Background Vampiri GDR

Mi sono appena unito ad una campagna di un GDR chiamato Vampiri la masquerade, per chi non lo conoscesse è tipo D&D solo che impersoniamo vampiri E' il mio primo GDR in assoluto e la prima cosa che han richiesto è il background di chi eravamo prima di diventare vampiri e i nostri primi anni da neonati in modo da spiegare per quale motivo per esempio ho 5 punti in forza e 0 in intelligenza e la natura del nostro carattere nel mio caso competitivo (per dare un "anima" al nostro vampiro insomma) Dato che non scrivo da molto sono sicuro di aver fatto moooooolti errori di sintassi e punteggiatura....chiederei a chi ne avesse voglia di farmi una rapida correzione.....oppure mi è sufficiente anche un semplice parere....grazie in antiipo ecco a voi il testo.....spero vi piaccia.....Buona lettura NOCX BACKGROUND Sono passati ormai 20 lunghi anni, o perlomeno lunghi mi sarebbero sembrati nella mia vecchia vita, dal giorno in cui fui condotto al cospetto del Principe di Vienna. Si può dire che tutto ebbe inizio 30 anni fa, ai tempi il mio nome era Logan Armstrong, mi ero appena laureato all’accademia militare con voti più che eccellenti, ero il migliore del mio corso, dopotutto mi è sempre piaciuto primeggiare ed eccellevo specialmente nel combattimento ravvicinato, poco importa se a mani nude o armato, c’è più gusto a sconfiggere un avversario che vedi in faccia piuttosto che attraverso un mirino. Ma non fu per queste mie qualità se il giorno stesso della mia laurea fui avvicinato da un uomo ben vestito, era arrivato su una Ford Mustang nera opaca e si era appostato appoggiato all’auto fumando un sigaro all’uscita dell’accademia, aveva dei capelli corti brizzolati e una barba anch’essa ben curata, doveva avere sui 45 anni anche se sul volto portava i segni di una vita tutt’altro che noiosa ed un’espressione rude che poco si addicevano al suo abbigliamento, ciò che di me lo aveva colpito era la mia intelligenza, il modo in cui decidevo di agire e soprattutto le mie abilità nel muovermi ed evitare le situazioni di pericolo. Fu lui, Gustav Niemand, a propormi di unirmi ad una compagnia militare privata, mercenari se vogliamo essere onesti, mi spiegò che un tempo anche lui ne faceva parte ma che da non molto tempo si era ritirato dalle missioni sul campo ed era passato al reclutamento di giovani promettenti ed al procurare equipaggiamenti, anche di contrabbando, ai suoi vecchi compagni o a chiunque altro se li potesse premettere, lavoro decisamente più remunerativo e meno pericoloso. Fui ben lieto di accettare quell’invito ed ebbe così inizio a 23 anni la mia vita con il gruppo che si faceva chiamare NOCX, ci occupavamo delle missioni più disparate, dalla semplice commissione di eliminare o scortare un bersaglio allo spionaggio, eravamo in sei me compreso e imparavo molto più in una singola missione con loro che non in un intero anno all’accademia militare, nonostante la mia giovane età grazie alle mie capacità di muovermi furtivamente ero l’apripista della compagnia specialmente se si trattava di missioni in cui dovevamo attraversare regioni selvagge, tutti seguivano i percorsi che io decidevo di prendere e se c’erano dei nemici ero io il primo a trovarli, ad avvicinarmi di soppiatto a loro per ucciderli con la mia arma preferita, il coltello tattico “Fox Dagger”, senza concedergli il tempo di lanciare l’allarme, ero anche solito rubare le piastrine degli avversari che reputavo più meritevoli per poi unirle insieme in una collana che porto tutt’ora con me come trofeo delle mie vecchie vittorie. Proprio durante una di queste missioni, circa 2 anni dopo il mio ingresso nella compagnia, provavo una sensazione di irrequietezza, un brivido che mi correva lungo tutta la schiena, ci trovavamo in Germania all’interno di una fitta foresta, ciò che mi turbava era il silenzio di tomba surreale che riecheggiava intorno a noi, non si sentivano ne i richiami di gufi e civette ne il battere d’ali di pipistrelli o il semplice ronzio di insetti, come se tutto intorno a noi fosse morto, anche il vento aveva smesso di sibilare e di far frusciare le foglie degli alberi, il tutto in una notte di foschia che non ci permetteva di vedere chiaramente