del fulmine - Calamità fulminante + Effetti collaterali Costo: nessun costo --> Tempo di ricarica: Alto (lv. 5 abilità: R1 65 sec. – R2 65 sec. – R3 71.5 sec.) Aura divina (Passiva): Il 10% / 20% / 30% (a seconda del livello) (+ 0.5% per ogni carica di Tuono bruciante a tutti i livelli. Incremento massimo: 4%) dei danni magici (da tutte le fonti, oggetti, maestrie ecc.. ) inflitti da Jack-Hit viene convertito in danni puri. R1) L’ultimo dei Tuoni: (gittata indicativa 2800) Se Jack è “disarmato”, lancia un potente fulmine che impatta contro il primo campione nemico colpito (il fulmine scompare entro 2800 unità se non colpisce alcun campione nemico) consumando le cariche di Tuono bruciante ad esso eventualmente applicate, infliggendo a seconda del lv. R ____danni magici (+ ___% salute mancante del bersaglio + 1% per ogni carica consumata di Tuono bruciante applicata in precedenza al bersaglio; quindi massimo +8%). Se il bersaglio sopravvive, gli saranno applicate riapplicate 4 cariche di Tuono bruciante; Esplosione energia residua: se il campione nemico colpito, viene ucciso, il fulmine si dividerà in una scarica, che potrà colpire un massimo di 6 nemici nelle vicinanze (minion inclusi) infliggendo ___% (indicativamente 15% / 18% / 25% a seconda del lv. R) del danno totale inflitto al bersaglio precedentemente ucciso come danni magici. Ridondanza: è possibile lanciare l’abilità sul Martello (quando a terra e se entro la portata massima di lancio della R) e riattivarla, ciò consentirà di re-direzionare il fulmine, estendendone così la portata (gittata massima ipotetica da Jack in poi: 5600) o per migliorare la traiettoria di lancio. Scegliendo quest’opzione, il fulmine partirà quindi dal Martello, dando un leggiero preavviso ai nemici nelle vicinanze (sonoro e grafico, durate il primo lancio di R sul Martello) di: indicativamente 0.25 sec. prima che il fulmine sia pronto ad essere direzionato e quindi effettivamente lanciato. Effetto collaterale: Perdita di potenza, nei successivi 2.5 secondi, dopo il lancio dell’abilità (L’ultimo dei Tuoni) Jack-Hit vedrà la sua velocità di movimento ridotta del ___% (indicativamente 25%) e la sua velocità d’attacco ridotta del ___% (indicativamente 30%). R2) Assimilazione del fulmine: (da “armato” o “disarmato”) lanciare “L’ultimo dei tuoni” o “Calamità fulminante” su se stessi farà sì che Jack-Hit si lasci avvolgere per 8 secondi dall’energia di un fulmine richiamato dal cielo, aumentando le sue dimensioni (del 50%) e recuperando il 6% / 8% / 10% (a seconda del livello dell’abilità) della sua salute massima (+1% per ogni 0.8% salute bonus) in 8 secondi; inoltre, per la durata dell’abilità riceve contemporaneamente, permanentemente e indipendentemente dal fatto che sia “armato” o “disarmato”, il 50% dei bonus di tenacia (indicativ. 15%), resistenza magica, di velocità d’attacco e di velocità di movimento, relativi a Q (A due mani) e a W (Legame indissolubile) a seconda del livello attuale. Il restante 50% dei bonus passivi (di Q e W) viene attivato e attribuito normalmente a seconda della posizione “armato” o “disarmato” di Jack-Hit. Tutti gli attacchi e tutte le abilità applicheranno indipendentemente da come utilizzate (armato / disarmato ecc.) 2 cariche di tuono bruciante per la durata dall’abilità. Effetto collaterale: Sforzo eccessivo, nei successivi 3 secondi, dopo il termine dell’abilità (Assimilazione del fulmine), Jack-Hit infliggerà il ___% del danno in meno ai nemici (indicativamente il 15%) e subirà dai nemici il ___% dei danni come danni puri (indicativamente tra il 8 e il 12% a seconda del livello). Ritorno del fulmine: Se