Le favole di LOL: Taric Bianconeve

C'era una volta in un regno lontano un re giusto e magnanimo che aveva un figlio bellissimo. Taric Bianconeve era il suo nome e tutte le principesse e i le nobildonne dei regni vicini facevan a gara per conquistare le sue attenzioni, ma egli era più interessato ai principi e ai nobili per degnar loro anche solo di uno sguardo. Un giorno il re prese in sposa una bella donna poiché si sentiva solo dopo la morte dell'amata moglie. La nuova regina era bellissima, con una pelle perfetta ed era impossibile non incantarsi nel vederla. Ma ciò che nemmeno il re sapeva era che la regina aveva uno specchio magico che interrogava regolarmente per scoprire se fosse sempre lei la più bella. {{champion:60}} : Specchio, specchio, rispondi alla mia domanda. Chi è dunque la più bella della Landa? Specchio: Mia regina, la più bella sei tu, ma Taric Bianconeve lo è molto di più. La regina inorridì nell'udire quelle parole, perché sapeva che lo specchio non mentiva e per Bianconeve invidia iniziò a nutrire. Anni dopo, quando il re spirò, la regina prese il regno tutto per se e decise che il tempo era giunto per disfarsi di Taric Bianconeve. Chiamò quindi un cacciatore al suo cospetto. {{champion:110}} : Dimmi mia regina, cosa desideri da un umile cacciatore? {{champion:60}} : Conduci Bianconeve nella selva e uccidilo, poi portami il suo cuore come prova. Il cacciatore fece come ordinato e condusse il bel Taric Bianconeve nella Selva demoniaca. Quando furon abbastanza lontani il cacciatore estrasse il coltello. {{champion:44}} : Intendi uccidermi? Dimmi ordunque. La regina ha voluto questo? {{champion:110}} : Sei troppo bello perché ella ti lasci vivere. Mi rammarico di dover far questo, ma non ho scelta. {{champion:44}} : Ti prego! Abbi pietà di me e ti prometto che fuggirò nei boschi e di me non sentirai più parlare! Il cacciatore colpito dalla bellezza di Bianconeve e impietosito dalle sue suppliche acconsentì a lasciarlo andare e per ingannare la regina prese il cuore a un cervo che passava di lì per caso {{champion:120}} (con la skin elderwood) Taric Bianconeve corse nel bosco per tutto il giorno, ferendosi con i rovi pieni di spine affilate. {{champion:143}} I suoi bei capelli s'impiglavano di continuo nei tetri alberi che lo sovrastavano. {{champion:57}} Infine, stanco e stremato, Bianconeve giunse a una piccola e modesta casetta. Entrò e trovò apparecchiato per sette persone: sette piattini, sette forchettine, sette coltellini e sette computerini connessi allo stesso gioco online. Bianconeve che era tremendamente affamato e assetato, mangiò un pochino da ogni piattino e bevve un pochino da ogni bicchierino. Poi siccome il gioco tanto lo attirava provò una partita, ma perse miseramente, allora s'infuriò e ritentò, ma fallì ancora e ancora e insultò le persone con cui giocava finché il gioco non si bloccò. Passò allora a un altro computerino, però anche lì non fece altro che perdere, dunque rinunciò e andò a coricarsi, ma c'erano sette lettini e ognuno gli stava scomodo. In uno trovò un sacco di pezzi di metallo, in un altro delle bombe, in un altro dei funghi e un altro era sporco di pipì. Alla fine si adagiò sul settimo lettino e per quanto anch'esso non fosse proprio comodo, vi si addormentò per la stanchezza. A notte fonda i sette proprietari rientrarono di ritorno dalle corsie dove farmavano per ottenere l'oro e trovarono la casa in disordine. Chi ha mangiato con la mia forchettina? Chi ha mangiato la mia minestrina? Chi mi ha fatto retrocedere da Diamond 1 a Bronzo 5? Chi mi ha fatto permabannare l'account? All'improvviso uno dei fratelli chiamò: Ehi! Qualcuno ha dormito nei nostri letti! I sette nani andarono a controllare e trovarono