Agganci Narrativi: Ecco il frutto del mio Fantasticare

Il Lupo, l'Agnella e il Principe
"Cosa cerchiamo Agnellina?!" La lingua del Lupo era penzoloni e a nessuno era concesso sapere se per il lungo viaggio o per il desiderio di mischiare nuovamente la saliva al sangue delle sue prede. Rispose l'Agnella, candida e immacolata, col tono di chi ha le idee fin troppo chiare per poter ammettere preoccupazione nella propria risposta.
Ho appena letto il vostro articolo _"Agganci Narrativi"_ e non ho potuto fare a meno di pensare al numero elucubrazioni che ho fatto in merito a questo o quel champion che più mi hanno colpito per il loro background e la loro personalità, ispirando storie e intrecci che al momento nessuno ha mai proposto (almeno in forma ufficiale). Mi diletto nella scrittura di racconti fantasy da anni oramai e così, superando le paure conseguenti ad un possibile giudizio, ho ben pensato di rendervi partecipi del mio lavoro su **Kindred** e sul fantastico potenziale che ha questo personaggio in un mondo altrettanto fantastico come quello di League of Legends. Di seguito vedremo una storia che ci porta ad andare un po indietro nel tempo, quando certi personaggi che adesso calcano le arene della giustizia erano osannati ma sopratutto ancora tutti **interi**. Ecco a voi: _**Il Lupo, l'Agnella e il Principe**_ ________________________________________________________________________________ {{champion:203}} “Cosa cerchiamo Agnellina?!” La lingua del Lupo era penzoloni e a nessuno era concesso sapere se per il lungo viaggio o per il desiderio di mischiare nuovamente la saliva al sangue delle sue prede. {{champion:203}} “Un principe” Rispose l’Agnella, candida e immacolata, col tono di chi ha le idee fin troppo chiare per poter ammettere preoccupazione nella propria risposta. Il passo dei due pareva coordinato da un indissolubile legame. Zoccoli e zampe attraversarono prima boschi e sentieri, poi un campo di battaglia, ne salutarono i morti: l’Agnella chiudendo gli occhi degli sfortunati uomini, il Lupo sbranandone i resti. {{champion:203}} “Qualuno è ancora vivo! Sono andati via! L’odore del marchio aleggia su di loro! Inseguiamoli!” La maschera dell’Agnellina si voltò in una direzione. Gli occhi spettrali setacciarono il mortale terreno che li circondava con risoluta pace. {{champion:203}} “Vieni” L’arco intarsiato di rune e vite spezzate produceva nell’aria sinuose traiettorie. La folta pelliccia del Lupo era cosparsa di sangue e grumi. Un ghigno sinistro venne rivolto all’Agnellina come a voler chiedere il permesso di cacciare. Non erano distanti. Una maleodorante armata noxiana festeggiava la propria vittoria in battaglia. Un solo nome echeggiava sui campi di battaglia. **“URGOT! URGOT!”** Era il nome di un possente guerriero, uno dei più terribili e sanguinari condottieri di Noxus, tracciato così a fondo dalle battaglie che aveva combattuto da diventare un abominio a cui avevano innestato armi e falci al posto delle sue stesse mani. Un temibile boia alle prese con la sua atterrita preda: Jarvan IV. Il Lupo ansimava. {{champion:203}} “Possono vederci?!” Chiese il Lupo, nella speranza di trovare il terrore nei loro occhi. {{champion:203}} “Non ancora. Solo il principe” E qualcosa nello sguardo di quel regale prigioniero si destò. Lo stupore di vedere Ina e Ani di fronte a sè. Il Kindred. L’inesorabile conferma delle sue paure, la prova dell’ineluttabile fine. {{champion:203}} “E’ lui?!” Si agitava, schioccava i denti al pensiero di cibarsene. Le orecchie dell’Agnella ebbero un fremito di disapprovazione. {{champion:203}} “No caro Lupo. E’ il suo boia che vogliamo” In quel momento il marchio dei cacciatori calò sull’intero accampamento e tutti poterono vedere il Kindred nelle sue speculari personalità, ognuna con forma e aspetto diverso. Tra le urla dei soldati si potè sentire il nome che quella gente dava a loro: Farya e Wolyo. Ma un nuovo grido di battaglia rombò tra le impreparare fila