Il Ghiaccio e la Luna: Capitolo 32 - Per la Madreguerriera

Due leggeri tocchi sulla porta ed Emily domanda. "Diana, sei per caso qui?" Di risposta riceve solo un silenzio. Bussa ancora, più forte ma sempre con eleganza. "Diana?" Domanda ancora la ragazza castana. Stavolta la donna le risponde con un un semplice. "Entra pure." Lei allora, felice in volto, apre la porta per poi chiuderla e trova la Valchiria seduta su una sedia che osserva un'altra ragazza poco più piccola di lei. Trova strana la sua capigliatura con quei simboli ai lati della testa. Robe da barbari, suppone. Comunque sia, non sembra avere le attenzioni della donna che è più concentrata a scambiare occhiate con l'altra giovane. Inoltre perché è legata come un salame in una sedia? ignora la situazione. Schiarisce la voce e fa qualche passo in avanti. "Mia ado-" No, si è promessa di trattenersi con i stupidi nomignoli affettivi. "Generale, Terrore del Nord, Valchiria, Guerriera d'argento, Figlia-" "Mi puoi semplicemente chiamare col nome, sai?" La interrompe con un leggero fastidio dal tono della voce. Emily chiede scusa con il capo che si china in sua direzione e riprende il discorso. "Diana, potrei parlarti per un momento...?" Da un veloce sguardo alla prigioniera e aggiunge. "In privato..." La donna si gira a guardarla e le risponde con un secco. "Certamente." Dopodiché ritorna a guardare l'altra. "Ehm...ho detto in privato..." "Parla pure, lei non ci darà fastidio." "...va bene..." Dunque Emily si avvicina alla donna e inizia il suo discorso. "Diciamo che la Regina...sta iniziando a spaventarmi..." "Oh dovrebbe a tutti, sta portando alla rovina il Freljord accogliendo gente lurida come voi e-" Un pugno arriva sullo stomaco della ragazza dai capelli bruni che interrompe le parole acide e piene di disprezzo. "Fai la brava." La avverte, Diana, che con un gesto della mano incita la demaciana a continuare."Uhm...beh...dopo ciò che è successo qualche settimana fa lei-" "E' cambiata, lo so." La donna sospira. "Sto già ragionando un modo per aiutarla. Non preoccuparti, a lei ci penserò io." Emily distoglie lo sguardo e congiunge le mani che si posizionano al centro del petto. "Non è esattamente della Regina che mi preoccupo..." Si spiega a bassa voce. "Diana...temo per la tua incolumità..." la Valchiria si gira verso di lei e alza un sopracciglio. "Mi sembrava strano che avessi questi pensieri per lei. Allora, perché dovresti temere che possa succedermi qualcosa?" La demaciana va per guardarla negli occhi, tremolante. "Ecco...ho saputo che non l'ha presa bene che hai risparmiato dei nemici nell'ultima battaglia...e abbiate litigato per questo..." La donna annuisce con la testa tanto per confermare. "Ebbene?" Domanda, un po' confusa da dove voglia arrivare. "Ebbene...questo non porterà a certi problemi? Sopratutto con lei che è diventata...non so nemmeno come descriverla...però so che fa paura di quello che potrebbe fare..." La donna, dopo queste parole, si alza dalla sedia e sorridendo alla ragazza decide di darle una pacca sulla spalla. "Non mi succederà nulla di male e poi per quanto sia cambiata Ashe sono certa che infondo è ancora quella di prima. Solo che ora preferisce avere un'altra armatura per proteggersi." Emily dunque piega leggermente di lato la testa. "Un'altra armatura?" Domanda confusa. La porta si spalanca, fa due passi in avanti e con sguardo severo squadra la stanza per poi posare i propri occhi azzurri sulle tre davanti a lei. "Diana." Esclama soltanto. La Lunari si gira verso di lei e dice il suo nome. "Ashe." Emily, tremolante come una foglia si porta dietro alla donna dai capelli argentati, in cerca di protezione. "Vieni con me, ora." Ordina con freddezza la Regina e la Valchiria annuisce senza batter ciglio. "Emily, fai compagnia a lei o almeno, falle da guardia. In caso fai amicizia." E' seria dal tono e si allontana dalle due per andare a seguire Ashe che si è già diretta in cammino. Ci impiegano pochi attimi per arrivare al luogo di destinazione: la stanza dell'arciera. Arrivate, Ashe si allontana dall'amica e si avvicina a un tavolo. Prende quella che sembra una frusta. "Spogliati." Ordina a Diana che rimane interdetta a quella parola. "Come?" Domanda confusa. "Mi sembra di essere stata chiara. Spogliati." Le ripete, stavolta infastidita. La