Buon San Valentino!


 


Buon San Valentino!



Di poesie ne abbiamo sentite tante, fino alla nausea, e nonostante alcune di queste siano davvero capaci emozionarci, il rischio nel riproporne una è ovviamente quello di scadere nella banalità. Vi elenco soltanto un paio di versi tratti dal sonetto n°116 di William Shakespeare.


Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento,
O tende a svanire quando l’altro si allontana.
Amore è un faro sempre acceso che sovrasta la tempesta senza mai vacillare.
Amor non muta in poche ore o settimane, ma resiste impavido al giorno estremo del giudizio.
Se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto e nessuno ha mai amato.


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Ed ecco qui invece qualcosa di diverso dal solito. Un piccolo viaggio indietro nel tempo per riscoprire le radici di una festività che nel corso dei millenni si è modificata radicalmente.
Il nostro viaggio inizia nell’antica Roma, con la celebrazione dei Lupercalia, cerimonie propiziatorie per l’anno venturo. Sebbene sia difficile indicare l’anno della prima celebrazione, è sicuro che i Lupercalia venissero celebrati nel periodo che oggi corrisponde ai giorni del 13, 14 e 15 Febbraio. Durante questa festività pagana i patrizi romani propiziavano la sicurezza della città e la fertilità della donna con una serie di riti che, come spesso accade, al giorno d’oggi appaiono insensati e incomprensibili. Durante la prima parte dei festeggiamenti i sacerdoti di Fauno (dei giovani completamente nudi se non per un piccolo gonnellino di pelle di capra che portavano in vita, ed una maschera di fango che gli copriva il volto) correvano intorno al primo centro della città di Roma, sul colle Palatino, imitando il rito magico che i pastori compivano correndo intorno al proprio gregge a creare una barriera che i lupi non potevano superare. Così facendo assicuravano la protezione e la benevolenza del dio alla città! Durante la seconda parte della festa invece, i sacerdoti per propiziare la fecondità delle matrone romane, passeggiavano per le vie della città frustando le mani di tutte le donne che si offrivano volontariamente al rito…

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Questi riti bizzarri, che hanno più a che fare con la fertilità che con l’amore vero e proprio, vennero soppiantati alla fine del quinto secolo dopo Cristo da Papa Gelasio I con la festività che prende il nome del santo Valentino da Terni. La leggenda narra che quest’uomo di fede cristiana abbia donato una grossa somma di denaro come dote ad una ragazza che ne era prima, permettendole di sposarsi ed evitando così che finisse per strada. Questo dono, fatto con amore e finalizzato all’amore, valse a Valentino la santificazione e l’istituzione della festività in suo onore.
Concludo aggiungendo che l’associazione della giornata di San Valentino con principi dell’”amor cortese” che celebriamo è sicuramente postuma e risalente ai primi secoli del secondo millennio; qui però le fonti divengono contraddittorie e confuse. 



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Non mi resta che augurare a tutti voi buon San Valentino! Sia a chi lo passerà con la propria dolce metà, sia a chi (come me) lo passerà portando morte e distruzione sulla Landa degli Evocatori!

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