se non a più di pochi passi, fu solo grazie ad uno spiraglio che permise al chiarore della luna piena di passare che intravvidi in lontananza una figura che si muoveva ad una velocità sovrumana ma non riuscii a mettere in tempo a fuoco che sparì e che al suo posto apparvero tre creature dalle sembianze animalesche inseguirlo muovendosi altrettanto velocemente e scomparendo nell’oscurità, fu soltanto pochi attimi dopo che udimmo un ululato che fece rabbrividire tutti quanti interrompere la quiete della notte per poi lasciarci ripiombare in quel silenzio angosciante. Non raccontai a nessuno di quanto vidi durante quella missione, probabilmente sarei stato reputato pazzo e mi avrebbero potuto estromettere del gruppo, ma non avevo nessuna intenzione di dimenticare, al contrario, ero affascinato dall’idea di scoprire cosa potessi aver visto, iniziai allora ad avvicinarmi al mondo dell’occulto, studiai leggende e miti di tutto il mondo e non soddisfatto lessi anche molte dicerie e supposizioni senza riuscire però ad avvicinarmi a nulla di concreto, finche soltanto 8 anni dopo venni a conoscenza della verità e non nel modo che mi sarei aspettato. Eravamo in missione, assoldati da un misterioso cliente dimostratosi molto facoltoso ma di cui non sapevamo altro, anche Gustav appariva nervoso, come se si trovasse in una qualche posizione scomoda, ci spiegò che si trattava di una missione più delicata del solito, avremmo dovuto recarci a Vienna e introdurci all’interno di un’antica cappella nel centro della citta all’interno della quale si supponeva avvenissero da qualche tempo degli incontri di una qualche setta, cosa che non si discosta poi molto dalla realtà, ma che nessuno ebbe mai occasione di raccontare. Avremmo dovuto semplicemente penetrare in quel covo e acquisire informazioni su chi fossero e a che scopo avvenissero le riunioni: trovammo l’edificio, sembrava essere abbandonato ma in buone condizioni nonostante l’età, ci introducemmo all’interno attraverso un ingresso secondario, dentro l’aria era pesante e sapeva di chiuso, gli arredamenti erano rivestiti da cumuli di polvere a conferma che la struttura fosse abbandonata, non era presente nessun tipo di illuminazione elettrica e riuscivamo a vedere qualcosa soltanto grazie alla poca luce che riusciva a infiltrarsi dall’esterno attraverso le suggestive vetrate montate su intelaiature in piombo rappresentanti scenari apocalittici e demoni infernali, tema che ricorreva anche negli affreschi presenti su tutte le pareti. Ispezionammo tutto l’edificio e dietro la zona dell’altare trovammo una porticina, conduceva ad un lungo e stretto corridoio illuminato dalle fievoli fiamme di candelabri in ferro battuto affissi nelle pareti in pietra, intuimmo che ci avrebbe condotti alla sala in cui si supponeva avvenissero gli incontri della setta, iniziammo cosi a percorrerlo ma non riuscimmo ad avanzare molto prima di ritrovarci faccia a faccia con due uomini dotati di una forza superiore guidati pochi passi più indietro da una donna della rara bellezza che si muoveva con grazia sinuosa, aveva dei meravigliosi capelli rossi come un fuoco e ad ogni suo passo ondeggiavano come se fossero delle fiamme vive, a contrastarli degli occhi azzurri come l’acqua con una profondità tale da perdercisi e annegare, ci sorrise e da dietro le sue labbra intravedemmo spuntare fuori due canini affilati, i miei compagni rimasero impietriti dinanzi a quelle tre creature senza capire se ciò a cui stavano assistendo fosse reale o solo frutto della loro immaginazione, io invece dal canto mio avevo ben chiaro di cosa si trattasse, avevo letto più e più volte nelle mie estenuanti ricerche sull’occulto di quegli esseri, gli immortali succhiatori di sangue, ma non ebbi nemmeno il tempo di gridare Vampiri che uno di loro si era già avventato sul compagno accanto a me, gli altri iniziarono ad andare nel panico, si voltarono e corsero via ma non ebbero nemmeno il tempo di fare qualche passo prima di rendersi conto che altri due di quegli esseri si erano già posizionati alle nostre spalle per chiuderci la nostra unica via di fuga, io fui l’unico a tentare di opporre una inutile e strenue resistenza, non accettavo il fatto di arrendermi