il giocatore, dopo aver usato “L’ultimo dei tuoni” sul Martello decidesse, entro 4 secondi, di non riattivare l’abilità (R e quindi di non lanciare il fulmine), riattivare Q (Ritorno) e quindi richiamare il Martello, attiverà automaticamente gli effetti di Assimilazione del fulmine; se ciò non dovesse avvenire, la ultimate entrerà comunque in ricarica ma con un tempo ridotto. R3) Calamità fulminante: Se Jack-Hit è “armato”, entra in canalizzazione per ___ secondi (indicativamente 2,5), all’inizio della quale respinge i nemici in un area di 350 unità, concentrando energia e facendo roteare il suo potente Martello; dopodiché si lancia in aria (in questa fase è inarrestabile, immune a tutti gli effetti di controllo) dove un fulmine richiamato dal celo lo caricherà di energia, infine, si lancerà con potenza verso la posizione bersaglio schiantandosi al suolo (entro 1 secondo dal salto) infliggendo ____ danni magici (+ ___ % salute bonus di Jack) e causando effetti collaterali (a seconda della calibrazione) all’interno di un area di ____ (raggio totale indicativo dal punto d’impatto: 1100 unità) che sarà divisa in due parti: nella prima (più interna, raggio indicativamente di 480 unità) i nemici saranno alzati in aria, nella seconda (più esterna, da 480 unità in poi) i nemici saranno solo rallentati e subiranno danni minori. La presenza e l’emersione di rocce (dovuta agli effetti collaterali) avverrà solo al limite della seconda area o oltre essa (Limite di rocce totali presenti sulla mappa fissato a ___). Applica 2 cariche di “Tuono bruciante” a tutti i nemici colpiti. Se Jack-Hit muore prima o durante l’esecuzione, senza toccare suolo, l’abilità ottiene una ricarica ridotta del 50%. Angolo di caduta: La gittata minima di “Calamità fulminante” sarà impostata a ___ unità (indicativamente 600); pertanto sarà possibile attivarla da 601 in poi. Ne consegue che Jack-Hit non potrà saltare e quindi atterrare su sé stesso o troppo vicino al punto di lancio / partenza di “Calamità fulminante” (gittata di lancio massima indicativa 3300 a tutti i lv.). Fast and furious: È possibile attivare Calamità fulminante (e quindi iniziare la canalizzazione) quando, e mentre, il Martello è ancora nella fase di Ritorno alla mano di Jack-Hit. Demolizione: L’abilità infligge danni ridotti anche alle torri nemiche a seconda della calibrazione (non calcolabili in questa sede, ma indicativamente, mai più del 20% del danno totale). Calibrazione: Durante l’animazione (che possibilmente avrà sempre la stessa durata), l’evocatore dovrà riattivare l’abilità (premere nuovamente R) al momento giusto (seguendo le indicazioni a schermo*) e potrà ottenere quattro risultati che determineranno danni ed effetti collaterali: 1) Mancata calibrazione (l’abilità infliggerà danni medio-bassi e causerà ingenti effetti collaterali); 2) Calibrazione parziale (l’abilità infliggerà danni medio-alti e causerà evidenti effetti collaterali); 3) Calibrazione semi-perfetta (l’abilità infliggerà danni alti e presenterà minimi effetti collaterali); 4) Calibrazione perfetta (l’abilità infliggerà danni massimi e presenterà effetti collaterali praticamente nulli). Effetti collaterali: Ingenti: L’area più interna (dove i nemici saranno alzati in aria) sarà ridotta del 30% (quindi sarà pari a 335 unità); Jack-Hit subisce ___% (a seconda del livello R) della sua salute massima in danni puri (non può scendere al di sotto di 100 HP), vede le sue resistenze ridotte del 10% e viene rallentato del ___% per ___ secondi e tutte le sue abilità entrano in ricarica per 1.5 secondi. Gli alleati presenti nell’intera area subiscono ___ % della loro