in uno dei letti un giovane e bellissimo uomo che dormiva. Inteneriti dalla vista lo lasciaron dormire. Il mattino seguente, Bianconeve si svegliò e quasi il cuore dal pettò gli balzò, quando vide i sette nani tanto diversi fra loro che lo guardavano. I sette chiesero: Tu chi sei? {{champion:44}} : Sono Taric Bianconeve e sono fuggito nella selva perché la regina voleva uccidermi. Ho trovato la vostra casa e mi sono fermato. Voi chi siete se posso chiederlo? I sette nani si presentarono: {{champion:74}} : Io sono Sapientone. {{champion:85}} : Io sono Saettone. {{champion:68}} : Io invece Robottone. {{champion:150}} : Io...Cucciolone...ahah! {{champion:45}} : Io sono Cattivone...Non ridere di me! {{champion:115}} : Io sono Bombolone e non parlo del dolce. {{champion:17}} : Io sono Stronzone, piacere di conoscerti. E stronzone sparò un colpo di cerbottana al collo di Bianconeve accecandolo momentaneamente. Una volta svanito l'effetto Bianconeve implorò i sette fratelli di restare. {{champion:74}} : Va bene, ma dovrai cucinare e riodinare. {{champion:45}} : Dovrai fare tutto quello che diciamo! {{champion:17}} : Dovrai cogliere i miei funghi. {{champion:150}} : Pulire mia cacca...eh eh. Bianconeve acconsentì e rimase con i sette nani. Ogni mattina essi andavano nelle corsie a farmare, mentre lui restava a pulire e riordinare. La sera la cena in tavola doveva far trovare e le cose di Bombolone mai toccare. Dopo alcuni giorni la regina convinta che Bianconeve fosse morto, interrogò nuovamente lo specchio. {{champion:60}} : Specchio specchio, rispondi alla mia domanda. Chi è la più bella della landa? Specchio: Mia regina, la più bella sei tu, ma al di là della selva nella casetta dei sette nani, Bianconeve lo è molto di più. La regina inorridì realizzando che il cacciatore l'aveva tradita. Bianconeve era ancora vivo ed era ancora il più bello della landa. La regina allora escogitò un piano. Si vestì da contadina e truccò la propria faccia per sembrare brutta e vecchia. Prese una mela rossa e succulenta e la riempì di veleno. Con indosso quelle umili vesti la regina si recò alla casetta dei sette nani approfittando del fatto che fossero nelle corsie a farmare. Fece visita a Bianconeve intento a stendere i mantelli di Cattivone. {{champion:60}} : Vieni ragazzo mio. Un giovane come te deve tenersi in forma. Prendi questa mela. L'ho colta io stessa stamattina-. Bianconeve guardò la mela con desiderio e dopo pochi istanti di esitazione prese la mela fra le mani. {{champion:44}} : Vi ringrazio, gentile signora-. {{champion:60}} : Assaggiala, coraggio!-. Incalzò la regina, ridendo fra se in attesa del fatidico momento. Bianconeve addentò la mela e masticò sogante, ma dopo aver mandato giù il boccone cadde a terra morto. Un nemico è stato ucciso. La regina esultò per la morte di Bianconeve e corse al castello per celebrare l'evento lasciando il corpo del giovane difronte alla casa dei sette nani. Quando i sette tornarono dalle corsie e trovarono Bianconeve disteso a terra freddo e rigido emisero versi di sgomento. {{champion:85}} : Taric Bianconeve è morto! {{champion:74}} : Adesso chi pulirà le mie torrette? {{champion:45}} : Chi subirà i miei insulti? {{champion:150}} : Chi pulisce mia cacca? I sette nani rimasero in contemplazione del corpo ancora per lunghi minuti, finché uno di loro osò chiedere. Ora che si fa? {{champion:17}} : Seppeliamolo nel mio campo di funghi, così almeno farà da concime. E così i nani seppellirono Taric Bianconeve nel campo di funghi di Stronzone e tutti loro poterono continuare a godere delle loro allucinazioni, mentre la regina era la più bella e senza eguali. E vissero tutti felici e contenti.
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