Lunari comprende cosa voglia fare ma preferisce evitare e provare a farla ragionare. "Ashe, capisco che tu sia arrabbiata con me...ma non ti sembra di star esagerando? Sono soltanto dei prigionieri..." "Che tu hai volutamente lasciato in vita, soltanto della gente inutile da sfamare in più!" La Regina la aggredisce e schiocca la frusta a terra. "Visto che non intendi giustiziarli, ne pagherai le conseguenze. Intesi?!" Diana la guarda in quei freddi occhi azzurri che non mostrano alcuna pietà nei suoi confronti. Nonostante siano amiche, grandi amiche. Dunque si arrende, conscia che non può farle cambiare idea. Si toglie i vestiti, quei vestiti che ha ricevuto con cura e affetto da parte sua. È completamente spoglia davanti a chi tiene di più a cuore. "Girati e appoggia le mani al muro." Viene ordinato e la Lunari obbedisce come niente. Inoltre si sistema i capelli davanti per non rovinarli e lasciare che abbia la schiena libera per la punizione. Ci sono ancora i segni di ciò che ha subito in passato per via dei suoi peccati. Ashe, nonostante un brivido le scorre lungo il corpo, prepara la frusta e inizia a colpire. Nessuna reazione da parte dell'amica, rimane ferma e muta. Dopo pochi secondi dal primo colpo, inizia a canticchiare. Qualcosa di malinconico. "*Non chiedere al sole Perché oscura la sua luce.*" Una lingua diversa viene pronunciata dalla donna dai capelli argentati e incomprensibile da parte di Ashe. Che sia l'antico Lunari? Possibile, ma comunque la Regina ignora e continua con le frustate. Anche stavolta, nessuna reazione se non quel triste canto. "*O perché nasconde il suo sguardo Quando la notte dipinge l'oro grigio Perché muto diventa il sole Colpevole al calar della notte.*" La Madreguerriera digrigna i denti, con la mano che stringe il manico e schegge di ghiaccio si creano su di esso. Dunque aumenta il ritmo e la violenza dei colpi. "*La verità non osa rivelare: La sua luce può solo bruciare.*" "Smettila..." Ringhia Ashe al continuare di quella sofferenza, gli occhi si fanno lucidi e il ghiaccio si propaga nel resto della frusta. Aumenta ancora la frequenza dei colpi. "*Giustizia per i colpevoli...*" "Basta..." "*Ed il sole di menzogne.*" "Ti ordino di finirla...!" "*Sangue d'argento, nero al tramonto... Sui loro visi, puro bianco...*" "Perché...non urli...di dolore!" Il ghiaccio che circonda la frusta diventa appuntito e penetra la carne della Incarnazione della Luna. Si incastra sulla sua schiena e la donna si ferma per un attimo a compiere un urlo di dolore. Ciò che la Regina voleva, ma che si pente amaramente. Lacrime scendono dagli occhi azzurri. La frusta viene mollata. "*Oh luna crudele, porta la fine E l'alba mai più sorgerà...*" Silenzio, solo un freddo silenzio circonda la stanza, finita quella canzone, finito quel supplizio. Diana si toglie lentamente la frusta dalla schiena, che è diventata un muro di sangue. Quel dolore fisico che sente è insignificante per lei, sa che ha subito di peggio e sa anche che quella messa veramente male è un'altra persona: la sua amata. Di corsa, Ashe, piangente, va verso l'amica, la abbraccia, poggia il volto sulla sua schiena e si sporca di quel liquido scarlatto che ha provocato lei stessa. "Mi dispiace...mi dispiace così tanto..." Dice singhiozzando mentre stringe di più il corpo della targoniana. Diana poggia una mano sul braccio di Ashe, come da darle conforto. "Tranquilla, non è niente, per te posso sopportare qualsiasi dolore." La donna si gira lentamente e alza il viso della Regina per farsi guardare. "Tu sei il mio ghiaccio, ricordi?" Ashe annuisce mentre le lacrime scorrono sul volto macchiato di rosso. "Tu la mia Luna..." "E ti illuminerò sempre la strada, ogni volta che sarai minacciata dall'oscurità." Porta i pollici vicino agli occhi azzurri per asciugarla dalle lacrime. poi sorride e dice. "Che ne dici di un bel bagno per pulire questo bel visino?" "Ma...le tue ferite..." "Non sono niente, come ho già detto poco fa." "Almeno, per farmi perdonare, lascia che mi curi della tua schiena..." Diana fa un leggero sbuffo dal naso e sorride. "D'accordo. Ora andiamo." Le due, poco dopo preparano la vasca da bagno dove Ashe si immerge e Diana fa a sua volta subito dopo. La Madreguerriera inizia a lavare la schiena sporca di sangue della Lunari e al solo guardare le