salute attuale (a seconda della vicinanza dal centro) come danni puri (non possono essere uccisi da Jack), vengono rallentati per la metà della quantità (rallentamento) dei nemici e c’è la probabilità del 65% che 3/4 siano sbalzati via per ___ unità (indicativamente 300) in una direzione casuale (indicativamente mai nel raggio d’azione delle torri nemiche). Infine, nell’area più esterna il terreno verrà dislocato causando l’emersione del numero massimo di rocce possibili (indicativamente 4 di cospicue dimensioni) che chiuderanno momentaneamente (indicativamente tra 60 e 120 sec.) alcuni passaggi della mappa o creeranno normale impedimento, obbligando entrambe le squadre a cercare nuove vie. Evidenti: Jack-Hit subisce ___% (a seconda del livello R) della sua salute massima in danni puri (non può scendere al di sotto di 100 HP), viene rallentato del ___% per ___ secondi e la Q (se disponibile) entra in ricarica per 1.5 secondi. Gli eventuali alleati presenti entro l’area totale (1100 unità) subiscono ___ % della loro salute attuale (a seconda della vicinanza dal centro) come danni magici (non possono essere uccisi da Jack), e c’è la probabilità del 40% che 2/4 siano sbalzati via per ___ unità (indicativamente 300) in una direzione casuale (indicativamente mai nel raggio d’azione delle torri nemiche). Nell’area più esterna vi sarà l’emersione di 3 rocce di cospicue dimensioni che resteranno per ___ secondi (indicativamente tra 60 e 120 sec.). Minimi: Jack-Hit subisce ___% (a seconda del livello R) della sua salute attuale in danni magici (non può scendere al di sotto di 100 HP); per gli eventuali alleati presenti entro l’area parziale (seconda parte dell’area) c’è la probabilità del 20% che 1/4 di essi sia sbalzato via per ___ unità (indicativamente 300) in una direzione casuale (indicativamente mai nel raggio d’azione delle torri nemiche). Nell’area più esterna vi sarà l’emersione di 2 rocce di cospicue dimensioni che permarranno per ___ secondi (indicativamente tra 60 e 120 sec.). Quasi nulli: Vi è la probabilità del 90% che avvenga l’emersione di 1 roccia che permarrà per ___ secondi (indicativamente tra 60 e 120 sec.) Effetti collaterali indipendenti: indipendentemente dal risultato della calibrazione potranno essere presenti 5 effetti collaterali: 1) Morte improvvisa: Se Jack-Hit muore durante l’esecuzione di Calamità fulminante e quindi dopo il decollo ma prima di toccare il suolo (ad esempio a causa di danni subiti nel tempo) il Martello cadrà dal cielo nella posizione in cui si trovava Jack al momento della sua morte, rilasciando l’energia accumulata in un onda elettrica che non infligge danni ma illumina l’intera area interessata da Calamità fulminante (sia per gli alleati che per i nemici), spaventa tutti i minion e rivela tutte le trappole e i lumi (sia alleati che nemici) per ___ secondi (indicativamente 4). Calamità fulminate riceverà comunque una ricarica ridotta dato il mancato utilizzo. 2) Distruzione totale: al momento dell’impatto al suolo di Jack-Hit tutti i muri presenti nell’area (alleati e nemici) vengono distrutti. 3) Sfida (NB.: “Da valutare”): (sarà attiva solo dal lv. 11) Se Jack-Hit viene ucciso entro ____ (indicativamente max 12) secondi dopo aver impattato al suolo a seguito di Calamità fulminante, il suo uccisore guadagna un bonus adattivo a seconda del suo ruolo (AD; AP; o HP) per ____ secondi. (indicativamente 20 / 30 secondi) il bonus non avrà effetto sulle torri; il bonus si trasferisce da campione a campione in caso di morte. 