noxiane. Garen, l’avanguardia di Demacia, aveva portato con sè i suoi uomini pronti a reclamare la liberà del proprio regnante, in un’imboscata degna del suo nome. L’enorme spadone portato a due mani, saettò tra i primi soldati nemici, e in pochi micidiali secondi archi di sangue e budella si fecero spazio tra la marmaglia noxiana. Era alla ricerca di un nemico che fosse alla sua altezza. Cercava Urgot, il carnefice del suo signore. {{champion:203}} “E’ il nostro momento?!” Il Lupo voleva azzannarli tutti. Dagli spietati guerrieri noxiani, ai coraggiosi cavalieri demaciani. La bava che lenta colava lungo il pelo nero come la notte. L’Agnella sollevò con grazia ed eleganza la sua mano in direzione di Urgot. La zampa ricoperta di niveo manto indicò il boia di Noxus, mentre l’arco finemente intarsiato levava la sua minaccia silente nei confronti del macellaio. {{champion:203}} “O me” Disse la candida cratura. {{champion:203}} “O me!” Ringhiò il Lupo dalle sue fauci serrate. Urgot fissò a lungo quella visione agghiacciante. Forse per la prima volta ebbe paura, per la prima volta rimase impreparato di fronte ad un nuovo scontro. Un nuovo e terrificante nemico. La Morte. {{champion:6}} “Io non ho paura di te! Kindred!” La voce del guerriero era possente e profonda. La grande cassa toracica adornata di teschi, ossa e metallo pareva non contenere la forza di cui il boia noxiano era dotato. {{champion:6}} “Ma prima devo finire un lavoro!” La grande mannaia innestata al posto della mano era già pronta a calare. Sarebbe bastato lasciarla cadere sotto il suo stesso peso per spaccare l’elmo e il cranio del nobile in due. Il principe, da attore in quella tragedia si era tramutato in una immobile statua spettatrice. Kindred non attese oltre. Lupo e Agnella scattarono verso il carnefice. Negli occhi dell’aggraziata creatura passaro tutti gli istanti della vita di Urgot, il macellaio di Noxus. Le sue frasi avevano decretato la sua condanna… Ma non quella del principe. {{champion:203}} “NON QUI! NON ORA!” E nell’istante in cui l’arma del noxiano si abbattè sulla regale figura di Demacia, il potere e il diritto di Urgot di porre fine alla Vita e portare la Morte venne interdetto. {{champion:203}} “Hai sfidato la morte, Urgot. Pagherai con le zanne e gli artigli questo tuo affronto!” Disse l’Agnella, poggiando la mano sul nero manto del Lupo. {{champion:203}} “Vai Lupo!” E l’indice della immacolata essenza decretò la sentenza più terrificante. Le fauci della bestia oscura si spalancarono, seguite da un verso senza eguali. Urgot non potè che incrociare le braccia come a voler parare quell’assalto ferale. Ma nulla poteva contro quelle zanne. Neppure l’armatura del più temibile dei comandanti di Noxus. E ben presto gli artigli e le mascelle si tramutarono in colpi e fendenti, finchè a trafiggere il corpo del noxiano fu la possente arma di Garen. Il corpo di Urgot esplose in mille pezzi, travolto dalla furia di Demacia e da quella del Lupo. Garen si voltò in direzione di Jarvan. {{champion:86}}“Mio signore!” E mentre il Lupo sbranava i pezzi del suo aguzzino, il principe fissò l’Agnella che gli rispose. {{champion:203}} "Non era il tuo momento, giovane principe. Sono molte le cose che compirai in nome del tuo popolo. Avrai bisogno di essere forte, quando la Fine giungerà." E con la stessa grazia con cui si era presentata agli occhi del suo interlocutore, l’Agnella fece una capriola per fuggire via insieme al suo Lupo nero e ancora tremendamente affamato. __________________________________________________________________________________________________________ Spero che il racconto vi sia piaciuto. Qui ho messo anche il link al mio blog se avete voglia di leggere altri racconti di Kindred. Un Grazie alla Riot che ha permesso a questi personaggi così profondi e spettacolari di esistere, nella speranza che certe mie "fantasie" magari possano essere trasformate in realtà.
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