nuove ferite inferte da lei le viene un brivido tra le ossa. "Non sentirti in colpa." Commenta Diana, dopo che ha notato Ashe fermarsi con la spugna. "Ciò che è successo è successo." Commenta ancora nel tentativo di tranquillizzarla. La matriarca replica. "E' solo che...non so cosa mi stia succedendo...sento come di impazzire." Diana riflette qualche attimo prima di commentare. "Sei soltanto tesa, il troppo lavoro ti fa male. Inoltre è comprensibile il tuo comportamento dopo ciò che è accaduto." Ashe abbassa lo sguardo e sospira debolmente. "Certe volte vorrei essere solo me stessa. Abbandonare tutto quanto." Poggia la fronte sulla schiena di Diana e aggiunge. "Solo tu mi puoi comprendere. Solo tu puoi lasciarmi togliere quella maschera che tengo davanti a tutti...e te ne sono grata." Un silenzio sussegue quelle sue sincere parole di cui la Lunari la fanno sentire felice. Ma comunque quella frase le fa venire una domanda. "E Tryndamere? Lui non può? Non siete legati?" "Forse poteva, ma ormai me lo sento lontano. Non c'è più niente che ci lega." Diana corruga la fronte e si gira col volto. "In che senso?" Domanda confusa. "Oggi, abbiamo discusso in maniera molto accesa e il risultato è che lui ha deciso di andare alla ricerca di chi gli ha distrutto la tribù. Abbandonando me, il suo ruolo e gli Avarosani..." Diana dopo ciò, nonostante sia curiosa di capire la realtà dei fatti, evita di intromettersi ulteriormente. "Mi dispiace, gli volevi bene." Commenta invece ma sempre sincera. Ashe scuote la testa e si sforza a sorriderle per poi riprendere a lavarle la schiena. "Non c'è bisogno, non è colpa tua." Dopo pochi minuti, notato che le ferite smettano di perdere sangue, la matriarca le domanda. "A proposito di legami, tu e Gaek vi siete avvicinati, sbaglio?" "No, non sbagli." Risponde ingenua l'amica. "E so anche che l'hai rifiutato." "E' ormai storia vecchia, quella." "Sì, lo so. La fredda e apatica Valchiria, respinge le galanterie del Figlio dei Lupi." Ride divertita Ashe e poco dopo commenta. "E' un peccato. Gaek si merita qualcuno accanto a lui e tu mi sembravi perfetta." Alza le spalle. "Fa niente, tanto alla fine di questa guerra sicuramente ne avrà di richieste. Come te." Diana rimane silente e regala solo un piccolo sorriso per poi tornare a guardare davanti mentre Ashe le finisce di pulirle la schiena. Passano altri minuti nella vasca ad aiutarsi a vicenda e parlano di cose futili dove in quel frangente a Diana viene in mente un'idea che forse potrebbe funzionare. Un azzardo di cui le si spezza il cuore ma che è decisa di attuare questa idea se dovrebbe sollevare la stabilità della sua amata. Passa dunque poco più di una settimana e a Rakelstake c'è aria di festa dove molta gente è riunita davanti alla statua di Avarosa. Al centro del attenzione ci sono Gaek e Diana vestiti similmente di colore blu e bianco. "Sei sicura?" Sussurra il giovane alla donna al cui risponde con un cenno del capo e un sorriso tra le labbra. Arriva poco dopo Ashe vestita anche lei degli stessi colori ma in maniera più regale e chiede ai due. "Siete pronti?" Entrambi rispondono con un secco "Sì." La Regina sorride e dice. "Bene, sappiate che avete la mia totale e sincera benedizione, amici miei." Entrambi inizialmente non sanno bene cosa rispondere ma Diana infine le viene da dire semplicemente. "Ve ne siamo grati." Ashe annuisce col capo e si congeda dai due per andare al suo posto. Gaek è ancora dubbioso nei confronti della donna che ha di fronte e insiste dicendo. "Da qui in poi non potrai tornare indietro..." Ma queste parole sembrano volare via dal vento, come se la Valchiria fosse sorda. "Per la Madreguerriera." La cerimonia inizia. ***FINE TRENTADUESIMA PARTE*** ________ Sono tipo passati sei mesi dal ultimo e questo mi rattrista...se ero più continuo l'avrei finito tempo fa. Bando alle ciance ecco a voi i casini che ho creato verso la fine di questa storia. Chiss° come andrà a finire, non ne ho idea. :v Come sempre vi invito a seguirmi su Wattpad della storia [Il Ghiaccio e la Luna!](https://www.wattpad.com/story/101971954-il-ghiaccio-e-la-luna) Detto questo, grazie per chi mi segue ancora e chi mi seguirà, ditemi il vostro parere sia bello che brutto e vi verrò incontro. Alla prossima. :)
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