4) Penalità di recupero: il tempo di ricarica di Calamità fulminante è maggiorato rispetto a “L’ultimo dei fulmini” e “Assimilazione del fulmine” del 10%, tale incremento sarà maggiorato in caso di 1) Mancata calibrazione (+5% = tot. 15%) e 2) Calibrazione parziale (+2.5% = tot. 12.5%). 5) Boato inconfondibile: Jack-Hit sarà rivelato ai nemici per 1.5 secondi dopo la sua caduta / atterraggio. Danni: Danni medio-bassi: L’abilità infliggerà il 60% dei danni al centro dell’area e alzerà i nemici in aria per ___ secondi (55% tempo massimo) nel cerchio più interno (prima area, ridotta a 335 unità), e rallenterà i nemici del ___% (55% tempo massimo) nella seconda area (cerchio più esterno) per ___ secondi (55% tempo massimo). I nemici più vicini al centro subiscono più danni, quelli più lontani, in questa condizione (danni medio-bassi), subiranno un minimo del 25%. Danni medio-alti: L’abilità infliggerà il tra l’80% e l’85% dei danni al centro dell’area e alzerà i nemici in aria per ___ secondi (80% tempo massimo) nel cerchio più interno (prima area), e rallenterà i nemici del ___% (80% tempo massimo) nella seconda area (cerchio più esterno) per ___ secondi (80% tempo massimo). I nemici più vicini al centro subiscono più danni, quelli più lontani, in questa condizione (danni medio-alti), subiranno un minimo del 40%. Danni alti: L’abilità infliggerà tra l’90 e il 100% dei danni al centro dell’area e alzerà i nemici in aria per ___ secondi (90% tempo massimo) nel cerchio più interno (prima area), e rallenterà i nemici del ___% (90% tempo massimo) nella seconda area (cerchio più esterno) per ___ secondi (90% tempo massimo). I nemici più vicini al centro subiscono più danni, quelli più lontani, in questa condizione (danno alto), subiranno un minimo del 50%. Danni massimi: L’abilità infliggerà tra 105 e il 110% dei danni al centro dell’area (danno magico massimo ipotetico, al 110%, “full build bilanciata HP” lv. 18 e quindi più o mendo dopo 45 min di gioco: 1500 nel punto d’impatto) e alzerà i nemici in aria per ___ secondi (100% tempo massimo) nel cerchio più interno (prima area), e rallenterà i nemici del ___% (100% tempo massimo) nella seconda area (cerchio più esterno) per ___ secondi (100% tempo massimo). I nemici più vicini al centro subiscono più danni, quelli più lontani, in questa condizione (danno massimo), subiranno un minimo del 60%. Difficoltà di calibrazione (NB.: Da valutare): La difficoltà di calibrazione varierà in base alla distanza percorsa da Jack-Hit (più è lunga più sarà difficile) e dalla sua salute attuale (più è bassa più sarà difficile). *Indicazioni a schermo: Lo zoom della telecamera dello schermo si alzerà e compariranno a schermo 3 (o 1 ai livelli 6 - 10) “ologrammi” o sagome di Jack-Hit, magari di dimensione variabile; una per la calibrazione parziale; una per la semi perfetta e una per la perfetta (le sagome cambieranno posizione ad ogni lancio della ultimate e saranno distinte tramite colori o altri modi) che tracceranno la traiettoria di lancio verso terra; a questo punto una piccola sfera di luce inizierà a percorre avanti e indietro ad alta velocità tale traiettoria (presumibilmente a velocità variabile), se il giocatore riuscirà a fermare, anche per poco, la sfera all’interno di una delle tre sagome, otterrà uno dei tre risultati (più la sfera sarà centrata all’interno della sagoma, maggiore sarà il danno, in termini di variazione percentuale all’interno della stessa calibrazione), altrimenti avrà il 65% di probabilità di ottenere una mancata calibrazione e il 35% di ottenere comunque una calibrazione parziale. Il tempo totale a disposizione (sarà presumibilmente mostrato a schermo) per riattivare la suprema, e quindi ottenere un risultato, sarà dato da