senza combattere, di rassegnarmi ad una fine senza onore e fu proprio questa mia forza di volontà in un certo senso a salvarmi, nel momento in cui stava per arrivare la mia fine un altro vampiro visibilmente più anziano apparve in fondo al corridoio intimando ai suoi simili di fermarsi, fu lui il primo a vedere in me qualcosa e decidere di rimandare la mia fine, la bellissima vampira apparve piuttosto contrariata a quella decisione ma ubbidì senza esitare, mi scortarono presso un salone situato nei sotterrai di quell’antica Cappella nel cuore della città e li sedeva fiero e irremovibile sul suo imponente seppur spartano seggio il Principe della città, aveva un aspetto estremamente preciso, indossava uno sgargiante vestito Edoardiano di colore bordeaux finemente ricamato con decorazioni in oro, inoltre portava numerosi amuleti incisi con simboli arcani, ma nonostante ciò emanava un’aura sinistra e dietro i suoi lunghi capelli argentei che gli scendevano sul volto i suoi occhi riflettevano un terribile acume, ai fianchi dietro di lui si ergevano due statue di imponenti dimensioni rappresentanti bestie feroci che non avevo mai visto neanche in tutte le mie ricerche sull’occulto, sotto di loro erano posizionati due vampiri vestiti uguali anch’essi con abiti antiquati e ricamati ma di un blu intenso, probabilmente a guardia del loro Signore, fu la prima ed ultima volta in cui lo vidi, ma il ricordo è ancora vivido dentro di me, il vecchio, Aaron il mio “salvatore” prese la parola e pareva che tutti i presenti prestassero molta attenzione a ciò che aveva da dire, come se le sue opinioni avessero un certo peso. Fu cosi che chiese il permesso al principe di “Abbracciarmi” dato che si trovava nel suo territorio, per qualche istante sentii come una presenza scrutarmi nell’animo, poi in un istante a seguito di un semplice cenno del capo da parte di quel nobile vampiro Triscyt, cosi si chiama la bellissima vampira che fino a quel momento era rimasta alle mie spalle a sorvegliarmi, come se avessi potuto avere qualche possibilità di fuggire, mi si avvicinò alle spalle, mi strinse alla vita con un braccio, mi scostò la testa da un lato con l’altra mano e affondò i suoi affilati canini nel mio collo, la sensazione di dolore era offuscata dal piacere intenso provocatomi da quel “bacio” che mi lasciava poca volontà di oppormi, venni prosciugato di tutto il sangue, in seguito mentre io ero agonizzante Aaron sfilò dalla fodera il mio “Fox Dagger” col quale si incise il polso e mi donò alcune gocce del suo, rendendomi cosi un Fratello e suo Apprendista nel Clan degli Stregoni, i Tremere il tutto accompagnato dalle voci dei presenti che recitavano: << Noi siamo più che semplici vampiri. Noi siamo il gradino più in alto nell’evoluzione dei Cainiti. Dirigeremo gli altri se ce lo permetteranno o resteremo soli se dovremo. Ma sopravvivremo. >> Così iniziò la mia nuova e vera vita. Questi ultimi 20 anni sono stati molto impegnativi, il mio Mentore e Sire, Aaron, nonostante si presentasse sempre con un aspetto trasandato si è rivelato essere un membro molto importante tra i Tremere, non tanto in quanto a forza fisica che non è la qualità più ricercata all’interno del nostro Clan, ma per le sue conoscenze di Stregone, è infatti uno dei vampiri che ha maggiormente appreso e dominato le Vie della Taumaturgia, rituali compresi, anche se non vuole rivelare a nessuno, Fratelli inclusi, quanto sia effettivamente potente e custodisce gelosamente questo segreto, è un vampiro particolarmente eccentrico ed esigente, pretende sempre il meglio sia dagli altri che da se stesso, i lavori incompiuti non lo soddisfano ma per il momento mi ha affidato alle cure di Triscyt, lui non ha tempo da perdere per badare ad un novellino, per farmi apprendere tutto ciò che devo riguardo a questo mondo e soprattutto insegnarmi le basi del nostro Clan lei è più che sufficiente, soltanto quando mi sarò dimostrato degno Aaron permetterà anche a me di imparare direttamente da lui. Triscyt si è dimostrata essere una donna molto preparata, non a caso è la preferita di Aaron, è stata trasformata quando aveva 28 anni ma da quel giorno è ormai trascorso più di un secolo, anche se il suo splendore si