Il volo - racconto originale

IL VOLO Sono nato nel Freljord, sulla cima di una montagna innevata, e dal primo istante ho volato. La bora ha reso le mie ali instancabili, la bufera mi ha temprato. Solcato il mare di ghiaccio, desolato e primitivo, la cittadella dei guardiani, il Corno ghiacciato. Ho visto Demacia e Noxus: i soldati, le statue, i palazzi. Nella mia breve vita ho subito capito quanto fossero simili. Che sia questo il motivo del conflitto? Ionia tra tutte le terre è la più bella. Sorvolandola ho sentito equilibrio e pace, i paesaggi armonici. Ho percepito la sacralità del Placidium e con riverenza ho ammirato la potenza intrinseca delle Rocce contorte a Zhyun. Sbalordito ho volato tra le strade di Piltover. Il pulsare della vita commerciale della città e il via vai delle navi è imparagonabile. Per un momento ho visto l'umanità che dava il meglio di se, ma virando a sud è cambiato tutto. Sono dovuto scappare dai fumi di Zaun così velocemente che non ho potuto scorgere il marcio delle sue strade. Ho attraversato il mare in tempesta per vedere i pirati scontrarsi in accese battaglie navali e ho spiato le ombre che si destavano per l'Harrowing. Scosso ho cambiato la rotta verso ovest. Il Freljord non mi aveva preparato al caldo infernale del deserto e le macerie non mi avrebbero offerto riparo. Non oserei appoggiarmi sulla sabbia rovente neanche se potessi. Mentre facevo questi pensieri affiancai nel suo movimento il disco dell'ascensione, imponente come nulla al mondo. La mia ultima meta è la montagna degli spiriti. Sentendo il freddo della mia patria ho potuto assistere allo spettacolo più divino: mille luci danzavano nel cielo, quasi le sentii cantare. Qui la mia vita finisce, con un'esplosione di cristalli di ghiaccio. Ho osservato il mondo e i tuoi nemici. Tutti alla fine si preparano alla battaglia. Stai attenta madre mia. "Le memorie dello spirito del falco"
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