canalizzazione (2.5 sec.) + tempo d’animazione / caduta (2.5 sec.; tempo totale: 5 secondi). In caso di mancata riattivazione, si otterranno le seguenti probabilità: 80% mancata calibrazione, e il 20% di ottenere una calibrazione casuale (la calibrazione perfetta sarà esclusa). Ovviamente si potrebbero usare altri sistemi, ad esempio, un sistema più semplice e alternativo per calcolare i risultati potrebbe essere quello di inserire una o due barre di riempimento: più la barra viene riempita più sarà alto il risultato. Valutazioni: a seconda della calibrazione si otterranno a schermo, rispettivamente le seguenti valutazioni: Mortale / Eroe / Semi-dio / Dio. Impostazioni (preventive / protettive): A mio avviso, per semplificare le cose e non destabilizzare troppo le prime fasi di gioco, sarebbe bene che dal lv. 6 al lv. 10 fosse possibile ottenere solamente 2 delle 4 calibrazioni, cioè quelle intermedie (Calibrazione parziale e Calibrazione Semi-perfetta) e che l’area totale d’impatto fosse ridotta almeno del 30%. Questo eviterà che vengano inflitti troppi o troppo pochi danni e sfavorirà gli eventuali tentativi di “trollare” (visti gli effetti collaterali) da parte dei giocatori. Quindi, in questo caso, a partire dal lv. 11 sarebbero disponibili tutte le calibrazioni e la massima area d’effetto. Statistiche e probabilità: Sempre per quanto riguarda la suprema, “Calamità fulminante” sarebbe auspicabile che la difficoltà di calibrazione fosse impostata in modo tale che i giocatori ottengano il più delle volte calibrazioni intermedie (Calibrazione parziale e Calibrazione Semi-perfetta), pur lasciando spazio all’abilità e ai riflessi dei giocatori. Questi, potrebbero o dovrebbero quindi ottenere orientativamente a livello statistico, almeno: il 15% delle volte una Mancata calibrazione ; il 40 % delle volte una Calibrazione parziale; il 35% delle volte una Calibrazione Semi-perfetta; e il 15% delle volte una Calibrazione perfetta. Combattere conto Jack-Hit: Gli elementi essenziali per sconfiggere Jack-Hit sono rappresentati per la maggior parte dagli oggetti che infliggono danno in base alla salute percentuale, ma soprattutto da quelli che causano “ferita grave”, i quali consentiranno di inibire almeno in parte la sua passiva principale. Contro Jack, sono avvantaggiati quei campioni che hanno un danno sostenuto dalla media-lunga distanza, quelli che fruiscono di danni in base alle diverse percentuali di salute (attuale, massima, mancante), e quelli che possiedono almeno qualche moderato effetto di controllo nonché di una medio-alta mobilità. Inoltre è utile attendere che Jack-Hit abbassi la guardia, sprecando una combo Q+E, a quel punto, a livello teorico, sarà possibile attaccarlo senza subire grosse conseguenze. Infine essendo un campione che dovrebbe avere un buon rendimento in tutte e tre le fasi di gioco (early, mid, late), ma destinato a crescere nel tempo, sarebbe bene cerare di rallentare la sua crescita nelle prime fasi di gioco. È inoltre consigliabile, soprattutto nelle fasi finali della partita e di “team fight” tenere d’occhio la mappa e gli spostamenti di Jack-Hit e del Martello sulla mappa, infatti se entrambi dovessero risultare assenti, potrebbe presentarsi un eventuale “Calamità fulminante”, la quale, se siete fortunati e Jack-Hit dovesse ottenere una “Mancata calibrazione”, potrebbe darvi la possibilità di controbattere, visto che le sue abilità entreranno in ricarica per 1.5 secondi e le sue resistenze saranno ridotte. Infine è meglio evitare, nel caso non abbiate modo di recuperare velocemente salute, di protrarre troppo a lungo uno scontro ravvicinato 1 