è mantenuto invariato in tutto questo tempo, ha dedicato ogni giorno ad apprendere tutto ciò che poteva, rispecchiando l’animo intellettuale della sua vita mortale e non poteva capitarmi insegnante migliore, che fosse per ostentare la sua intelligenza o per puro senso del dovere nei confronti del compito assegnatole dal nostro mentore di cui ha una gran stima, si fida ciecamente di Aaron, approva ogni sua decisione e lo seguirebbe ovunque, di suo lei è estremamente disponibile nei miei confronti nonostante al nostro primo incontro sembrasse poco propensa a risparmiarmi, inoltre la mia carriera militare mi ha lasciato un carattere tutt’altro che socievole, al contrario lei dimostra possedere grandi qualità, prima tra tutte un notevole carisma dovuto probabilmente alla sua voce ammaliatrice. Sotto la sua guida ho avuto ben poche occasioni di uscire all’avventura e oltrepassare il Dominio del mio Sire, sono rimasto per lo più al sicuro all’interno del nostro rifugio a studiare nella nostra immensa biblioteca rifornita dei libri più disparati, da quelli riguardanti le scienze più contemporanee ai tomi antichi di secoli contenenti arcani rituali, per acquisire i rudimenti delle discipline tramandate all’interno del Clan, c’è anche una sezione a me inaccessibile che ho scoperto custodisce tutto ciò che è a noi noto riguardo ai segreti della Negromanzia e altre oscure Discipline per lo più praticate dal Sabbat. Nelle mie rare uscite il più delle volte venivo rigorosamente sorvegliato da Triscyt, solitamente avvenivano quando la Sete di Sangue iniziava a farsi più forte della mia sete di conoscenza, era in quelle occasioni che mi rifacevo “vivo” con i miei vecchi contatti, specialmente con Mark Niemand il figlio di Gustav, un uomo di 34 anni, di bell’aspetto e amante del lusso, con una passione per l’orchestrare giochi politici tirando le fila da lontano ricercando sempre un tornaconto personale, se lo dovessi associare ad un Clan di Fratelli direi che ha la stoffa per essere un Sangue Blu, attualmente ha preso in tutto e per tutto a pieno diritto il posto del padre, non ha fatto l’esperienza del suo vecchio sul campo ma è altrettanto capace se non di più mediante notevoli sotterfugi di procurare missioni ed equipaggiamenti, non è cambiato nulla nell’organizzazione se non fosse che ora non voglio più compagni o almeno non più compagni umani, difatti accetto esclusivamente missioni in solitaria ed agisco sempre di notte, in modo da poter testare liberamente le mie nuove abilità ed essere libero di succhiare il sangue dalle mie vittime, forse è per questo che Mark è diffidente nei miei confronti, lo percepivo chiaramente già quando ancora non padroneggiavo decentemente le discipline del mio Clan, dopotutto il mio aspetto è rimasto fermo ai miei 31 anni e lui sa che ormai ho passato i 50, inoltre girano molte voci della mia ultima missione con la compagnia militare NOCX di cui io sono l’ultimo superstite scampato ad una misteriosa imboscata, sono infatti noto a tutti come Nocx il Sopravvissuto, ma nonostante questo ci sono clienti che richiedono espressamente di me, il che alimenta la mia speranza che si ripresenti colui che aveva ingaggiato la compagnia di cui facevo parte mandandoci verso morte certa a investigare nel rifugio di un Principe dei vampiri, ho provato a indagare con l’aiuto di Mark usando tutte le nostre conoscenze ma non siamo riusciti a trovare indizi, sospetto che abbia a che fare col mio nuovo mondo, ma ho giurato a me stesso che lo troverò, non provo rancore nei confronti dei miei Fratelli per aver ucciso i miei vecchi compagni, ma sicuramente ho un conto da saldare con lui e non avrò pace finche non avrò ottenuto vendetta. Talvolta capitano compiti anche al di fuori del mondo umano, che mi stimolano a dare il meglio di me, dopotutto non c’è gusto nell’affrontare dei comuni esseri umani, la mia natura competitiva brama delle sfide più impegnative, anche per migliorare il mio Status all’interno del Clan. Ma ora finalmente non vengo più considerato un Novellino, sono un Neonato Apprendista pronto a lasciare il mio rifugio per dare prova di me a Triscyt e ad Aaron il mio Sire.
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