vs 1, visto che Jack-Hit farebbe comodamente in tempo ad applicarvi tutte le cariche di Tuono brucante rendendovi fragili in breve tempo. Combattere assieme a Jack-Hit: Jack-Hit è principalmente un campione offtank con buona capacità d’ingaggio, pertanto in fase di “team fight” sarebbe utile attendere che sia lui per primo ad attirare il fuoco nemico, per poi lanciarsi in suo aiuto, cercando di colpire i bersagli più vulnerabili. È in grado di gankare da una distanza medio-alta, quindi tenetevi pronti. Gli effetti sugli alleati di Riverbero della Speranza (W), seppur moderati e talvolta fortuiti (o non premeditati), potrebbero conferire in fasi si stallo, una momentanea sicurezza, tuttavia se ci si trova in gruppo è bene fare attenzione, infatti non è detto che sarete voi a ricevere lo scudo, a riceverlo, potrebbe essere un altro vostro alleato. Nel caso vi troviate ad affrontare una fuga rocambolesca ricordate che un abile Jack-Hit potrebbe cercare di aiutarvi, nel rallentare i nemici, grazie all'invalicabilità del suo Martello quando al suolo, o tentare di lanciarsi in vostro soccorso con “Mi fa volare!”. Inoltre, ritengo sia da considerare la possibilità di rendere il Martello, quando inerte, un elemento utilizzabile per gli spostamenti degli alleati (esempio: lo shunpo di Katarina sui funghi di Teemo, ecc…). Infine è bene ricordare che se Jack-Hit sta per atterrare nei paraggi, con “Calamità fulminante”, potrebbe sì ribaltare una situazione negativa, ma non è detto che siate al sicuro, visti i possibili effetti collaterali… pertanto, starà a voi tenervi pronti e decidere se fidarvi o meno del vostro compagno di squadra. Per stare al passo con Jack sarebbe utile scegliere una squadra di campioni con una buona mobilità così da finalizzare al meglio un eventuale attacco di gruppo. Piccole indicazioni per le animazioni e giocabilità: Q: Al lancio del Martello verrà rilasciata una leggera scia trasparente e, alla sua caduta il suo posizionamento sarà ogni volta diverso; in mano a Jack-Hit assumerà un aspetto più luminoso e minaccioso quando in fase di attacco potenziato (E o R su se stessi). (Atri dettagli sono già stati esposti nella spiegazione della Q vedi sopra). Schegge fulminanti (Q su sé stessi) si presenterà con un turbine a getto d’aria in avanti generato dalla rotazione del martello (in senso orario, per i giocatori dell’emisfero boreale mentre in senso antiorario per l’emisfero australe), di colore azzurro con piccoli fulmini (blu e dorati), rilasciati tramite rapide scariche. W: Legame indissolubile verrà segnalato con una freccia a forma di martello posizionata ai piedi di Jack; i danni deviati durante Riverbero della Speranza saranno visibili attraverso il rimbalzo degli sessi su uno scudo invisibile; invece sulle teste degli alleati presenti nell’area, sarà lanciata una piccola sfera bianca, pronta a diventare uno scudo in caso si verifichi un effetto di controllo (tutte le sfere bianche scompaiono appena lo scudo si attiva sul primo campione alleato sotto un effetto di controllo o entro il termine massimo dell’abilità) E: Durante il tragitto di “Mi fa volare!” Jack-Hit si staccherà da terra e roteando in volo (in senso orario, per i giocatori dell’emisfero boreale mentre in senso antiorario per l’emisfero australe) verso la posizione bersaglio e rilascerà un turbine d’aria e scintille elettriche di colore presumibilmente azzurro; all'atterraggio rilascerà un onda d’urto che solleverà polvere e piccole scariche elettrostatiche che andranno a rallentare leggermente eventuali nemici; Mentre per quanto riguarda Spezza guardia lo scatto, dopo aver messo in risalto gli arti inferiori di Jack-Hit avvolgendoli di energia, avrà l’aspetto di una corsa molto veloce che terminerà con una leggera scivolata e lascerà impronte (blu e dorate) sul terreno calpestato per un breve periodo di tempo. Q ed E, controllo e giocabilità: Sensore di prossimità: Per facilitare l’usabilità del personaggio, evitare inconvenienti ed aiutare giocatori meno esperti, principalmente per quanto riguarda le abilità attivabili su sé stessi, quindi Q ed E ma anche R, proporrei di inserire una sorta di “sensore di prossimità” e quindi fare in modo che, lanciando Q entro ___ unità (indicativamente 50) da Jack-Hit si attivi l’abilità “Schegge fulminanti” (Q su sé stessi o tenendo premuto) piuttosto che “Lancio del Martello: Andata”; lo stesso per “Mi fa volare ” (E da disarmati sul Martello) dove questa volta, sia Jack-Hit (per permettere l’attivazione di “Combo”, cioè E da “disarmati” su sé stessi) che il Martello, avranno un “sensore di prossimità” di ___ unità (indicativamente 50) che ridurrà le probabilità di un attivazione accidentale di “Spezza guardia”. In ultimo, per ”Assimilazione del fulmine” (R su sé stessi) “sensore di prossimità” fissato su Jack-Hit a ___ unità (indicativamente 50). R: Per quanto riguarda Calamità fulminante il punto d’arrivo di Jack-Hit dovrebbe essere segnalato con un suono acustico prima del suo arrivo e nell'area, potrebbe apparire il disegno della testa del Martello con due fulmini incrociati (X) in sovrapposizione; inoltre ritengo che ognuna delle 4 calibrazioni possibili, dovrebbe avere un’animazione diversa per ogni risultato finale. Nella prima (mancata calibrazione) Jack-Hit atterrerà sul fianco sinistro picchiando con la spalla e il Martello colpirà il terreno con la sponda. Nella seconda (Calibrazione parziale) Jack-Hit atterrerà di faccia / petto con il Martello che batte con la parte frontale sul terreno. Nella terza (Calibrazione semi-perfetta) Jack atterrerà in ginocchio, con un braccio appoggiato al suolo e colpirà il terreno con la testa del Martello (rivolto a T rovesciata). Nella quarta (Calibrazione perfetta) Jack-Hit atterrerà in ginocchio perfettamente in asse e colpirà il terreno con la parte frontale / faccia del Martello. In tutti i casi si propagherà una violenta onda d’urto pervasa da fasci di fulmini che irradieranno e spaccheranno / incrineranno il terreno e che potranno causare l’emersione di rocce di grosse dimensioni (le rocce emergeranno dal suolo abbastanza lentamente e non improvvisamente). Inoltre sarebbe bello generare un segnale, magari con l’impronta di diverso colore, all’arrivo di Jack-Hit nella posizione bersaglio, pochi attimi prima del suo atterraggio, per avvisare alleati e nemici su quale risultato di calibrazione è stato ottenuto (es.: Mancata calibrazione: rosso; Calibrazione perfetta: verde ecc…) Lanciando “L’ultimo dei fulmini” verso la posizione bersaglio, farà partire il fulmine direttamente dal corpo di Jack che brillerà di un blu intenso durante il lancio. Lanciando “L’ultimo dei fulmini” sul Martello Jack alzerà il braccio destro verso il cielo e lo abbasserà di scatto (in direzione del Martello) tenendo il palmo della mano rivolto verso il basso, a questo punto un fulmine cadrà dall’alto, nell’esatta posizione in cui si trova il Martello caricandolo di energia visibile tramite crepitanti scariche elettriche. Alla riattivazione dell’abilità (R) il fulmine partirà nella direzione indicata dal puntatore. Premere Q (ritorno), senza aver rilanciato il fulmine, attiverà automaticamente Assimilazione del fulmine: Jack-Hit aumenterà leggermente le sue dimensioni ed insieme alla sua arma assumerà un aspetto più minaccioso ed emetterà periodicamente un turbinio di piccoli lampi di luce blu e dorati per tutta la durata dell’abilità. Questi effetti si applicheranno in modo uguale anche quando Assimilazione del fulmine verrà lanciato direttamente su se stessi, con la differenza che il fulmine colpirà direttamente Jack-Hit non appena avrà alzato il braccio al cielo, questa volta però, con la mano chiusa a pugno. Superare una certa velocità di movimento: a ___ velocità di movimento Jack-Hit inizierà a volare o planare con il martello puntato verso l’orizzonte, se è disarmato farà lo stesso, con il braccio puntato verso l’orizzonte (ovviamente l’effetto è puramente grafico) Richiamo base Da disarmato: salterà verso l’alto, dopodiché un lampo lo risucchierà in base. Da armato: dopo aver roteato il Martello lo lancerà verso l’alto e aggrappandosi ad esso, tornerà alla base. Principali oggetti consigliati: Mannaia oscura o Virtù della Triade; Mantello del Sole; Corazza spinata; Corazza spirituale; Idra titanica; Corazza dell’uomo morto; Calzari di Mercurio. Skin: Jack-Hit base o Ornamantos (armatura di Ornn): Rappresenterà il campione così com’è dopo il suo risveglio, in seguito alla guerra Darkin, con tanto di nastro dorato legato ai capelli, appartenete ad Ahri. Jack-Hit di Bandel: Rappresenterà il campione appena tornato dalla battuta di pesca a Bandel (a torso nudo); com’era poco prima di ottenere il suo Martello, (potrebbe indossare una canna da pesca a tracolla). Jack-Hit esploratore inarrestabile: Rappresenterà il campione con vestiti logori, sgualciti, stracciati, sporchi e senza una scarpa (o con una scarpa rotta); com’era prima dell’incontro con Ornn. Jack-Hit il fulmine mai caduto: rappresenterà il campione come se non fosse mai caduto dal dirupo e quindi mai salvato dell’entità che l’ha riportato in vita nella storia originale. Quindi avrà i tratti genetici attribuitigli da Skavindbaghe ed userà un “semplice” Martello in stile tecnologia Hextech. Jack-Hit Angelo Guerriero: Rappresenterà il campione nella futura guerra contro il Vuoto; in questa skin Jack-Hit avrà un aureola (come tutti gli Angeli Guerrieri) e delle ali angeliche che appariranno in trasparenza a seconda delle abilità utilizzate. Il petto pulserà di energia bianca-argentata ma sarà privo di gemma (rispetto agli altri Angeli Guerrieri) perché ancora contenuta nel nucleo di Exkirantos. Infine il suo Martello sarà privo dei nove diamanti, poiché essi avranno rianimato i nove guerrieri scelti, piantandosi nel loro petto. Garen Angelo Guerriero (pietra blu): Aureola + Ali situazionali + Vedi parziale descrizione storia. Ahri Angelo Guerriero (pietra rossa): Aureola + Ali situazionali + Vedi parziale descrizione storia. Ornn Angelo Guerriero (pietra arancio): Aureola + Ali situazionali + Ariete alato + Vedi parziale descrizione storia. (Nota: sarebbe da considerare l’idea di inserire gli aspetti Angelo Guerriero come aspetti epici; dove ad esempio, premendo durante il gioco Ctrl+1 , appaia dalle pietre preziose nel petto dei personaggi una proiezione olografica stilizzata dello “splash art” di tutti e 10 gli Angeli Guerrieri o simili) Lume Angelo Guerriero: Possibile progettazione. Lume Exkirantos: Possibile progettazione. Possibile Evento: “I dieci Angeli contro il Vuoto” Una volta stabiliti tutti i nove campioni per cui sarà rilasciata la skin Angelo Guerriero, si potrebbe creare un evento P vs IA dove i giocatori si batteranno contro le creature e i campioni del Vuoto, con nuovi oggetti e potenziamenti in stile “Odissea: Estrazione”.
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